giovedì, 24 maggio 2018
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Viaggio nella Grecia antica alla scoperta delle nostre origini

Sebastiano Tusa

È sempre motivo di vanto e di onore per una scuola avere come ospite un personaggio di rilevo nazionale e lo è ancor di più se questo è noto anche in altri Paesi europei. Stamani l’Istituto di Istruzione Superiore “Sciascia Fermi” ha avuto il privilegio di avere come ospite l’illustre Prof. Sebastiano Tusa, archeologo, Sovrintendente del Mare della Regione Sicilia e Professore di Paleontologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

L’incontro, previsto nel progetto Antiqua Mater, si presenta come il momento perfetto per parlare della terra e del popolo che hanno gettato le basi della democrazia, delle scienze e di molte altri fondamentali aspetti della cultura occidentale: la Grecia. Con il suo territorio prevalentemente montuoso e la sua caratteristica di essere formata prevalentemente da piccole isole, la Grecia aveva tutte le carte in regola per poter passare inosservata nella storia tuttavia aveva deciso di emergere dalle tenebre e rendere eterno il suo nome. La sua importanza viene marcata nuovamente nel suo ultimo libro “Viaggio nella Grecia antica d’Oriente a Occidente” con la collaborazione di Carlo Ruta.

L’opera si presenta come un viaggio in Grecia sotto forma di dialogo dove avviene un confronto serrato delle fonti senza che venga meno la verità storica. Gli argomenti trattati sono le vicende dell’Ellade nei suoi momenti essenziali fino a giungere ad alcune aree dell’Asia Minore. Ci si sofferma soprattutto su tutte le influenze materiali e culturali che ebbero maggiore rilievo nella formazione del mondo greco, ricercandone gli effetti nelle arti, nelle lettere e in tutte le altre fonti del tempo che ci sono giunti.

Le tematiche trattate nell’incontro sono state molteplici. Una tra queste è stata quella democrazia, la forma di governo definita dallo stesso Tusa come una delle migliori anche se al giorno d’oggi sta subendo una crisi (in Italia infatti solo il 50% degli italiani che possono votare esercitano questo diritto). La democrazia, dalla sua nascita a ora, continua a essere un sistema vincente e la crisi che sta subendo ha radici profonde.

Già nell’Atene del grande Socrate si notano i primi cedimenti causati dall’ostracismo, un modo per “votare” l’esilio di un cittadino ritenuto pericoloso per la comunità ma molte volte veniva usato per allontanare avversari politici, che poneva la forma di governo su un livello poco democratico. Confrontando la nostra democrazia con quella ateniese penseremo che sarebbe strano definire la seconda come una democrazia perché le donne non avevano alcun potere decisionale e venivano completamente escluse dalla vita politica ma, come afferma lo stesso Tusa, ogni cosa va vista e collocata nel proprio periodo storico.

Di uguale importanza è un altro tema trattato, la necessità o meno di riportare ogni reperto archeologico nel suo Paese d’origine. A questa domanda non è possibile rispondere subito “sì è necessario” o “no, lasciamo tutto com’è” ma bisogna riconoscere e distinguere i vari casi: il Museo del Louvre contiene reperti archeologici e molto altro di numerosi Paesi di tutto il mondo e con il tempo è diventato il simbolo culturale per eccellenza non solo della Francia ma dell’intera Europa. Se questo celebre museo fosse costretto a restituire tutti i suoi pezzi ai Paesi proprietari vi sarebbe non danno culturale notevole; con questo esempio il Prof. Tusa vuole mostrare la sua opinione in merito: se ciò comporterebbe un danno culturale di vasta portata è quasi d’obbligo lasciare le cose come sono. Ritiene invece che sia necessario e d’obbligo restituirli quando provengono dal mercato nero dell’arte, in quel caso i Paesi proprietari hanno il diritto di riavere indietro il reperto poiché ottenuto in maniera illecita.

Nell’incontro è stato messo in evidenzia un elemento che spesso viene sottovalutato ossia l’importanza degli studi classici. Al giorno d’oggi vengono privilegiati gli studi scientifici e tecnici mettendo da parte quelli classici. Ci si interroga spesso se conoscere le declinazioni servirà davvero mai nella vita e la risposta è no. Le declinazioni, le infinite regole di grammatica non troveranno mai un uso diretto nella vita pratica, ad essere usata sarà la logica, il senso critico e di approfondimento che le discipline classiche trasmettono. Il latino e il greco sono le chiavi di lettura da usare per leggere e decifrare il nostro passato, senza di esso non saremo nessuno e il nostro modo di vivere e di pensare, come oggi lo concepiamo, non esisterebbe.

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