Vasco Rossi cittadino onorario di Modena: “Ringrazio il cielo e la chitarra” – Lyceum
venerdì, 17 agosto 2018
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Vasco Rossi cittadino onorario di Modena: “Ringrazio il cielo e la chitarra”

Mercoledì 17 gennaio il sindaco di Modena Gian Carlo Mozzarelli ha proclamato cittadino onorario Vasco Rossi, il celebre rocker di Zocca (MO) che lo scorso 1° luglio vi ha tenuto un megaconcerto davanti a circa 230mila spettatori. Una città alla quale il Blasco è legato per molti altri motivi: proprio a Modena, infatti, ha mosso i suoi primi passi nel mondo della musica, apprendendone i rudimenti:

Sono commosso e contento di ricevere questo riconoscimento, e vorrei cominciare appunto con un ricordo, di quando, ad 11 anni, sono arrivato per la prima volta con la corriera a Modena: mi ci recavo per frequentare la scuola di canto e musica del compianto maestro Boloncini. Ero ancora innocente. Frequentavo questa scuola per partecipare ad un famoso concorso, l’Usignolo d’Oro, in occasione del quale fu scritta una canzone per me. Il brano si chiamava “Come nelle fiabe” e, guarda caso, l’anno scorso ho scritto “Come nelle favole”. Vinsi questo concorso, quindi Modena è stata la prima città a farmi montar la testa: a quel tempo credevo di essere già diventato una rockstar.

Il cantante, tuttavia, da Modena ha ricevuto alcune delusioni e qui ha dovuto superare non poche difficoltà nell’ambientarsi nella realtà metropolitana di Modena, all’epoca molto più avanzata di quella rurale di Zocca, il suo paese d’origine:

Ma poi è arrivata la doccia fredda, quando venni qui per frequentare il collegio: un periodo tristissimo della mia vita. Sentivo ostilità intorno a me, ad esempio, per il mio modo di vestire perché, una volta, semplicemente dal vestiario si capiva da dove si provenisse. Ne ho sofferto moltissimo.

Vasco ribadisce ancora una volta quanto forte sia il legame con Modena, tanto da definirla come una seconda casa:

Sono molto legato a questa città. Ora che sono diventato grande, mi avete dato le chiavi di casa.

Il suo concerto al Modena Park è stato un vero e proprio trionfo: grazie a questo evento, Vasco detiene il record del maggior numero di spettatori paganti per un concerto (225.173 biglietti emessi); solo il più recente dei tanti successi di una carriera memorabile iniziata ben 40 anni fa:

Il 1° luglio 2017, a Modena, ha vinto la musica contro la paura e Modena è diventata la capitale mondiale del rock. L’occasione di festeggiare i miei primi 40 anni di carriera si è trasformata nel raduno rock più grande della storia della musica italiana. L’efficienza della macchina organizzativa ha dimostrato al mondo intero che in Italia si possono tenere questi eventi epocali di partecipazione popolare ed aggregazione pacifica. Tutto Made in Italy. Per 3 giorni una città di 285000 abitanti è stata invasa da un popolo di 230000 persone, a dispetto delle ipotesi catastrofiche degli addetti ai lavori, o addetti ai livori, le malelingue, gli invidiosi, i presentimenti negativi comunicati dai media. Ma, alla fine, i profeti di sventura sono rimasti a bocca asciutta. È stato davvero difficile, ma questa è stata la dimostrazione, a dispetto dei luoghi comuni moralistici e bigotti, che la musica rock, oltre ad essere un modo di comunicare emozioni, è un modo per far stare insieme gioiosamente centinaia di migliaia di persone, che per una sera possono dimenticare i loro problemi e i loro guai, che non voglio dire siano causati dai politici. Scusatemi, non sono abituato a parlare senza una musica di sottofondo per cui, quando sento la mia voce, sono imbarazzato. Quest’evento ha coinvolto tutta l’Italia: è stata un’occasione unica ed irripetibile. Sono contento di averlo fatto e posso dire che va bene così. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo evento epocale, il popolo del rock che ha invaso Modena pacificamente, tutti i miei collaboratori, che hanno lavorato giorno e notte e notte e giorno, la mia band, l’amministrazione comunale di Modena, in particolare il sindaco Mozzarelli, perché ci ha creduto sin dall’inizio, anche quando si pensava il peggio. Grazie ai volontari, alle forze di polizia, alla questura, alla prefettura, ai vigli urbani, a tutti i modenesi che ci hanno accolto con la loro proverbiale disponibilità. A questo punto permettemi, alla fine di tutto, di ringraziare sempre il cielo e la chitarra.

Quest’ultima frase, alquanto emblematica, sintetizza perfettamente il suo rapporto con la musica, la quale ha senz’altro contribuito a rendere la sua vita, da lui definita spericolata e paragonata ad un brivido che vola via, / tutto un equilibrio sopra la follia (Sally), ancora più intensa e piena di soddisfazioni.

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