martedì, 13 novembre 2018
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Un altro passo per la scienza: clonate due scimmie

Dopo 19 anni dalla prima clonazione di un primate, il macaco Tetra, avvenuta negli USA , gli scenziati hanno clonato due scimmie, ma questa volta con la stessa tecnica usata per la pecora Dolly, cioè trasferendo il nucleo di una cellula dell’individuo da copiare in un ovulo non fecondato e privato del suo nucleo. Sono state chiamate Zhong Zhong e Hua Hua, la notizia è stata annunciata sulla rivista Cell dall’Istituto di neuroscienze dell’Accadamia cinese delle scienze a Shangai.

Questa tecnica consente per la prima volta di generare numerosi esemplari di primati geneticamente omogenei fra loro Giuliano Grignaschi

Sarà importante per la ricerca avere a disposizione animali geneticamente identici più vicini all’uomo, come ora accade per esempio con i topi. Ciò permetterà di eliminare variabili inevitabili negli animali riprodotti naturalmente.[…] È anche una buona notizia in prospettiva per la preservazione di razze animali in via di estinzione. Ma la cosa più importante a mio avviso è un’altra ancora, e cioè il fatto che se i ricercatori cinesi sono riusciti a ottenere questo risultato significa che sono riusciti a identificare i meccanismi che consentono di “accendere” o “spegnere” determinati geni per fare in modo che una cellula somatica, come i fibroblasti che hanno utilizzato loro, possa essere messa in condizione di “tornare” a uno stato tale da potere essere indirizzata a uno sviluppo diverso. L’importanza di questo aspetto è straordinario perché l‘epigenetica, cioè quanto interviene sul Dna per condizionarne il comportamento è qualcosa che riguarda tutti noi, e condiziona lo sviluppo di molte malattie. Capire in che modo l’ambiente interviene sul Dna e come lo modifica in modo tale da farci ammalare, è quanto ci interessa di più oggi. Così agiscono il fumo per i tumori, o gli zuccheri eccessivi eccetera […] Unico limite che mi sembra di ravvisare da quanto è stato comunicato finora è che il risultato è stato ottenuto su fibroblasti fetali, quindi con una differenziazione probabilmente non ancora completa, ma ciò non toglie che sia un risultato importante. Carlo Alberto Redi

Grazie alla clonazione delle due scimmie, sarà possibile studiare la causa di molte malattie.

Qualora la clonazione si dovesse estendere all’uomo, non si è certi che da ciò deriverebbe necessariamente una perfetta identità della persona, sia dal punto di vista ontologico che psicologico.

Secondo i cristiani, infatti, l’anima, elemento essenziale degli uomini, viene creata direttamente da Dio e non può essere generata da altri, tantomeno riprodotta artificialmente o clonata. Inoltre, l’interazione con l’ambiente, la cultura e lo sviluppo psicologico modificano la personalità di ogni individuo rendendolo differente dagli altri. Neanche i gemelli omozigoti sono identici! La paura di una perfetta duplicazione del soggetto derivante dalla clonazione è, dunque, da ridimensionare.

In ogni caso la Chiesa cattolica ritiene che la clonazione sia, comunque, immorale ed illecita. Per questo non accetta nessuna forma di ricerca sugli embrioni umani, neanche se destinata a scopo terapeutico. Preoccupazioni sono state espresse dal cardinale Elio Sgreccia,  portavoce del Vaticano sui temi della bioetica in quanto la clonazione di un primate così vicino all’uomo potrebbe rappresentare una minaccia per il futuro del genere umano.

Chi era Dolly?

Dolly è stato il primo mammifero ad essere stato clonato da una cellula somatica. È stata prodotta al Roslin Institute in Scozia vicino Edimburgo ed ha vissuto dal 5 luglio 1996 fino al 14 febbraio 2003, anno in cui a causa di un’infezione polmonare, è stata abbatuta.

Risultati immagini per Dolly

 

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