venerdì, 20 luglio 2018
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Strutture di Rio De Janeiro distrutte e abbandonate: lo scandalo che si ripete per ogni Olimpiade

Le Olimpiadi sono ritenute uno dei momenti più importanti che riescono ad unire le persone di tutto il mondo. Tutte le Olimpiadi però, sono legate dalla fine che fanno le loro strutture costate milioni. La storia dell’abbandono di queste si ripete da Torino a Atene e infine a Rio, città nella quale sono stati celebrati gli ultimi giochi, dove la situazione più grave la rileviamo allo stadio Maracanã; all’inizio di gennaio, lo stadio è stato saccheggiato: il campo è diventato inutilizzabile, le finestre interne sono state rotte, dai soffitti sono stati rubati i fili di rame, sono spariti gli estintori, i televisori e sono riusciti a portare via anche il busto in bronzo di Mário Filho, il giornalista a cui è stata dedicata la struttura. L’azienda locale che forniva energia elettrica allo stadio ha tagliato il servizio a causa delle bollette non pagate, poiché i debiti accumulati sono pari a circa 880 mila dollari.

Lo stadio Maracanã, Rio de Janeiro

Un altro problema si è creato per l’Olympic Golf Course che è stato chiuso per la mancanza di giocatori per mantenere aperta l’impianto. Era stato costruito per dare una speranza al golf che in Brasile non è molto popolare, ma l’idea non si realizzò. Altre strutture sono finite in disuso come il Velodromo, costruito per ospitare le gare di ciclismo su pista e il campo da tennis, invece il futuro del Deodoro Stadium, nel quale si sono svolte i match dei tornei di rugby e gli sport equestri, è molto incerto. Si ipotizzava che, alla fine dei ludi, dovesse diventare un’area pubblica, ma lo scorso dicembre è stata chiusa perché era terminato il contratto con la società che l’aveva presa in gestione: ora il Comitato i Giochi cercherà di selezionare una nuova società nella speranza che l’area possa riaprire e tra qualche mese, riuscire a portare a termine il progetto stabilito.

L’Olympic Golf Course, Reserva de Marapendi in Barra da Tijuca, Rio de Janeiro

Theresa Williamson, responsabile di un’organizzazione che si occupa della situazione nelle favelas, è stata intervistata dal Guardian e ha spiegato che circa 80 mila persone di Rio sono state sfrattate dalle loro abitazioni per far posto alle infrastrutture dei Giochi: «La maggior parte di loro, ora, vive in una situazione peggiore di prima: erano già le persone più povere in una città molto disuguale». L’unica conseguenza positiva dei Giochi è stato qualche miglioramento del trasporto pubblico, però solo nelle zone più ricche. Questo dimostra che la grandiosità delle Olimpiadi lascia l’amaro in bocca ai paesi che le ospitano.

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