domenica, 25 febbraio 2018
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Si aprono nuovi scenari in vista delle elezioni del 4 Marzo: i Cinque Stelle aprono alle alleanze.

Si avvicina inesorabilmente la data del 4 Marzo in cui i partiti raccoglieranno i frutti di una estenuante campagna elettorale volta ad ottenere sempre più consenso. E’ ormai chiaro come, per la nuova legge elettorale, le alleanze saranno determinanti, ma , fino ad ora, si sono viste più scissioni che unioni, minando seriamente la solidità del futuro governo con il rischio della necessità di nuove elezioni: il partito che infatti gode del maggior consenso secondo le indagini statistiche è il Movimento 5 Stelle che però si attesta su circa il 27% mentre per garantire stabilità servirebbe ottenere il 40% dei voti totali.

I Cinque Stelle hanno però sempre negato una possibile futura alleanza  ma nelle ultime ore Di Maio ha contraddetto la sua precedente idea politica affermando così la possibilità di allearsi in caso il suo partito non riuscisse a raggiungere il 40% auspicato:

Il 4 marzo potrebbero esserci due scenari per il Movimento Cinque Stelle. Uno è quello di aver raggiunto il 40 per cento e, quindi, di poter governare da soli. Ma se dovessimo aver raggiunto meno, dovremo fare un appello pubblico a tutte le forze politiche presenti in Parlamento per dare un governo a questo Paese.”

La più accreditata alleanza vedrebbe così l’unione tra Cinque Stelle e LeU, capeggiato da Pietro Grasso: gli uni vengono considerati la nuova forza del paese, gli altri la rinascita dei nostalgici; il binomio appare dunque antitetico ma la politica dei Cinque Stelle deve essere analizzata anche da un punto di vista ideologico come tendente  ad un conservatorismo volto ad una restaurazione politica: ciò rende più verosimile l’alleanza tra queste due forze politiche poichè la “nuova” forza politica tende ad una politica protezionistica che guarda al passato, entrambe le parti dovrebbero trovare un piano politico comune ma sembra che lo stesso Di Maio, seguito da Di Battista, stia smussando gli angoli del programma politico.

Entrambi hanno infatti preferito non ritornare sul tanto dibattuto tema di una futura uscita dall’euro affermando che ormai non è più un tema “all’ordine del giorno”. Mentre Di Maio ha però aperto a possibili alleanze Di Battista afferma di non fidarsi di partiti esterni:

Non mi fido di nessuno, per me parlare di destra e sinistra ha poco senso: a parte le differenze sull’immigrazione, hanno attuato le stesse politiche.
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D’altra parte Grasso ha affermato di non precludere un’alleanza con i Cinque stelle:

Ogni valutazione sul M5s – ha detto a Circo Massimo su Radio Capital – sarà fatta al momento opportuno. Se dovessi giudicare sul passato, penso allo ius soli, all’immigrazione, non ci sarebbe alcuna possibilità di accordo. Poi invece valuteremo al momento opportuno le loro politiche se saranno compatibili con le nostre di sinistra. Non ci sono pregiudiziali, quelle ci sono solo nei confronti della destra”.

Queste parole affermano così un’esclusione della destra in cui però lo stesso Di Maio potrebbe vedere un alleato nella figura di Salvini, giovando di una possibile divisione tra Lega e Forza Italia: uno scenario del genere non è però remoto in quanto continuano gli attriti tra le ambizioni di Salvini e di Berlusconi, e implicherebbe una possibile unione tra Forza Italia e Pd, riportando, di fatto, in vita il patto del Nazareno.

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