giovedì, 24 maggio 2018
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Scoprire le bestemmie

La bestemmia è un’ingiuria o un epiteto offensivo riferito a una divinità e che appartiene alla sfera del turpiloquio. Nell’uso comune il termine è usato come sinonimo di imprecazione e blasfemia. Letteralmente, per imprecazione si intende, propriamente in ambito religioso, una violazione del comandamento biblico “non nominare il nome di Dio invano”, tramite la semplice pronuncia del nome o di un epiteto identificativo di una divinità fuori dal contesto religioso di riferimento. Le bestemmie possono essere l’unione di una divinità con un elemento animalesco.

A Lui piace, quando tu ti arrabbi e gli dici in faccia quello che senti, perché è PadrePapa Francesco
All’epoca medievale se bestemmiavi la pena era la lapidazione, tuttavia al giorno d’oggi per quanto risulti eticamente sbagliato non è reato. Per essere sanzionata, la bestemmia deve essere pronunciata in pubblico. La bestemmia è considerata tale se rivolta a Dio o defunti infatti, prendersela con la madonna non è sanzionabile. Ciò in quanto la legge non ritiene la Madre del Signore una divinità e, pertanto, l’oltraggio alla Madonna non è, formalmente, una bestemmia. Inoltre non è considerata blasfemia quella rivolta ai Santi in quanto non sono considerati sacri.

Secondo un recente studio in generale imprecare quando si è feriti aiuta ad alleviare il dolore. Questo studio è stato effettuato dalla Keele University i ricercatori hanno fatto mettere nelle mani di alcuni studenti dei cubetti di ghiaccio, mentre imprecavano. Poi gli hanno chiesto di ripetere l’esercizio ripetendo una frase non offensiva. Così hanno visto che i giovani erano capaci di tenere in mano i cubetti di ghiaccio più a lungo quando ripetevano bestemmie e imprecazioni, e che c’è un legame tra la tolleranza al dolore e insulti. Questo accade poiché imprecare aumenta il numero di battiti cardiaci provocando un specie di “sollievo”.

Per secoli si è pensato che bestemmie e imprecazioni fossero un fenomeno linguistico umano quasi universale. Invece quest’azione si inserisce nei centri emotivi del cervello e si presenta nell’area destra del cervello, mentre il linguaggio è nell’emisfero sinistro Richard Stephens

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