giovedì, 24 maggio 2018
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Saffo e I preferiti d’argento, capolavori del neoclassicismo inglese e olandese

John William Godward (Wimbledon, 9 agosto 1861 – Londra, 13 dicembre 1922) e Lawrence Alma-Tadema (Dronrijp, 8 gennaio 1836 – Wiesbaden, 25 giugno 1912) furono due pittori, esponenti del neoclassicismo. Entrambi, affascinati dall’antichità greca e romana, tentarono di trasmettere nelle loro opere un’immagine del bello ideale, un’attrazione spirituale intensa, la sola vista dell’opera d’arte doveva essere in grado di soddisfare lo spettatore. Godward raffigurò nei suoi dipinti donne dai lineamenti delicati con indosso pepli dagli ampi drappeggi, per lo più collocate in architetture classiche, sullo sfondo si intravede quasi sempre un’ampia distesa d’acqua, probabilmente il Mar Ionio o il Mar Egeo.

Saffo di Godward, rappresenta la poetessa adagiata su una panca in marmo, lo sguardo è vago e ambiguo, avvolto da una sfumatura onirica d’incanto, come se la donna oltre a perdersi nei suoi pensieri, stesse fantasticando su uno scenario chimerico, dal quale è attratta. Il dipinto potrebbe cogliere il momento che segue a un sospiro di Saffo.

In the Days of Sappho, 1904 – John William Godward

Le vesti sono estremamente realistiche, la stoffa leggera a tal punto da far trasparire il corpo nudo. Verosimile è anche il marmo, le striature e la scultura nel lato sinistro del sedile sono resi nei minimi dettagli. Lo sfondo, tipico delle opere di Godward riflette due elementi caratteristici della cultura greca, il mare e le isole, simbolo di una civiltà marittima che trova la sua forza nel commercio e nella navigazione. Al di là dello sfondo e degli oggetti ornamentali, la particolarità del dipinto sta nell’espressione assorta di Saffo, l’artista intende afferrare l’istante in cui la poetessa elabora una sua lirica, ripensa a un istante perduto, immagina in prospettiva un evento desiderato. E’ da notare la dimensione degli occhi della donna, rapita e meditabonda.

Alma-Tadema privilegia come Godward tematiche neoclassiche che richiamino il mondo dell’antichità latina e della grecità, tuttavia oltre a raffigurare soggetti femminili singoli o in gruppo, si impegnò nella rappresentazione di grandioso opere architettoniche dove i personaggi sono colti in atteggiamenti festosi o in preda all’estasi tipica delle baccanti, in una dimensione spirituale ebbra, completamente estranea al mondo circostante, spesso con allusioni al carattere orgiastico dei riti bacchici.

Silver Favourites, 1903 – Sir Lawrence Alma-Tadema

I preferiti d’argento raffigura tre donne di fronte a una piscina artificiale. La prima è intenta a nutrire dei pesci, servendosi della parte cava di un tamburello, le vesti abbondano di pieghe e ricami, la seconda osserva attentamente la compagna, la terza, noncurante, è distesa e guarda con distacco la vicina.

Le espressioni e i movimenti dei soggetti sono realistici e precisi: la donna in primo piano abbassa lo sguardo verso la piscina, attenta a distribuire le briciole della pietanza che tiene stretta appena sotto il seno, la bocca è leggermente aperta a sottolineare la concentrazione del personaggio, gli occhi puntati sui pesci, le gambe ben piantate al suolo per evitare di perdere l’equilibrio; il secondo soggetto è piegato in avanti, le labbra sono strette e gli occhi appena socchiusi, il volto assume un’aria compiaciuta. La terza protagonista rivolge lo sguardo verso le due compagno, ha un aspetto impaziente, forse derivato da un prolungato assistere a quella scena, un malessere causato dalla monotonia del giorno, misto a una posa ristorata. I dettagli sono resi minuziosamente, dai bracciali caratterizzati da chiaroscuri e dorature, alle unghie e alle nocche delle mani, curate e lavorate con diversi colori così da apparire quanto più attinenti al vero.

Le venature del marmo richiamano il dipinto di Godward cosi come il mare e il cielo limpido , i cui colori, cobalto e azzurro cupo, risultano singolarmente accentuati rispetto ai toni consueti. I due dipinti vogliono comunicare un’idea della classicità, la bellezza delle forme e i paesaggi incorrotti sono frutto di un’astrazione logica e fantastica; per quanto i particolari siano verosimili, tali dipinti sono ricchi di elementi surreali, ogni aspetto dell’opera è soggetto a un processo di affinamento e portato ai livelli di un ideale utopico, per cui ogni cosa appare morbida ed elegante.

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