martedì, 13 novembre 2018
Home > Cultura > Arte > Qumran e i “misteriosi” testi ebraici

Qumran e i “misteriosi” testi ebraici

1947, Palestina, vicinanze della città di Gerico e delle acque del Mar Morto, nella località chiamata Qumran un beduino lancia un sasso e, meravigliato dal successivo rumore di vasi rotti, scopre una delle 11 grotte che per anni dal 1947 al 1956 (e ancora oggi) hanno attirato l’attenzione di importanti università e organizzazioni di ricerca sia israeliane che estere, come la Liberty University della Virginia (USA). La località di Qumran , che rientra nel territorio di Israele, sorge su un rilievo roccioso e si pensa fosse un’insediamento degli Esseni, gruppo ebraico monastico di incerte origini, ma in questo senso esistono molte altre ipotesi, ad esempio: secondo Lawrence Schiffman il sito era abitato da una setta di sadducei; secondo altri archeologi era un complesso militare asmoneo, dinastia fondata da Simone Maccabeo, poi convertito in una lussuosa residenza o in un centro di lavorazione.

Al di sotto dell’insediamento di Qumran si trovano le famose grotte in cui sono stati ritrovati gran parte dei cosiddetti Rotoli del Mar Morto. I testi hanno una notevole importanza storica e religiosa, in quanto comprendono alcune fra le più antiche copie superstiti note dei libri biblici e dei loro commenti, e conservano la testimonianza della fine del tardo giudaismo del Secondo Tempio. I rotoli sono scritti in greco, aramaico ed ebraico e sono tradizionalmente suddivisi in tre gruppi: i manoscritti “biblici”, costituiti dalle copie dei testi biblici (costituiscono circa il 40% dei rotoli del Mar Morto); i manoscritti “apocrifi o pseudepigrafici”, costituiti da documenti noti nel periodo del Secondo Tempio (597 a.C. – 70 d.C.) come Enoch, Giubilei, Tobia e Siracide, tutti documenti non riconosciuti dalla Chiesa Cattolica e, in minor parte, da quella ebraica; i manoscritti “settari”, costituiti da documenti precedentemente sconosciuti, che descrivono le norme e le credenze di un particolare gruppo o gruppi all’interno della maggioranza ebraica, come la Regola della Comunità, il Rotolo della guerracommento (in ebraico פשר, pesherad Abacuc e la Regola della Benedizione.

Per la prima volta potevamo avere un’intera gamma di composizioni religiose che sono arrivate a noi direttamente, assolutamente prive di ogni interferenza successiva. Visto che i testi sono stati conservati ai margini della vita convenzionale, ci hanno raggiunto prive delle restrizioni censorie. La censura ebraica ha soppresso la letteratura religiosa che non osservava l’ortodossia rabbinica; la censura Cristiana aveva assimilato alcune di queste opere, ma dopo averle modificate per i propri scopi.Florentino Garcìa Martìnez

 

Purtroppo, come spesso accade in questi casi, la scoperta non ha attirato soltanto l’interesse storico – accademico ma anche quello degli sciacalli sempre disponibili a sottrarre al mondo preziosi reperti per consegnarli al mercato nero; questo è avvenuto in particolare con la 12° grotta (scoperta l’8 Febbraio 2017), nella quale non sono stati ritrovati manoscritti bensì tracce che ne attestavano la precedente presenza (una striscia di pelle usata come legaccio dei manoscritti e un pezzo di tela che serviva ad avvolgerli, una tela trattata per essere scritta ma vuota) e, ovviamente, tracce del furto (un piccone risalente agli anni ’50 del ‘900, periodo degli scavi archeologici).

I resti di una pergamena trattata per essere compilata

Negli ultimi anni, con l’intensificarsi delle ricerche archeologiche, sono comparse diverse ipotesi che smantellerebbero gli studi finora compiuti, come quelle di Simone Paganini nel suo libro “Qumran: le rovine della luna : il monastero e gli esseni, una certezza o un’ipotesi?”. Lo studioso italiano afferma, con il supporto di una serie di prove, che: l’insediamento di Qumran non era un monastero degli Esseni, della cui esistenza non si ha alcuna testimonianza precedente a Giuseppe Flavio, ma un avamposto militare e poi un centro di produzione di vasi; il sito non era affatto, come si crede, un luogo isolato ma veniva attraversato da diverse reti stradali; sono stati trovati pochissimi resti che facciano pensare ad una sorta di scriptorium e, inoltre, ogni testo sembra essere stato scritto da persone diverse sia per cultura che per credenze religiose.

Da queste ipotesi formulate da Paganini possiamo notare quanto poco sappiamo riguardo questi ritrovamenti che, riferibili o no alle dottrine cristiana ed ebraica, costituiscono sempre un’importante fonte riguardo il periodo in cui le due religioni iniziavano a prendere forma.

Lascia un commento

Siamo lieti che vogliate arricchire i contenuti di quest'articolo con eventuali commenti.
Per favore, considerate che i commenti saranno moderati in base a quanto indicato nella nostra comment policy.


L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code

News & Opinion Magazine del Liceo "Sciascia Fermi"