giovedì, 19 luglio 2018
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Putin, encomio alla violenza

Vladimir Putin ha appena dato la sua approvazione alla legge dello schiaffo” che rende meno severe le pene attribuite alle violenze domestiche. Quest’ultime verranno accompagnate da multe (massimo 474 euro), 60-120 ore di servizi sociali o la detenzione di 15- 20 giorni, irrilevante rispetto ai due anni previsti in precedenza.

Il motivo di tale provvedimento è stato precisato dallo stesso Putin, il quale ha dichiarato in una conferenza stampa:

 «Non possiamo esagerare, alla fine si distruggono le famiglie. Immischiarsi è inaccettabile.»

Lo stato dunque preferisce tutelare la privacy delle famiglie piuttosto che denunciare abusi e angherie, perpetrati all’interno delle mura domestiche: se la routine familiare consiste in violenze ingiustificate, le vittime non verranno tutelate dal governo purché rimanga una questione privata. Il presidente russo definisce “inaccettabile” la presunta intromissione delle leggi in ambito privato, poiché denunciando, ad esempio, i soprusi di un uomo sui figli la repubblica usurpa il ruolo del padre di famiglia, privandolo di un’autorità, ritenuta più sacra della stessa serenità familiare. L’intervento della giustizia è reputato una mediazione da evitare piuttosto che un diritto dei cittadini e un dovere del paese. A tal punto si potrebbe affermare che, allo stesso modo, le tasse siano un’intrusione nel conto in banca privato: tuttavia, così come il pagamento delle imposte contribuisce al funzionamento dello stato, parimenti la tutela dei diritti e la correzione dei violenti permette la creazione di un governo stabile, in cui il progresso è anche dovuto alla civiltà e al contegno della popolazione.

Il presidente della Duma, Vjaceslav Volodin, ha affermato che i deputati sono stati convinti dai sondaggi d’opinione, secondo i quali la maggioranza dei russi pur essendo contraria alla violenza, riterrebbe opportuno alleggerire le sanzioni dei maltrattamenti domestici. Disinteressandosi di tali reati, gli abusi, precedentemente contenuti in parte dalle condanne, aumenteranno, si ingigantiranno portando alla legittimazione di colpe più gravi. Scagionare tali violenze da illeciti penali a illeciti amministrativi produrrà di fatto un circolo vizioso di discolpe ingiuste e immeritate: potrebbe verificarsi un’anarchia sociale in cui i crimini slegati dagli affari di stato, verrebbero giustificati o puniti con sanzioni pecuniarie. Rispetto alla reclusione carceraria, le multe in denaro costituiscono pene molto minori, di fronte alle quali l’esitazione e gli scrupoli di un individuo in procinto di compiere un atto di violenza, divengono minimi.

In conclusione risulta evidente come l’introduzione di una legge che asseconda e facilita la violenza sia assurda e irragionevole: per definizione le leggi dovrebbero regolare i rapporti umani e indurre negli uomini comportamenti corretti, al contrario la legge dello schiaffo comporta una degenerazione dei valori morali e una sovversione dell’equilibrio familiare, per cui un uomo che dovrebbe rispettare la moglie e prendersi cura dei figli è autorizzato a perpetrare soprusi su quest’ultimi, in tal modo la violenza e la prevaricazione si sostituiscono alla cura e al rispetto.

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