domenica, 25 febbraio 2018
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Passi avanti per la ricerca: via libera in Italia al farmaco contro la cecità

Verrà prodotto nello stabilimento Dompè dell’Aquila l’Oxervate, nome commerciale del cenegermin, farmaco che cura la cheratite neurotrofica moderata o grave, una malattia rara e invalidante dell’occhio che è ad oggi priva di cura: nel peggiore dei casi i medici procedevano chiudendo le palpebre dell’occhio malato con una sutura. La produzione del farmaco è costata alla società di Sergio Dompè 250 milioni ed è già entrato in commercio in Germania da poche settimane e oggi ha incassato il via di libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per la distribuzione anche in Italia. La commercializzazione del farmaco è infatti stata pubblicata ieri sulla Gazzetta ufficiale: ciò significa che il principio attivo è adesso disponibile anche per i pazienti italiani.

Alla base del medicinale per la vista vi sono decenni di ricerche Made in Italy condotte da team di ricercatori del belpaese che hanno finalmente portato a risultati eccellenti: la prima a condurre ricerche in tal senso fu il premio nobel Rita Levi Montalcini che alla fine degli anni ’80 scoprì il nerve growth factor (ngf), ovvero il fattore di crescita dei neuorini: grazie a tale scoperta sensazionale e dalla portata rivoluzionaria la neurologa italiana portò a casa il Premio Nobel per la medicina nel 1986 insieme a Stanley Cohen, chimico statunitense suo collaboratore. Il nerve growth factor, come dice il nome stesso, stimola la crescita dei neuroni, il loro mantenimento nell’organismo e la loro sopravvivenza. Questo principio attivo, scoperto dalla Montalcini, è applicabile per un infinità di malattie e subito si organizzò in team che ne analizzò le possibilità di sviluppo nel campo dell’oculistica.Si formò dunque uno “spin off” di scienziati, e questa società fu acquistata da Sergio Dompé per sviluppare e vendere il prodotto.

Ci sono voluti anni di intensa ricerca per ottenere i risultati che sono arrivati adesso.Ci sono voluti infatti oltre trent’anni di ricerca e poi di sviluppo necessari prima di individuare la proteina e di trasformare il suo principio attivo in un medicinale testato e messo in commercio. Inizialmente il fattore di crescita venne ottenuto tramite esperimenti su i topi e già da allora gli studiosi poterono vedere risultati sorprendenti con un valore terapeutico veloce ed efficace. Successivamente i neurologi sono  riusciti ad estrarre l’Ngf da Dna ricombinante umano, per via biotecnologica, la terapia neurologica è stata applicata contro la cheratite neutrofica perché la cornea oculare è uno degli organi del corpo umano più fittamente innervati e dunque molto sensibile al fattore di crescita dei nervi. Cenegermin è una proteina identica a quella che viene prodotta naturalmente dall’organismo umano e coinvolta nello sviluppo e nella sopravvivenza dei neuroni. Questo medicinale è in commercio sotto forma di gocce oculari che somministrate possono  aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno moderato o grave che sia alla cornea. Per motivi vari,in una persona ogni 5 mila sulla superficie dell’occhio si formano piaghe che fino a qualche anno fa sembravano incurabili e che portano alla cecità, malattia a lungo incurabili ma che adesso, grazie alla ricerca di vari team italiani, ha forse trovato un farmaco efficace che la combatte.

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