giovedì, 24 maggio 2018
Home > Attualità > Accade in Italia > Ostia: arrestati 32 membri del clan Spada

Ostia: arrestati 32 membri del clan Spada

Roma rinasce con operazione contro clan Spada a Ostia. Grazie a forze dell’ordine, Procura, Direzione distrettuale antimafia e ministro Minniti. Tutti insieme per dire no alla criminalita’. #FuorilaMafiadaRoma

Così Virginia Raggi ha commentato l’operazione denominata Eclisse, cominciata alle 4 di questa mattina: le forze dell’ordine sono state coordinate da un elicottero e molte volanti sono arrivate in piazza Gasparri, una delle piazze più rappresentative del crimine romano. Gli agenti della squadra mobile di Roma sono stati diretti da Luigi Silipo  mentre il nucleo dei Carabinieri di Ostia è stato diretto da Pasqualino Toscani. Carabinieri e Polizia hanno quindi dato esecuzione ad un’ordinanza del Dda e arrestato 32 esponenti del clan su disposizione del gip Simonetta d’Alessandro. Le accuse formulate dai ministeri Mario Palazzi ed Ilaria Cracò comprendono il reato di associazioni a delinquere di stampo mafioso: questo dettaglio è dunque fondamentale poiché, sebbene molte persone legate alla famiglia non siano incensurate, i membri del clan non erano mai stati accusati di fare parte di un’associazione mafiosa; da oggi il clan di Ostia viene considerato a tutti gli effetti un clan mafioso. I membri del clan arrestati finiscono dunque in carcere per il 416 bis per la prima volta. Al clan vengono contestati omicidio, estorsione, usura, intestazione fittizi. Tra gli arrestati della famiglia sinti Carmine (il boss), Armando, Ottavio, Massiliano, Enrico (detto Maciste), Roberto il fratello del boss già rinviato a giudizio dopo aver dato una testata a Daniele Piervincenzi, inviato del programma Nemo.

Matteo Orfini, deputato e presidente del Partito Democratico, ha invece dedicato un lungo post sul proprio account facebook riguardo all’operazione Eclisse, rivendicando però i propri meriti che hanno preparato il terreno perper infliggere questo duro colpo al clan:

32 arresti per mafia a Ostia. 32 arresti che mettono finalmente in ginocchio il clan Spada. Ricordo quando divenni commissario a Roma e scelsi di mandare Stefano Esposito (che non smetterò mai di ringraziare per il suo coraggio) a Ostia. Iniziammo nel silenzio generale a parlare di mafia e a chiamare per nome i clan. Li sfidammo. Li denunciammo. Portammo il caso in antimafia e accendemmo un faro su di loro. Ci risposero, ci minacciarono, ci calunniarono. Lo fecero con noi, e lo fecero coi nostri militanti. Se la presero con i GD Municipio X, e non solo. Andammo avanti, come era giusto fare. Non senza qualche preoccupazione, perché la mafia è mafia. Abbiamo provato a stare vicino a chi denunciava e si ribellava. E abbiamo imparato a diffidare di chi faceva finta di non vedere il problema. Perché sicuramente non esistono solo il bianco e nero, ma nelle zone grigie tollerate c’è una gran parte del problema. Abbiamo provato a dare una mano a chi voleva testimoniare la forza della legalità. A volte abbiamo vinto, a volte abbiamo perso battaglie importanti. Come sulla spiaggia di Libera e Uisp Roma, dove a vincere è stata proprio quella zona grigia in cui interessi e connivenze la fanno da padroni. Ma quella contro la mafia a Ostia e contro il clan Spada è una battaglia che il PD ha fatto a testa alta e con coraggio. Purtroppo senza trovare grandi sponde nelle altre forze politiche: ci hanno lasciati soli, completamente soli. Ma per fortuna a Ostia abbiamo incontrato persone che non si sono mai piegate. In queste ore immagino la gioia di Federica Angeli. A lei e alla sua splendida famiglia dobbiamo solo dire grazie. Il suo coraggio le ha fatto pagare un prezzo altissimo, perché vivere sotto scorta significa rinunciare a una gran parte della tua libertà. Le notizie di oggi non le restituiranno nulla di quanto perso in questi anni. Ma sono la dimostrazione che ne è valsa la pena.

Sebbene ancora si debba aspettare il processo vero e proprio la macchina pubblica ha già ottenuto una parziale vittoria, riconoscendo il clan degli Spada come associazione mafiosa e  non chiudendo più gli occhi su un problema che si è diffuso anche nel resto d’Italia ma con nomi diversi. Ripercorrendo le tappe di quanto ha portato a questo iniziale successo notiamo come a tutto sia stata data una forte spinta dalla testata di Roberto Spada: capiamo quindi come la solidarietà dei cittadini italiani sia stato un fattore determinante, e come i mezzi di comunicazione abbiano un potere enorme, riuscendo a mettere sotto pressioni gli stessi organi giudiziari e strutturali che sono preposti anche al loro stesso controllo. Bisogna inoltre interrogarsi sul perché la mafia sia nata e continui ad esistere riconoscendo così la parziale incapacità dello Stato nei territori come Ostia, territori in cui la popolazione senza punti di riferimento ha bisogno di legarsi a certe persone che garantiscono sicurezza ed un sicuro approdo dall’anarchia della completa violenza.

Lascia un commento

Siamo lieti che vogliate arricchire i contenuti di quest'articolo con eventuali commenti.
Per favore, considerate che i commenti saranno moderati in base a quanto indicato nella nostra comment policy.


L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code

News & Opinion Magazine del Liceo "Sciascia Fermi"