domenica, 21 ottobre 2018
Home > Cultura > Il ritratto di Dorian Gray, cinismo e compianto

Il ritratto di Dorian Gray, cinismo e compianto

Oscar Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) scrittore irlandese, fu una delle maggiori menti artistiche del 19° secolo. Caparbio, e impudente, Oscar era conosciuto per essere un eccellente conversatore, dotato di una personalità eclettica ed esuberante. Scrisse svariate poesie, racconti e opere teatrali e un unico romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”, suo capolavoro. Quest’ultimo tratta dell’infausta storia di Dorian, giovane dal volto incantevole, ritratto da Basil, semplice artista inglese, convito di aver impresso nel suo ultimo dipinto una parte della sua anima.

Le vite dei due personaggi si sarebbero svolte ordinariamente, o meglio volgarmente, prive di stimolanti anomalie poco adatte alla comune mediocrità, se non fosse comparso nella scena Lord Henry Wottons, galantuomo sfrontato e cinico, sicuro che un’esistenza placida e limpida fosse la condanna dell’uomo moderno, inesorabilmente parte di una società adulatrice e ciarlatana, frivola e vanesia. Dorian adulato dagli affascinanti discorsi di Henry, finirà vittima di un controverso maleficio, mai esplicitato nella trama ma inequivocabilmente presente: la sua bellezza sarà preservata nel tempo grazie al quadro; mentre egli compie i più turpi misfatti, istruito alla vita mondana da Lord Henry, il suo volto rimane candido e immacolato, è l’immagine del dipinto a deteriorarsi e a portare i segni di una routine dissoluta e sfrenata.

Protagonista della vicenda risulta dunque Henry, altrimenti tassello mancate di un valido romanzo. Con i suoi discorsi circa l’inconfutabile ipocrisia di cui è intrisa la comunità, riesce a modellare la mente dell’ingenuo Dorian: egli lo persuade che nulla di puro, di sublime, di genuino esiste, nulla di incantevole o valido è offerto disinteressatamente, e chiunque ne dubiti, atteggiandosi da mendace moralista, è vittima di una rozza menzogna, una vittima cosciente del proprio dramma, ma troppo inesperta o pavida per liberarsene. Henry riconosce gli irrinunciabili peccati umani, peccati non solo incontenibile ma anche e specialmente necessari ed essenziali alla piena realizzazione di sé. La brutale intuizione della propria meschinità comporta in Dorian, dapprima una fase di smarrimento e disillusione, in cui prevale una sentita commiserazione per l’autenticità di una condizione così misera e infelice, in seguito egli percepisce una sorta di emancipazione morale che legittima la licenziosità e la spregiudicatezza. Di fronte ai vizi impellenti della società, non c’è alcuna ragione di sottostare a un’etica illusoria, una chimera fondata dai politici per domare le folle, dalle signore attempate, invidiose di una gioventù insolente e vistosa o ancora dai gentiluomini, per preservare il proprio buon nome, una reputazione plausibile all’unica condizione che si tratti essenzialmente di pura invenzione.

Nel contrasto tra sregolatezza e contegno, fondamentale è il ruolo del morigerato, talvolta identificato come un impostore, un mistificatore sempre inopportuno, al quale è riconosciuta come qualità solamente l’inventiva con cui crea la sua legge morale; altre volte soggiogato al ruolo dell’onesto è l’ingenuo, caro a lord Henry, per lo più ritenuto estremante grazioso nella sua puerile innocenza e per questo scagionato dalla cecità che lo offende. Il cinismo di Henry presenta tuttavia una nota triste: la sua esistenza è libera e incondizionata nelle sue possibilità di scelta purché queste non contraddicano la prerogativa della libertà stessa, ad esempio impensabile sarebbe adottare una morale autentica, dato che pone un limite al privilegio dell’indipendenza; dunque l’unico divieto è il contegno, la limitatezza della dignità. Tuttavia, perseverando nella sfrenatezza e nel vizio, tale rispettabilità considerata irraggiungibile, diviene l’unico appiglio alla normalità e alla serenità, quest’ultima sebbene non possa essere costante è necessario che sia almeno presente. Al termine del romanzo Dorian, saturo della sua condotta, tenta di distruggere il dipinto trafiggendolo con un pugnale, finisce per uccidersi inconsapevolmente e riacquistare la sua vera immagine. Il romanzo simboleggia l’impossibilità dell’uomo di riappropriarsi della purezza fanciullesca, ormai perduta e il forte sconforto che deriva dal costante desiderio di riacquisirla e dalla consapevolezza di non poterla mai raggiungere.

Alcune citazioni tratte dal romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”:

Qualunque cosa a farla troppo spesso diventa un piacere. Questo è uno dei segreti più importanti della vita. Penso però che l’omicidio sia sempre un errore; non si dovrebbe fare nulla di cui non si possa parlare dopo pranzo.

Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere.

Quando la giovinezza se ne sarà andata, la sua bellezza la seguirà e improvvisamente si renderà conto che non ci saranno più trionfi per lei, oppure dovrà accontentarsi di quei mediocri trionfi che il ricordo del passato renderà più amari di sconfitte. Ogni mese che passa la avvicina a qualcosa di tremendo. Il tempo è geloso di lei e combatte contro i suoi gigli e le sue rose. Il suo colorito si spegnerà, le guance si incaveranno, gli occhi perderanno luminosità. Soffrirà, orrendamente… Ah! Approfitti della giovinezza finché la possiede. Non sprechi l’oro dei suoi giorni ascoltando gente noiosa, cercando di migliorare un fallimento senza speranza o gettando la sua vita agli ignoranti, alla gente mediocre, ai malvagi. Questi sono gli obbiettivi malsani, i falsi ideali della nostra società. Deve vivere! Vivere la sua vita meravigliosa che è in lei! Non lasci perdere nulla! Cerchi sempre sensazioni nuove. Non abbia paura di nulla.

Noi non possiamo ritornare ai santi, perché c’è assai più da imparare dai peccatori

È sempre facile esser gentili verso le persone di cui non ci importa nulla.

Lascia un commento

Siamo lieti che vogliate arricchire i contenuti di quest'articolo con eventuali commenti.
Per favore, considerate che i commenti saranno moderati in base a quanto indicato nella nostra comment policy.


L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code

News & Opinion Magazine del Liceo "Sciascia Fermi"