Nuovo Cinema Paradiso: molto più di un film – Lyceum
venerdì, 17 agosto 2018
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Nuovo Cinema Paradiso: molto più di un film

Tornatore alla cerimonia dei Premi Oscar 1990.

Nuovo Cinema Paradiso è un film del 1988 diretto da Giuseppe Tornatore e interpretato da Philippe Noiret, Jacques Perrin e Salvatore Cascio. Vincitrice del Premio Oscar al miglior film straniero e del Gran Prix della giuria al Festival di Cannes, la pellicola – come possiamo già dedurre dal titolo – è un omaggio alla settima arte, prima grandissima passione e poi mestiere del protagonista Salvatore “Totò” Di Vita, vero e proprio “alter ego” di Tornatore: egli, infatti, originario della Sicilia ma trapiantato a Roma, è un affermato regista cinematografico la cui vita, totalmente assorbita dal suo lavoro, procede ordinaria.

Quando, però, viene a conoscenza della morte di un certo Alfredo, nella sua mente si risvegliano improvvisamente ricordi legati alla sua infanzia e adolescenza e, soprattutto, alla Sicilia, sua terra natia nella quale non torna da molti, troppi anni: siamo nel secondo dopoguerra e l’Italia, avvolta in un clima generalmente mesto, sta ancora facendo i conti con la distruzione causata dal conflitto, con la fame e con la povertà; una società all’interno della quale l’unico svago è rappresentato dal cinematografo, come a Giancaldo, immaginario paesino della Sicilia, dove il popolo, una volta entrato in sala, sembra dimenticare per quelle due/tre ore i suoi problemi e le sue disgrazie, quali la perdita dei propri cari a causa della guerra: un evento vissuto in prima persona proprio da Totò il quale, ancora bambino, rimane senza padre, il che lo spinge a ricercare la figura paterna – e a trovarla – in Alfredo, proiezionista del “Cinema Paradiso”, con cui instaura un rapporto di sincera amicizia e complicità. È questo il suo primo contatto con la settima arte, anzi, un amore a prima vista: inizia a svolgere il mestiere di Alfredo in qualità di suo aiutante ma, dopo che questi perde la vista a causa di un incendio divampato all’interno del cinema, prende definitivamente il suo posto.

Gli anni passano e Giancaldo viene travolto dalla generale ondata di fiducia per il progresso economico-sociale che sta investendo l’Italia: cambia anche l’approccio con il cinema perché, se prima il parroco della chiesa cui era annesso il cinematografo censurava anche i semplici baci, adesso è costretto ad accettare la trasmissione di queste scene, da lui definite pornografiche.

Una volta cresciuto, Totò inizia ad interrogarsi sull’amore e scopre la sessualità: una tematica molto ricorrente nella filmografia di Tornatore (si veda, ad esempio, Maléna, dove si raggiunge l’apice dell’erotismo), il quale tende a sottolineare, in tal modo, che la crescita dei protagonisti, molto spesso adolescenti, si sta compiendo.

All’amore per il cinema si unisce quello per una ragazza, Elena, sua compagna di scuola appartenente ad una famiglia benestante: un amore ostacolato sia dai genitori di lei, che non accettano le loro divergenze sociali, sia dall’obbligatoria partenza di lui per prestare servizio militare. Una volta tornato a casa, tuttavia, crede di poter finalmente coronare il suo sogno d’amore, ma a causa di un malinteso si convince di non avere più alcuna speranza e, deluso e amareggiato, decide di lasciare la Sicilia, spinto soprattutto da Alfredo. In occasione dei funerali di quest’ultimo, Totò vi fa ritorno dopo quasi trent’anni: ad attenderlo c’è una realtà disillusa, del tutto diversa dalla società ottimista e sognante degli anni ’50: Il cinematografo è solo un sogno, dirà l’imprenditore che aveva fatto ricostruire in seguito all’incendio il Cinema Paradiso che, adesso, dopo anni e anni di abbandono, sta per essere raso al suolo. Tale frase riassume perfettamente il fenomeno della nascita della televisione, che ha fatto venir meno il clima di collettività garantito proprio dal cinema. Insieme ad esso se ne vanno i sogni, le gioie e le emozioni provate dagli spettatori in quegli anni: emblematica, infatti, la scena della distruzione del cinema sotto gli occhi di Totò e di tutte le persone che almeno una volta avevano riso, pianto e riflettutto lì dentro.

Per il protagonista, il suo ritorno in Sicilia è un’occasione per rivedere Elena, con la quale chiarisce il malinteso che li aveva separati e trascorre una notte d’amore, destinata a restare unica, senza ripetersi: lei, infatti, è sposata e ha una figlia, mentre lui intrattiene una relazione con un’altra donna, che lo attende a Roma. E proprio prima di ripartire per la capitale, Totò riceve una specie di “eredità” lasciatagli da Alfredo: una bobina di pellicola che è un montaggio dei baci censurati dal parroco.

Un ruolo significativo è quello giocato dai film trasmessi nel cinematografico, tra i quali ricordiamo Via col vento e La terra trema: gli spettatori, infatti, si identificano spesso e volentieri nei personaggi e, talora, il regista tende probabilmente a creare un parallelismo fra la realtà siciliana del dopoguerra ed altre realtà, come, per esempio, quella del Mezzogiorno ottocentesco descritta dalla seconda pellicola citata.

Il film è un tributo alle passioni di ognuno di noi ma, come altre pellicole del regista, ha per protagonisti degli individui che, una volta cresciuti, avvertono un senso di frustrazione e insoddisfazione: Totò, per esempio, nonostante sia diventato un regista di grandissima fama, non è riuscito a costruire una famiglia, abbandonando la sua terra e tutti i suoi affetti, lasciando in sospeso troppe cose e serbando molti rancori ma, al suo ritorno, i fantasmi del passato si ripresentano tutti, e per il nostro protagonista è giunto il momento di affrontarli ed esorcizzarli se vuol trovare una totale e definitiva pace interiore. E la commozione che si legge sul suo volto nella scena finale può far intuire che ci sia riuscito, preludendo forse ad una vita più serena.

Nuovo Cinema Paradiso non è un semplice film: è pura poesia, un’opera nostalgica, un quadro storico della Sicilia – patria di Tornatore che è teatro delle vicende narrate da molte sue pellicole – reso ancora più intenso dall’indimenticabile colonna sonora di Ennio Morricone e un inno all’amore e alla bellezza di avere e coltivare un sogno.

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