lunedì, 17 Giugno 2019
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Notte Nazionale del Liceo Classico 11 Gennaio 2019: La Notte della Ragione

Giorno 11 Gennaio 2019 si è svolta in tutta Italia la V edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico. L’origine di questo evento è da ricercarsi in un’iniziativa del prof. Rocco Schembra docente di latino e greco al Liceo Classico Gulli e Pennisi di Acireale, che in poco tempo è stata adottata da tutti i licei classici d’Italia. Lo scopo della “Notte Bianca”, così come viene alternativamente chiamata, è quello di schiudere le porte del sapere classico a tutti; in questo modo i “classicisti” si impegnano nel cercare di stupire i propri ospiti meravigliandoli con attività di intrattenimento nonché cariche di una forte impronta paideutica: rappresentazioni teatrali tratte dalle opere dei grandi tragediografi della letteratura greca e latina, modificandoli e dandogli un tratto contemporaneo, momenti di ristoro all’insegna dello spirito di convivialità tipico della cultura e delle tradizioni classiche. Quest’anno la tematica presa in esame per l’evento è stata “La notte della ragione” e, in particolare, il liceo classico Sciascia ha deciso di vertere sul motivo della “Follia”. Perciò uno dei momenti dell’edizione del 2019 ha avuto come oggetto non la tragediografia classica, ma quella inglese del noto drammaturgo William Shakespeare.

Subito dopo i saluti della dirigente dell’Istituto, la dottoressa Maria Larissa Bollaci, e del sindaco di Sant’Agata di Militello, il dottor Bruno Mancuso, è stata messa in scena una riduzione della tragedia di Euripide “Le Baccanti” (Βάκχαι) ad opera delle professoresse Maria Condurso e Patrizia Baldanza. Il testo euripideo è fortemente legato alla tematica della Notte Nazionale di quest’anno: al centro della scena vi è proprio il coro delle donne di Tebe capeggiate da Agàve, figlia di Cadmo, il mitico fondatore della città della Beozia, le quali, originariamente ostili al culto di Dioniso, per punizione da parte del dio perdono il lume della ragione, rifugiandosi sul monte Citerone e abbandonandosi alla sfrenata ebbrezza tipica del culto, incontrando l’opposizione del re tebano Pènteo, figlio di Agàve, il quale cerca di ripristinare il senno nelle Baccanti, recandosi in persona sul monte, ma finendo per pagare con la sua stessa vita l’ostilità a Dioniso, il quale fa sì che la stessa Agàve, in un raptus di follia, uccida il figlio.

Nella rivisitazione messa in scena venerdì sera, i personaggi maschili sono stati scartati, lasciando totale spazio alle coreute, suddivise in attrici (interpretate dalle alunne Silvia Cappello e Giulia Gerbino, della classe IVB; Michela Barca, della classe IIIB; Chiara Sanfilippo, Giuliana Raffaele, Sara Condipodaro, Lilia Mezza, Rossana Vinci e Ludovica Lipari, della classe VB; Virginia Bertolino, della classe IVA) e ballerine (Jennifer Carcione, Vittoria Salerno, Francesca Presti, Carmela Musarra ed Elisa Carcione della classe IVB; Sofia Letizia e Aurora Tramontana, della classe VB; Erica Montagna e Marzia Armeli, della classe IVA; Azzurra Lo Cicero e Irene Falvo, della classe IIA; Valeria Rotelli e Claudia Ricciardo, della classe IIIB). Lo spettacolo, durato circa cinque minuti, ha riscosso un grande successo di pubblico, grazie al forte impatto emotivo suscitato, specialmente, dalle ottime prove di recitazione e di danza delle interpreti, le quali sono riuscite ad esprimere perfettamente il concetto di follia e a creare una fortissima tensione drammatica.

Durante la serata si sono tenuti tra le ore 19:40 e le 20:30, nelle varie aule, diversi laboratori rappresetati e creati dagli studenti con l’aiuto dei professori della materia trattata per informare i futuri studenti della proposta formativa che la scuola offre. Tra le varie materie vi troviamo il laboratorio di scienze supervisionato dalla proff. sse Patrizia Scaglione e Rosaria Calabrese, di letteratura dai proff. Orazio Faraci e Maria Giovanna Di Pietro, di arte patrocinato dal professore e giornalista Antonino Lo Castro, di diritto e costituzione a cura della prof.ssa Drago e il laboratorio di musica, dal prof. Calogero Tascone in collaborazione con Maria Pia Faraci.
Il laboratorio artistico, “La notte della ragione”, è stato rappresentato dalla classe VB proiettando un video che tratta la degenerazione della ragione: la follia prendendo come esempio le opere del famoso pittore spagnolo Fraçisco Goya. L’artista, vissuto tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, esprime nei suoi dipinti drammatici della Pittura Negra, frustrazione, povertà, guerra e follia, tematiche poco trattate durante quel periodo e che suscitano sentimenti di meraviglia e curiosità nell’uomo. Tra le iniziative il professore Lo Castro ha esposto una mostra con vari quadri famosi modificati con alcuni volti dei professori, alunni e personale ATA della scuola.
Il laboratorio letterario “Il gioco della follia” è stato esposto dagli alunni delle classi IV e V. Sano stati interpretati alcuni passi del saggio a carattere satirico dell’umanista e filosofo olandese Erasmo da Rotterdam, L’Elogio della follia. Dopo ciò vi è stata la recitazione del racconto “il gioco della follia”.
 Tra le varie attività di laboratorio organizzate per l’evento vi è stato poi  l’Ωιδείον, riguardante la sfera musicale, organizzato dal professore Calogero Tascone con la collaborazione di Maria Pia Faraci, alunna di VA, e tenutosi nell’aula di scienze del plesso. Il primo brano, eseguito al pianoforte da Giulia Gerbino, alunna della classe IVB, è una sonata in Do maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart: in merito a quest’ultima figura, subito dopo è stato proiettato uno spezzone del film “Amadeus” (1984) che mette in risalto  il connubio tra follia e genialità insito nell’artista salisburghese; a seguire, la canzone “Un matto” di Fabrizio De André, interpretata da Luigi Carroccio, della classe IVB, il quale ha anche suonato la chitarra acustica insieme ad Antonio Castrovinci, della classe IVA, con l’accompagnamento all’oboe di Maria Pia Faraci e al clarinetto e al pianoforte rispettivamente di Alessandro Princiotta e Verdiana Di Maria, entrambi della classe IB; il momento nel laboratorio di scienze è terminato sulle note di “Torna a casa” dei Maneskin, intepretato da Diego Nicolosi (IIB) e Francesca Patroniti (IIIB) con l’accompagnamento, alle chitarre, di Michele Lombardo, Rosaria Trassari e Ludovica Versaci, anche loro alunni della classe IIIB.
Durante l‘intera serata, in palestra, sono stati presentati altri tre brani: “Mad World” di Gary Jules e Michael Andrews, interpretata da Nicoletta Cedro (VB) e Maria Antonietta Di Giorgio (VA) con l’accompagnamento, al pianoforte, di Giulia Russo (VA) e, all’oboe, di Maria Pia Faraci; “Sally” di Vasco Rossi, interpretata da Nicoletta Cedro con l’accompagnamento alla chitarra acustica di Luigi Carroccio; “Madness” dei Muse, intepretata da Diego Nicolosi e Nicoletta Cedro con l’accompagnamento, alla chitarra elettrica, di Michele Lombardo e, alla chitarra acustica, di Sarah Germanò (IIA).
Le varie canzoni eseguite hanno tutte a che vedere col tema della follia da punti di vista assai differenti: se brani come “Torna a casa” e “Madness” ne affrontano l’aspetto sentimentale, in particolare la perdita della donna amata, “Un matto” ne affronta le implicazioni sociali, mostrando come, molto spesso, chi viene etichettato come “pazzo” tenda ad essere visto come una macchietta o un pagliaccio da deridere e non come un comune essere umano, con la propria sensibilità e fragilità e con un vissuto alquanto tormentato.
Altra notevole attività di laboratorio è stata l’Εργαστήριον, organizzata dalle professoresse Patrizia Scaglione e Maria Rosaria Calabrese, a cura degli alunni di IVB Carmelo Presti e Delia Nocifora. L’argomento principale del progetto è riassunto nel sottotitolo: “Follie climatiche: fenomeno scientifico o follia da social?”: il tema della follia viene quindi affrontato da un punto di vista prettamente scientifico, ponendo l’accento sull’irrazionalità dell’uomo nel rapportarsi all’ambiente e dando spazio a degli estratti di vari servizi e a delle letture di testi inerenti al topic del laboratorio.
A cura del prof. Sergio Foscarini si è tenuta la rappresentazione teatrale “Madness” ovvero un dramma costituito da scene tratte da otto celebri tragedie Shakespeariane (Giulio Cesare, Macbeth, Romeo e Giulietta, Tito Andronico, Amleto, Riccardo III, Otello, Antonio e Cleopatra). Ogni scena presentava legami con la tematica scelta in occasione della “Notte nazionale del liceo classico”: tra ragione e follia. Un esempio è il dialogo estrapolato da Amleto in cui il personaggio principale, interpretato da Martino Mogavero, venuto ad alterco con la compagna Ophelia (Maria Giovanna Fucarino), si abbandona a un atteggiamento sprezzante nei confronti di quest’ultima, spia dell’astio e della follia che avvelenano il principe danese. La rappresentazione tragica, svoltasi alle 21:00 nella palestra del plesso, è stata il momento centrale dell’intera serata e ha meglio manifestato quello che era l’intento dei docenti e alunni ovvero esprimere come il germe della follia possa annidarsi e nascondersi nei meandri della mente e spingere a commettere atti disumani e crudeli. “Madness” ha riscontrato un grande successo ed è stata apprezzata dal pubblico per la bravura di cui hanno dato prova tutti i ragazzi e per la loro straordinaria capacità di immedesimarsi in personaggi complessi quali i soggetti Shakespeariani tanto da rappresentarne alla perfezione l’ambivalente e contraddittoria personalità.
La pazzia è dunque stata rappresentata nelle sue molteplici forme con successo dagli alunni del liceo classico Sciascia, riprendendo elementi e soggetti shakespeariani e classici, che dimostrano come la follia non susciti l’interesse di una sola e avulsa epoca storica, ma costituisca un fil rouge che attraversa l’intera storia del genere umano: da qui ben comprendiamo come il suddetto concetto sia da sempre stato oggetto di forte interesse, ma sia anche sempre sfuggito a una riuscita indagine razionale da parte del genere umano che si è dovuto dunque rifugiare all’interno della tragedia e del mito, elementi pienamente rappresentanti della sfera dionisiaca, trovando nell’irrazionalità l’unico modo di comprendere l’irrazionalità stessa. La Notte Nazionale è stata dunque il perfetto connubio di logos e mania, di insania e apollineo, assennatezza e dionisiaco: i ragazzi, coadiuvati dai professori, sono riusciti a rappresentare pienamente le diverse sfumature di un così indefinito concetto attraverso varie performance musicali, sketch comici, rappresentazioni teatrali, mostre d’arte, e a congiungere la perfetta razionalità e fermezza della matematica, del diritto, e della medicina con la caotica oscurità della follia, creando una meravigliosa occasione di ricreazione e riflessione che rimarrà ben impressa nella mente di chi vi ha assistito.
 Articolo di: Maria Pia Faraci, Luigi Carroccio, Nino Scurria, Francesca Miragliotta, Rosalia D’Angelo, Fabrizia Benedetto, Francesco Drago, Stefano Faraci, Donato Sanfilippo, Tiziano Borgia, Francesco Alizzi, Gabriele Cangemi.
Foto: Serena Calanni, Alessia Gentile.
                                            
                            
                                                   

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