domenica, 21 ottobre 2018
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“No ban, no wall”: il mondo protesta contro Trump, ma lui non si ferma

Dallo scorso mese milioni di persone di ogni nazionalità hanno occupato le strade delle più grandi metropoli del pianeta per protestare contro il divieto di viaggio (in inglese “travel ban”) imposto dal presidente degli U.S. Donald Trump. L’ordine esecutivo vieta categoricamente l’ingresso negli Stati Uniti di rifugiati che provengono da ben sette Paesi a maggioranza Islamica: Siria, Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Esclusi dalla lista sono Arabia Saudita, Egitto, Turchia e Emirati Arabi.

Non sono state solo le vie di Washington D.C. o di New York ad essere invase da masse di dimostranti. Sono scesi in strada per manifestare, infatti, centinaia di Inglesi, Francesi, Italiani, Australiani e persino Asiatici, tutti uniti dalla voglia di alzare la voce per riaffermare i principi di libertà che da sempre caratterizzano gli Stati Uniti D’America, la prima Nazione al mondo nella quale convivono le etnie più diverse.

Manifestazioni di protesta in Francia. (Fonte: Agence France-Presse)
Manifestazioni di protesta in Inghilterra. (Fonte: Agence France-Presse)

I cittadini Inglesi senza alcuna esitazione hanno organizzato diversi sit-in nelle vie centrali della città, ai quali hanno partecipato numerosissimi. Hanno dato il loro contributo anche molti artisti e disegnatori (sia americani che stranieri, che si sono uniti alle proteste impugnando le loro matite e creando delle vere e proprie opere-manifesto contro i decreti anti immigrazione di Trump. Alcune di queste, hanno riscosso particolare successo sul web, in quanto nella loro semplicità, inducono ad una profonda e spontanea riflessione dell’osservatore.

Uno dei disegni che ha spopolato sul web. (Fonte: Agence France-Presse)

Il decreto esecutivo anti immigrazione, noto anche come “Muslim Ban”, dopo essere stato rilasciato ed approvato dalla Casa Bianca il 27 Gennaio 2017, è stato sottoposto a revisione da parte della magistratura di Washington D.C., la quale ha prontamente imposto un blocco temporaneo della sua validità su base Nazionale. Il procuratore generale (in inglese attorney general) dello Stato di Washington “Bob Ferguson” riferendosi al Muslim ban come “illegittimo e anticostituzionale” ha commentato così la vicenda:

Negli Stati Uniti nessuno è sopra la legge, nemmeno il presidente.Bob Ferguson

La reazione di Trump, ferma ed immediata, ha sollevato numerose discussioni.

In primo luogo l presidente degli Stati Uniti ha affermato su Twitter:

Dobbiamo tenere il “male” fuori dal nostro Paese!

Quando un Paese non è più capace di dire chi può, e chi non può, uscire ed entrare, specialmente per ragioni di sicurezza – grosso problema!

L’opinione di questo cosiddetto giudice, che essenzialmente porta l’applicazione della legge fuori dal nostro Paese, è ridicola e sarà ribaltata!

Il 30 Gennaio 2017 il presidente Trump ha sollevato dall’incarico l’ormai ex procuratore generale Sally Yates, accusandola in un documento ufficiale di “avere tradito il dipartimento di giustizia, rifiutandosi di appoggiare un ordine legale designato per proteggere i cittadini degli Stati Uniti D’America”. Venuti a conoscenza di questo episodio, in molti hanno supportato sul web l’avvocato Yates, pubblicando l’Ashtag da lei stessa lanciato “#RESIST”.

Nonostante tutto, il Tycoon non si ferma e continua in quella c’è sembra essere una battaglia personale senza esclusione di colpi.. Secondo quanto riportato da alcune fonti locali, infatti, il neo presidente sta già lavorando ad un decreto nuovo di zecca, che continuerà ad avere l’obiettivo di difendere il popolo americano dalle minacce terroristiche esterne e, così come recita il suo slogan elettorale, di rendere l’America grande di nuovo.

Salvatore Fabio
17 anni. Studente presso il liceo Sciascia Fermi, indirizzo linguistico. Instagram: @salvatorefabios

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