L’olio di palma fa male oppure no? – Lyceum
domenica, 19 agosto 2018
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L’olio di palma fa male oppure no?

Quello dell’olio di palma sta diventando uno scandalo senza precedenti. Come moltissimi avranno notato, infatti, negli ultimi anni si parla sempre di più di questo olio, ricavato dall’interno del frutto della palma, che sembrerebbe, a detta degli ambientalisti, dannoso per il nostro organismo: si incorrerebbe infatti in malattie cardiovascolari o addirittura in tumori, e sembra che molte aziende che fanno uso di tale olio si siano messe in allerta, evitando di inserirlo nelle ricette e sostituendoli con altri oli. Tuttavia, quella dell’olio di palma non solo sta degenerando in un fenomeno senza precedenti ( basti pensare all’inconfondibile etichetta, ormai divenuta un must, “senza olio di palma!”), ma sembra che manchino addirittura i presupposti per un’accusa tanto estesa a questo olio. Per chiarire meglio l’argomento, partiamo dalla composizione dell’olio di palma.

Esso, come tutti gli altri oli, è composto da acidi grassi, che possono essere saturi, monoinsaturi e polinsaturi. Gli oli, poiché a temperatura ambiente si trovano allo stato liquido, contengono valori bassi di acidi saturi (che hanno una struttura più lineare e dunque si compattano meglio), maggiormente presenti nei grassi, come il burro, e livelli più alti di acidi mono-polinsaturi.

Tuttavia, per quanto riguarda l’olio di palma, esso contiene circa il 45% di grassi saturi,che è un valore piuttosto alto. Da qui, è nata una propaganda innecessaria ( ed anche abbastanza infondata) secondo cui un alto valori di acidi grassi saturi possa concorrere a problemi cardiovascolari e tumorali. In realtà, come confermano gli organismi medici e scientifici, l’olio di palma, in una normale assunzione quotidiana, non comporta, per le quantità con cui viene ingerito, il rischio di malattie cardiovascolari; tuttalpiù, gli studi scientifici non hanno solo dimostrato che non vi sia alcuna connessione olio di palma-tumori, ma addirittura e paradossalmente che questo olio contenga una sostanza, il delta-tocotrienolo, che avrebbe proprietà antitumorali.

Inoltre, si comprende ancor più come quella dell’olio di palma sia una bufala dall’incoerenza con cui esso sia stato accusato, mentre altri prodotti no. Ad esempio, se si vuole (anche giustamente) allarmare riguarda il valore di grassi saturi, perché tale propaganda non viene mossa così insistentemente anche contro normali grassi, come il burro, che contengono acidi saturi in valori talvolta superiori all’80%?

Evidentemente, le cause di questa insensata propaganda, se non trovano riscontro nella scienza (e anche in maniera abbastanza clamorosa), vanno ricercate altrove. In effetti, il movente di tutta questo accanimento verso l’olio di palma, andrebbe ricercato in un problema di tipo ambientalistico: molti ambientalisti, appunto, avrebbero accusato l’olio di palma non per le sue proprietà, bensì per la pesante deforestazione che la sua produzione provocherebbe sull’ambiente. Così, sembrerebbe che vi sia stata una serie di fraintendimenti che ha portato a credere che l’olio di palma non sia il mezzo del problema, ma il problema in sé.

Oggigiorno, comunque, esistono aziende che producono olio di palma attraverso procedure sostenibili e certificate. Si spera dunque che questo fenomeno, matrice non di divulgazione sociale ma di ignoranza, abbia presto fine.

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