L’Italia in corsa per gli Oscar: 4 nomination per Luca Guadagnino – Lyceum
domenica, 19 agosto 2018
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L’Italia in corsa per gli Oscar: 4 nomination per Luca Guadagnino

Martedì 25 gennaio l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’associazione che ogni anno assegna gli Academy Awards, celebri in Italia come Oscar, ha reso note le candidature ai premi, di cui conosceremo i vincitori domenica 4 marzo.

Jimmy Kimmel condurrà la 90° cerimonia di consegna dei Premi Oscar.

Come pronosticato, quattro nomination (miglior film, miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale e miglior colonna sonora) sono state ricevute dal film Chiamami col tuo nome (Call me by your name) del regista palermitano Luca Guadagnino, acclamato dalla critica mondiale e con Timothée Chalamet ed Arnie Hammer.

La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di André Aciman e ambientata in Italia in un’estate degli anni ’80, narra la storia d’amore tra due giovani ragazzi, interpretati proprio da Hammer e Chalamet, le cui interpretazioni hanno riscosso grande successo di pubblico e di critica, e proprio quest’ultimo è in corsa per la statuetta al miglior attore.

A partire da sinistra, Arnie Hammer, Luca Guadagnino e Timothée Chalamet.

La definitiva consacrazione per Guadagnino, che ha già al suo attivo ben cinque lungometraggi: un film italiano non riceveva un tale numero di nomination all’Oscar dai tempi de La vita è bella (1998). Un film la cui gestazione non è stata affatto semplice: quasi dieci anni fa, infatti, si è iniziato a parlare di una trasposizione cinematografica del romanzo, con diversi cambiamenti di produzione e regia. In occasione, infatti, della conferenza stampa di ieri sul film, il regista ha dichiarato:

Nove anni fa alcuni miei amici produttori americani, che avevano acquistato i diritti del romanzo di André Aciman, mi hanno chiesto di leggere il libro che era ambientato in Italia e fare loro una sorta di consulenza. Nel libro la storia è ambientata in Liguria e io stavo girando proprio a Bordighera “Io sono l’amore”. Nel tempo sono stato sempre più coinvolto in questo progetto, prima avremmo dovuto soltanto fare da service italiano, poi siamo entrati come produttori, infine nella ricerca di un regista che in un certo momento avrebbe dovuto essere Gabriele Muccino, poi Sam Taylor-Johnson è stato più semplice che lo facessi io con un budget limitato.
Locandina del film.

Gioia e orgoglio sono i principali sentimenti provati per la sua ultima conquista, riguardo alla quale ha aggiunto:

È stato un lungo percorso personale. Il giorno prima delle nomination abbiamo festeggiato un anno dalla prima proiezione al Sundance Film Festival: io e il mio montatore Walter Fasano eravamo convinti, senza falsa modestia, di aver fatto un buon film ma l’accoglienza che ha avuto al Sundance e poi in tutte le altre proiezioni in giro per il mondo hanno avuto è stata straordinaria e questa storia ha avuto una risonanza che non avremmo immaginato. A casa ricevo moltissime lettere, non so come le persone abbiano il mio indirizzo, eppure mi scrivono giovani, donne, anziani per dirmi come il film sia stato per loro un’esperienza trasformativa che in qualche modo ha svolto dei nodi della loro vita. Me lo spiego con il fatto che è una storia empatica, che riguarda la trasmissione del sapere e la possibilità di vedersi nello sguardo dell’altro in questa società così atomizzata e arrabbiata.

Quanto al suo rapporto col cinema italiano, il regista ha affermato:

Io ho tanti amici nel cinema italiano ma per la mia formazione e per l’immaginario con cui mi sono formato non ho mai pensato alla nazionalità del cinema, ho sempre pensato alla sua trasversalità. Ciò che più mi ha condizionato cinematograficamente sono le nuove onde che hanno attraversato le diverse cinematografie: italiana, francese, giapponese. Tengo rappporti con molti cineasti e di questi diversi sono italiani.

Alla conferenza stampa erano presenti anche i due attori protagonisti, i quali hanno espresso grande felicità ed entusiasmo per questo progetto, del quale, stando alle parole di Guadagnino, potrebbe essere realizzato un sequel.

Riuscirà il nostro regista a portare a casa almeno una di queste quattro statuette? Da suoi conterranei non possiamo che augurarglielo e tifare per lui in vista della fatidica cerimonia del 4 marzo!

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