martedì, 13 novembre 2018
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L’ISIS attacca ancora: colpita una sede di “Save the children”

L’ISIS ha rivendicato un attentato ad una delle sedi di “Save the children” a Jalalabad, in Afghanistan. Lo riferisce l’agenzia ” Amaq”, mezzo informativo semi-ufficiale dell’ISIS:

Tre martiri hanno preso parte all’attacco contro le fondazioni britanniche e svedesi e istituzioni governative afgane
.

L’attacco si è verificato alle 9.10 locali (l’alba in Italia): la struttura è stata, dunque, assalita da un commando di uomini armati e kamikaze. L’assedio è durato quasi tre ore e si è concluso con 4 morti e più di 20 feriti secondo il portavoce del governo provinciale all’AFP. Tra i feriti vi sono un agente della sicurezza afghana e due assalitori. Secondo la ricostruzione ufficiale un kamikaze si sarebbe fatto esplodere aprendo un varco al commando di terroristi. Mohamed Amin è uno delle vittime dell’attacco che però è riuscito a fuggire commentando così l’accaduto:

C’e’ stata un’enorme esplosione, sembrava un’autobomba. Ci siamo riparati e abbiamo visto un uomo armato con un lanciarazzi che sparava contro la porta principale per entrare nel recinto

Save the children ha dunque emesso un comunicato riguardo all’accaduto:

Siamo devastati dalla notizia dell’attacco all’ufficio di Save the Children nella città di Jalalabad, in Afghanistan, dove questa mattina un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nel nostro compound. L’attacco è avvenuto intorno alle ore 9 locali, l’alba in Italia. La nostra prima preoccupazione è la sicurezza del nostro staff .Siamo in attesa di ricevere ulteriori informazioni dal nostro team e, considerando che la situazione è ancora in fase di evoluzione, non siamo al momento in grado di fornire ulteriori informazioni. L’Afghanistan è uno dei Paesi al mondo dove è più difficile essere bambini e dove gli operatori umanitari lavorano in condizioni particolarmente complicate. Con i nostri interventi umanitari in Afghanistan abbiamo raggiunto quasi 1,4 milioni di bambini. Ci impegniamo a riprendere le nostre operazioni e il nostro lavoro per salvare vite umane il più rapidamente possibile, non appena ci verrà assicurata la possibilità di operare in maniera sicura.

Filippo Ungaro, responsabile della comunicazione di “Save the children” in Italia, afferma invece che le notizie ancora devono essere verificate poiché sono anche contraddittorie:

Quando gli assalitori armati hanno fatto irruzione, i componenti dello staff sono scappati attraverso le finestre dello stabile. Siamo in ansia e c’è tanta preoccupazione, le notizie sono frammentarie e contraddittorie, non sappiamo se l’attacco sia ancora in corso

L ‘attacco, secondo Amaq, era  inoltre diretto a delle “fondazioni britanniche e svedesi”, riferendosi forse ad organizzazioni che usavano la struttura come copertura. Nonostante ciò possiamo affermare con certezza che l’ISIS è sempre più dedita all’attacco di organizzazioni non governativa (ONG): il loro scopo consiste infatti nella completa sconfitta dell’occidente, soprattutto a livello culturale, ma attaccare organizzazioni benefiche come “Save the children” non inerisce con la battaglia ideologica di cui si fanno, portatori danneggiando esclusivamente l’etica umana del rispetto e della vita ( tenendo sempre a mente però la possibilità dell’esistenza di basi militari sotto copertura).

 

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