L’importanza del Bushido nella Seconda Guerra Mondiale – Lyceum
domenica, 19 agosto 2018
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L’importanza del Bushido nella Seconda Guerra Mondiale

Per secoli il popolo giapponese si è attenuto ad un codice di condotta, e allo stesso tempo modo di vivere, chiamato “Bushido”, che letteralmente significa “via del guerriero”. Il Bushido è un concetto molto simile a quelli che erano il  mos maiorum romano e la cavalleria medievale; anticamente era lo stile di vita adottato dai samurai (da qui, via del guerriero). In esso sono contenute delle norme disciplinari, e morali, che si sono andate formando in Giappone durante gli shogunati di Kamakura (1185 – 1333) e Muromachi (1336 – 1573), e che furono formalmente definite ed applicate nel periodo Tokugawa (1603 – 1867). Ispirato a dottrine come il buddhismo ed il confucianesimo, il Bushido comprende diversi importanti valori, i quali se non venivano perseguiti per tutta la vita causavano il disonore che bisognava espiare con il seppuku, il suicidio rituale.

 I principi fondamentali del Bushido erano 7:

— GI: Onestà e giustizia, non esisteva confusione tra giusto e sbagliato, il samurai doveva vedere o bianco o nero. La strada scelta doveva essere abbandonata se la si reputava sbagliata. Questo senso di giustizia doveva essere esteso agli altri e intervenire se lo si vedeva venir meno. Era anche un modo per evitare esitazioni nel compiere un’azione.

— YU: Coraggio, eliminare ogni tipo di paura è l’arma più efficacie. Quando la folla trema e si nasconde, il samurai reagisce. Non si tratta di essere sconsiderati: l’azione va fatta con intelligenza e saggezza, ma una volta scelto di agire non si torna indietro. La resa non è contemplata.

— JIN: Solidarietà, intesa come pietà nei confronti del più debole. Se si ha più potere della massa, non lo si deve usare per se stessi ma per aiutare gli altri.

— REI: Rispetto, la cortesia e il rispetto nei confronti di un uomo è essenziale, anche se si tratta di un nemico. Non importa quale sia lo schieramento o l’ideologia di un uomo: va in ogni caso rispettato per il fatto di essersi messo in gioco.

— MAKOTO: Sincerità, l’onestà deve essere ben chiara nelle proprie azioni. Il samurai non mente, non finge e non ha bisogno di fare promesse: quello che dice deve essere già di per sé una promessa e chiunque sarà certo che l’intento da lui mostrato sarà portato a termine.

— MEIJO: Onore, cercare di raggiungere la perfezione; il dimostrare la propria condizione (che deve essere buona) e se si veniva ricordati dalle generazioni future, allora aveva raggiunto lo scopo.

— CHUGI: lealtà, In quest’ambito ricade il concetto di dovere, molto sentito dagli orientali. Il samurai era legato anima e corpo al suo signore (daimyo), ma anche alla via che aveva scelto, fatta un’azione, si diventa responsabili delle conseguenze, qualsiasi esse siano.

In seguito alla  Restaurazione Meiji (1866 – 1869), evento dopo il quale l’imperatore del Giappone riacquistò il potere sottrattogli per secoli dagli shogun, diversi princìpi del Bushido (come la lealtà, il coraggio, l’onestà e la giustizia) vennero manipolati e asserviti al potere imperiale. Questo processo andò sempre di più acuendosi negli anni ’30 del ‘900 arrivando ad imprimere nei civili, e ancora di più nei militari, un obbligo assoluto di dedicarsi anima e corpo al servizio dell’Impero e dell’imperatore, che cominciava ad essere paragonato sempre di più al Tenno (il Sovrano di origine Celeste, della tradizione popolare). Questa radicalizzazione del codice d’onore dei samurai portò alla formazione, sul finire della 2° Guerra Mondiale, di un reparto “particolare ” dell’esercito giapponese, quello kamikaze. Lo scopo dei kamikaze, che non erano solo soldati ma anche giovani universitari, era quello di dare un contributo fondamentale, secondo le alte sfere dell’esercito, alla vittoria del Giappone nella guerra e, così facendo, rievocare quel “vento divino” (questo il significato della parola kamikaze) che nel 1281 aveva spazzato via la flotta dei mongoli pronta per invadere il Giappone.

Le api muoiono dopo che hanno puntoMotoharu Okamura

 

 

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