domenica, 25 febbraio 2018
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Le sette meraviglie del mondo moderno

Tutti noi conosciamo la lista delle sette meraviglie del mondo antico stilata nel III secolo a.C., che comprende la statua crisoelefantina di Zeus nel tempio di Olimpia, la piramide di Cheope a Giza, i giardini pensili di Babilonia, il Colosso di Rodi, il Faro di Alessandria d’Egitto, il Mausoleo di Alicarnasso e il tempio di Artemide a Efeso; opere architettoniche andate quasi tutte distrutte che oggi sono conosciute e ricordate anche grazie alle minuziose descrizioni di alcune di esse ad opera di storici quali il greco Pausania.

Ma perché non provare, a distanza di 21 secoli da quando tale elenco è stato realizzato, a stabilire quali siano i sette luoghi più belli al mondo che gli uomini possono ancora oggi ammirare, a dimostrazione del fatto che la bellezza artistica non si debba necessariamente rimpiangere e ricercare andando indietro con la macchina del tempo?

Sicuramente questa è la domanda che, nel 2000, si sarà posto Bernard Weber prima di proporre, in occasione delle Olimpiadi di Sydney, un referendum mondiale via Internet per determinare, appunto, “le nuove sette meraviglie del mondo” fra 17 opere originariamente selezionate. La NOWC (New Open World Corporation), società svizzera a scopo di lucro, ha immediatamente lanciato quest’iniziativa che ha ricevuto consensi sempre maggiori, tanto che il numero di siti candidati è stato esteso a 150. Dal 2004 è stato possibile votare via SMS, mentre il 24 dicembre dell’anno successivo si è chiusa la prima fase della votazione: le prime 77 opere in ordine di voti sono state nuovamente sottoposte al giudizio di sette giudici di vari paesi. Nel 2006, poi, sono stati resi noti i nomi dei 21 siti finalisti (tra questi ricordiamo l’Acropoli di Atene, la Statua della Libertà, la Torre Eiffel e il complesso megalitico di Stonehenge) mentre il 7 luglio 2007, a Lisbona, sono stati annunciati i vincitori del titolo di “nuova meraviglia del mondo”: tale data è stata scelta proprio perché sia il giorno, sia il mese, sia l’anno presentano il numero 7. Ricordiamo che la Piramide di Cheope a Giza, arrivata finalista alle selezioni e già presente nell’elenco delle meraviglie antiche, è stata proclamata “‘meraviglia onoraria”. A seguire, la lista dei siti vincitori:

El Siq.

Petra: Il suo nome deriva dal greco πέτρα (roccia); si tratta, infatti, di un complesso di più di 800 monumenti intagliati nella roccia – dei quali ben 500 sono delle tombe – a 250 km a sud della capitale della Giordania, Amman. Prima città edomita e poi capitale dei Nabatei, nel 106 venne annessa all’Impero Romano, divenendo poco dopo base di attacco contro i Parti; nel 363 fu colpita da un terremoto che la danneggiò parzialmente, subendo, in seguito, le conquiste bizantina, araba e franca, e nell’VIII secolo venne abbandonata: solo undici secoli dopo, nel 1812, il sito sarebbe stato riscoperto dall’esploratore svizzero Ludwig Burckhardt.

El Khanseh.

Nel 1985 l’UNESCO l’ha proclamata Patrimonio dell’Umanità e nel 1993 è divenuta un parco archeologico. Celeberrimo il Siq, la buia e stretta gola che costituisce l’ingresso principale al sito lunga circa 1600 metri, terminante davanti al monumento più famoso e meglio conservato, El Khasneh (Il Tesoro); tra gli altri monumenti ricordiamo le case del Djinn (genio), luoghi di culto delle divinità dell’acqua e della fertilità, le tombe reali e il teatro, costruito circa 2000 anni fa e poi ampliato dai Romani.

Grande muraglia cinese: Lunga circa 8.851,8 km, di cui circa 350 di trincee e 2250 di difese naturali, venne costruita in terra battuta a partire dal III secolo a.C. per ordine dell’imperatore Qin Shi Huang al fine di ridefinire i confini dei territori da lui governati, mentre nel XIV secolo venne in parte ricostruita (numerosi, infatti, i danni subiti nel corso del tempo) e rafforzata grazie all’impiego di mattoni e pietra sotto la dinastia Ming. Al giorno d’oggi, per via dell’erosione e di alcuni atti vandalici, alcuni tratti della Muraglia sono in pessime condizioni e, addirittura, si prevede che circa 60 km potrebbero scomparire nei prossimi vent’anni a causa delle tempeste di sabbia che si abbattono sul suolo cinese con molta frequenza. Una questione assai dibattuta riguarda la visibilità della Muraglia dall’orbita terrestre bassa, ad un’altezza minima di 160 km: alcuni astronauti hanno affermato di essere riusciti a vederla anche ad occhio nudo, mentre altri, stando alle loro dichiarazioni, avrebbero necessitato dell’ausilio del binocolo. Nel 1987 è diventata Patrimonio dell’UNESCO.

Colosseo: Patrimonio dell’UNESCO dal 1980, il Colosseo (o Anfiteatro Flavio) fu edificato a partire dal 72 d.C. sotto l’impero di Vespasiano e inaugurato dal figlio Tito nell’80, subendo ulteriori modifiche e ampliamenti nel corso degli anni. Per farlo costruire, Vespasiano ordinò di bonificare il lago artificiale che si trovava proprio dove sorge la cavea. Al suo interno si organizzavano giochi di gladiatori e finte battaglie navali, e la struttura fu utilizzata a tali scopi fino al VI secolo; a partire dal XIX furono compiuti lavori di ristrutturazione di alcune sue parti che proseguono tutt’oggi e, talora, all’interno di questo anfiteatro – il più grande al mondo – si tengono dei concerti. Il numero di visitatori di tutto il 2017 è stato di oltre 7 milioni, un vero e proprio record a livello internazionale!

El Castillo.

Chichén Itzá: Complesso archeologico maya situato nel nord della penisola dello Yucatan, in Messico, il suo nome letteralmente significa “Alla bocca del pozzo degli Itza (popolo molto ricco e potente risiedente nel nord dello Yucatan), esso faceva parte di una città che tra il VI e l’XI secolo fu uno dei centri principali della regione dal punto di vista economico-sociale. Tra i monumenti più celebri e maggiormente ammirati ricordiamo la piramide a gradini di Kukulkan, detta anche El Castillo, i cui angoli, all’alba e al tramonto dei giorni degli equinozi d’autunno e primavera, proiettano un’ombra a forma di serpente piumato (Kukulkan) lungo la scalinata nord. Fra le altre attrazioni di questo sito ricordiamo il Campo del gioco della palla e il Tempio dei Guerrieri. Caratteristici nonché tipici dell’America Centrale i cenotes, cioè delle grotte con presenza di acqua dolce, che possiamo ammirare all’interno del sito. Anche Chichén Itzá è stato nominato Patrimonio dell’UNESCO, nel 1988.

– Machu Picchu: Questo sito, il cui nome significa “vecchia montagna”, è situato in Perù, nella valle dell’Urubamba, a circa 2430 m s.l.m. Patrimonio dell’umanità nonché terzo sito archeologico più grande al mondo dopo gli scavi di Pompei e quelli di Ostia Antica, esso farebbe parte dei resti di un’antica città dalla posizione strategica fatta costruire dall’imperatore inca Pachacútec intorno al 1440 e abbandonata in seguito alla conquista spagnola del 1532: per circa quattro secoli Machu Picchu rimase nel dimenticatoio fino a quando, nel luglio 1911, Hiram Bingham né scavò i resti, credendo che si trattasse dell’ultima capitale inca Vicalbamba, da lui cercata. Di questa meraviglia scrissero molti, tra i quali Pablo Neruda, il quale pubblicò il libro Le altezze di Machu Picchu.

Taj Mahal: Patrimonio dell’Umanità dal 1983, Taj Mahal (Palazzo della Corona) sorge ad Agra, in India; fu costruito a partire dal 1631 sotto l’impero di Shan Jahan, il quale aveva promesso a Mumtaz Mahal, sua seconda moglie morta di parto, quattro cose: far edificare un palazzo per lei, risposarsi, essere buono con i figli e visitare la sua tomba nell’anniversario della sua morte. L’opera è stata attribuita all’architetto Ustad Ahmad Lahauri. A ventidue anni dall’inizio dei lavori, la struttura fu terminata e vi fu seppellito il corpo della principessa. Il Mausoleo presenta cinque cupole, la più grande sito trova al centro e al centro di essa sorgono le altre quattro, di minori dimensioni. La costruzione è simbolica: la struttura quadrata della base simboleggia il mondo terreno, le cupole circolari la perfezione divina, mentre la forma ottagonale della struttura rappresenta l’uomo, punto di unione tra il materiale e lo spirituale.

Statua del Cristo Redentore: Inaugurato nel 1931 e frutto di una lunga gestazione (almeno ottant’anni prima si iniziò a parlare di questo progetto), è uno dei maggiori simboli della cristianità al mondo. Alta 38 metri, di cui 8 fanno parte del basamento, e costruita in pietra saponaria e calcestruzzo, la statua si trova in cima alla montagna del Corcovado a 700 m s.l.m. e sovrasta l’intera città di Rio de Janeiro. Come già anticipato, intorno al 1850 il prete cattolico Pedro Maria Boss chiese dei fondi per la costruzione di un monumento religioso alla regina Isabella, ma il progetto fu accantonato e ripreso intorno agli anni Venti del Novecento: nel 1921 fu organizzata la cosiddetta “Settimana del monumento”, finalizzata proprio a raccogliere i fondi indispensabili per costruirlo; in un primo momento si pensò di costruire una statua di Cristo con in mano un globo terrestre posta su un basamento che rappresentasse il mondo, ma si preferì rappresentare  Cristo a braccia aperte. A progettare il monumento fu lo scultore francese Paul Landowski, l’ingegnere Heitor de Silva Costa si occupò della supervisione, mentre il volto della statua fu scolpito da Gheorghe Leonida.

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