giovedì, 24 maggio 2018
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Le Ideologie hanno ucciso se stesse?

Il Novecento è stato un secolo ricco di avvenimenti sia positivi che negativi caratterizzati tutte da un’attenzione quasi filosofica rivolta ai problemi sociali ed economici: è stato il secolo che ha ereditato dal suo predecessore una grande fetta di pensiero politico e che ha messo in pratica, con risultati fondamentalmente grotteschi e talvolta assolutamente negativi, quelle ideologie che nel secolo precedente erano rimaste pura teoria. È il caso ad esempio del comunismo, dottrina economica e sociale nata dal pensiero comune di Karl Marx di Friedrich Engels verso la fine del XIX secolo e che ha avuto modo durante il secolo scorso di venire impiegato in diversi paesi: nel 1917 i guerriglieri socialisti, guidati da Lenin, rovesciarono l’Impero dello zar trucidandone brutalmente la famiglia e trasformando lo stato in “URSS” (“Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”) che dopo la seconda guerra mondiale, guidato da diverse personalità di spicco (Stalin, Kruscev, Breznev ecc.), si impose dall’altra parte della cortina di ferra sfidando gli Usa nella lotta fra le due superpotenze oggi conosciuta come “Guerra Fredda”. Nel frattempo in altre parti del mondo regimi socialisti andavano ad imporsi anche con la violenza attraverso rivoluzioni sanguinose, come quella messa in atto da Mao Tse Tung in Cina nel 1949, e il comunismo venne da subito additato nel mondo occidentale come un’ideologia deleteria e dannosa. Come ogni fatto umano anche per il comunismo arrivò la fine, fine che viene simbolicamente identificata nella data del 9 Novembre 1989, giorno della caduta del Muro di Berlino.

Oltre agli stati in cui il comunismo si impose con la violenza furono molti nel mondo occidentale ad aspirare ad una rivoluzione che potesse portare ad un’equità tra le classi mediante l’abolizione della proprietà privata, furono molti anche i giovani fra coloro i quali combatterono in prima persona per portare a termine queste utopie. Rispetto ad oggi è infatti palese come un tempo la partecipazione politica da parte dei giovani fosse maggiore e come si combattesse giorno e notte per la messa in pratica di quegli ideali che, nella mente di chi li sosteneva, avevano ancora un senso che nella nostra società globalizzata hanno perso. Ma cosa è cambiato in questi anni per farci assistere all’inevitabile decadenza delle ideologie? ma soprattutto, la loro morte è un fattore positivo o negativo? Nell’ultimo secolo infatti in nome delle varie fedi politiche si sono commesse azioni tra le più atroci, tutte guidate dal pensiero di star compiendo la cosa giusta in nome dei soliti ideali molto spesso utopici, che possono essere anche corretti dal punto di vista puramente concettuale ma che nella loro realizzazione molto spesso hanno dimostrato anche il loro lato deleterio. Una  delle conseguenze dell’idealismo puro dello scorso secolo è infatti rappresentata dall’ascesa dei totalitarismi; nei primi anni ’20 furono molti i cittadini della Repubblica di Weimar ammaliati dai discorsi di Adolf Hitler che sostennero pienamente la nuova ideologia nazista che da lì a poco si sarebbe imposta in Germania dando vita ad uno dei regimi più neri della storia dell’umanità.

Oltre ai lati negativi vanno considerati però anche quelli positivi,che risiedono  nell’emisfero puramente ideologico. Molte ideologie promuovono valori positivi e di uguaglianza ed il fatto che siano molti a combattere per essi e per ottenere una società migliore è certamente un valore aggiunto. La cosa da evitare è però che durante la realizzazione di questi propositi essi non vengano mutati portando ad un risultato molto diverso rispetto a quello inizialmente auspicato.

Le ideologie riempiono la testa della gente e compromettono una lucida osservazione della vitaPhilip Roth

Questa citazione dello scrittore americano Philip Roth ci può far riflettere sul rischio che si può correre a dedicare la propria vita alla realizzazione delle proprie credenze: quello di vivere in un mondo fatto unicamente di ideali, lontani dalla realtà. È infatti importante, quando si segue un ideale, valutarne anche la fattibilità pratica: sono molti infatti coloro i quali spendono la loro vita inseguendo un’utopia molto spesso irrealizzabile ed è proprio il vivere in una condizione ideale, astratta, lontana dalle condizioni effettuali della società a minarne la fattibilità e molto spesso a raggiungere risultati disastrosi.

Un idealista è incorreggibile: se è allontanato dal suo paradiso farà un ideale del suo infernoFriedrich Nietzsche

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