Le bellezze di Tivoli – Lyceum
domenica, 19 agosto 2018
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Le bellezze di Tivoli

Cinquantatrè luoghi italiani, tra monumenti e siti naturali, sono stati considerati meritevoli di essere annoverati nell’elenco dei siti Patrimonio dell’UNESCO per il loro valore culturale e per la loro bellezza. E’ un record di cui andare fieri! Tivoli, cittadina di circa 55 mila abitanti, in provincia di Roma, annovera nel suo territorio ben due siti inseriti in questo elenco: Villa Adriana e Villa  d’Este. In realtà anche la Villa Gregoriana, per la sua bellezza naturalistica meriterebbe la stessa considerazione.

La Storia della Città:  Tivoli o Tibur con i romani.

Virgilio nell’Eneide la indicava come Tibur Superbum. Costruita sulle rive del fiume Aniene, presenta resti di fortificazioni del XI – X sec. a.C. Fu sottomessa da Roma circa nel IV a.C.; divenne città Municipum a seguito della Lex Iulia municipalis del I sec. a.C.; la sua posizione attirò l’attenzione di molti esponenti  dell’aristocrazia romana tra i quali Orazio, Cassio e l’imperatore Adriano che vi costruirono le loro ville. La città divenne sede vescovile intorno al 366 d.C. Durante la seconda guerra mondiale, trovandosi sul percorso della ritirata nazista, fu duramente bombardata dagli anglo-americani.

Villa Adriana

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Dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1999, nel 2014 ha fatto registrare circa 240.000 visitatori. Adriano la fece costruire su di un edificio già esistente, forse di proprietà della famiglia della moglie. La sua struttura evidenzia tre fasi di costruzione in un periodo di circa venti anni che va tra il 118 ed il 138 d.C. E’ un complesso di edifici situati in una zona attraversata da ben quattro acquedotti che servivano la Roma imperiale; è presente anche una sorgente di acqua sulfurea. Gli edifici che compongono il complesso della villa hanno assorbito i caratteri più innovativi dell’architettura romana. Era un complesso esteso su di un’area di circa 300 ha e si presentava diviso in quattro nuclei con caratteristiche diverse. Nel medioevo fu ridotta ad area agricola e divenne luogo da cui estrarre materiale per le case di Tivoli. Di questo complesso vale la pena ricordare: Il Teatro marittimo che corrispondeva forse alla parte privata della villa ed aveva, tra l’altro, un portico che si affacciava su di un canale al centro del quale vi era un isolotto di circa 45 m di diametro, un piccolo complesso termale, un piccolo giardino ed alcuni altri ambienti. Le terme, composte da due stabilimenti di differenti dimensioni, uno più piccolo e raffinato, destinato agli ospiti più ricchi ed importanti, ed uno per il personale. Altri edifici del complesso erano destinati ad alloggio degli addetti alla villa ed alla guardia imperiale. Complesso del Pecile, era una ricostruzione del portico dipinto esistente nell’agorà di Atene; comprendeva una grande piazza quadrangolare decorata con al suo centro un bacino. Il Canòpo evocava il fiume Nilo con il suo delta. Attorno alla sua piscina-canale vi era un bellissimo colonnato con copie di famose statue greche, come le cariatidi, e romane, come quelle dell’Eretteo. Alla fine della piscina vi era una grande esedra con il triclinio imperiale dove si tenevano banchetti e spettacoli. Piazza d’Oro, era un complesso con una vasca centrale, dei giardini ed un grandioso edificio a pianta centrale ottagonale con una cupola. Le colonne, disposte sul peristilio, erano in marmo cipollino e in granito egiziano.

VILLA D’ESTE

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Capolavoro del Rinascimento Italiano, anch’esso patrimonio dell’UNESCO, nel 2014 ha avuto oltre 450.000 visitatori. Voluta dal cardinale Ippolito d’Este intorno al 1550 è stata costruita su di una preesistente villa romana ed è composta da un edificio di due piani. Per abbellire il palazzo, fu “saccheggiato”, con l’autorizzazione del senato di Roma, il rivestimento di travertino della fascia inferiore della tomba di Cecilia Metella. Lo splendido giardino sottostante permette una vista panoramica stupenda; è esteso circa 35.000 mq. ed è stato progettato da Pirro Ligorio. L’architetto fece costruire sotto Tivoli un sistema di tubazioni e una galleria lunga circa 600 metri per convogliare l’acqua presso una vasca che alimenta, senza uso di mezzi meccanici, con la sola pressione naturale ed il principio dei vasi comunicanti, ben 255 cascate, 255 zampilli, 100 vasche, 50 fontane. Tra le sue fontane ci piace ricordare quella del Bicchierone e la cascata della fontana dell’organo realizzate da Gian Lorenzo Bernini, le fontane dei Draghi, della Rometta, di Nettuno, della Civetta, della Natura; le Peschiere ed il viale della Cento Fontane.

VILLA GREGORIANA

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La Villa Gregoriana è stata voluta da papa Gregorio XVI. Dopo un periodo si abbandono, il suo percorso naturalistico è stato recuperato dal Fondo Ambiente Italiano. Si trova in una valle anticamente denominata dell’inferno, posta ai piedi dell’acropoli di Tivoli e scavata dal fiume Aniene. E’ arricchita da una fitta e bellissima vegetazione. Si possono ammirare la grotta di Nettuno e quella delle Sirene nonchè la grande cascata, alta circa 120 metri, e quella della grotte delle Sirene.

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