giovedì, 24 maggio 2018
Home > Sport > Calcio > La vittoria dello sport sui nazisti.

La vittoria dello sport sui nazisti.

Se pochi sanno la tragica storia della mitica squadra del Torino ancora di più sono coloro che ignorano il terribile fato della squadra che ha combattuto contro il nazismo ed è morta per la libertà: la squadra ucraina dell’FC Start. Tutto è cominciato durante la seconda guerra mondiale, nell’Ucraina occupata. Iosif Ivanovič Kordik, un panettiere di Kiev e tifoso della Dinamo Kiev, si offrì di assumere Nikolai Trusevich, portiere proprio della Dinamo Kiev, nel suo panificio.

Stemma dell’FC Start

Fu così che Kordik chiese a Trusevich di andare in cerca dei suoi vecchi compagni, per formare una squadra di calcio: i giocatori assunti avrebbero ottenuto un posto per dormire, qualcosa da mangiare e protezione dalle angherie del Reich. Così il portiere riuscì ad allestire la squadra nella primavera del 1942, radunando alcuni della «vecchia» Dinamo Kiev e della Lokomotyv Kiev. Fu battezzata come FC Start e la nascita del team fece rallegrare il morale dei cittadini. I tedeschi pensarono così di piegare lo spirito fiero degli ucraini affidandosi alla propaganda e al calcio, organizzando un vero e proprio torneo con la partecipazione di sei squadre: quella di Kordik, quattro formate da truppe tedesche, ungheresi e rumene, e la Ruch (ucraina). Trusevich e i suoi compagni trovarono in un magazzino delle divise con cui disputare il campionato.Nonostante la scarsa alimentazione e la precaria condizione fisica, il 7 giugno la Start iniziò il proprio campionato giocando allo Stadio della Repubblica contro la Ruch; questi furono stracciati prendendo ben 7 gol. La cosa fece un po’ troppo rumore, e i tedeschi ordinarono di far giocare le altre partite in un impianto più piccolo, lo stadio Zenit, l’attuale Start Stadium, ma le vittorie non si arrestarono e la Start vinse contro gli ungheresi, i rumeni e anche contro i tedeschi col risultato di 5-1. Ai tedeschi il risultato non piacque perché la razza pura non poteva perdere, così chiesero ai giocatori ucraini una partita di ritorno.  La partita venne annunciata con una grande campagna pubblicitaria, manifesti vennero affissi su tutta la città.  Prima della partita un arbitro tedesco fece il suo ingresso nello spogliatoio della squadra della capitale, intimando ai giocatori di fare il saluto nazista.

Manifesto della partita di rivincita

Dopo il saluto dei tedeschi, i giocatori della Start fecero un altro saluto che era di costume nello sport sovietico: «Fitzcult Hurà!», «Viva lo sport!». Le gradinate dello stadio erano piene di soldati in uniforme e con diverse armi. In un piccolo settore vi erano ucraini, vecchi, donne e bambini. I tedeschi ci diedero dentro da subito con un gioco violento che veniva ignorato dal direttore di gara che permise a questi di passare in vantaggio, ma in meno di venti minuti i calciatori della Start segnarono tre volte. Durante l’intervallo, un  altro ufficiale delle SS andò a parlare con i giocatori e cercò di convincerli a perdere la partita. Nel secondo tempo, uno sbandamento permise ai tedeschi di portarsi sul 3-3, ma lo Start segnò altre due volte. La partita finì 5-3, ma la beffa più grande: il difensore Klimenko poco prima del fischio finale dribblò, come Maradona nella partita Argentina-Inghilterra, la difesa del Flakelf, compreso il loro portiere, ma invece di buttare la palla in rete, si fermò sulla linea della porta e spazzò il pallone il più lontano possibile, verso il centrocampo, evitando la sesta marcatura. Al termine della partita, i giocatori ucraini si resero conto di aver firmato la loro condanna a morte. Alcune settimane più tardi iniziarono gli arresti e le deportazioni verso il campo di Syrec. La mattina del 24 febbraio 1943 i prigionieri vennero disposti in fila e fucilati tra cui Kuzmenko, Klimenko e Trusevich e Nikolai Trusevich, il quale, mentre la guardia apriva il fuoco, urlò: «Krasny sport ne umriot!», «Lo sport rosso non morirà mai!». Per ricordare questi eroi, nello stadio dove hanno fatto la storia, hanno scolpito un monumento in loro memoria.

 

Lascia un commento

Siamo lieti che vogliate arricchire i contenuti di quest'articolo con eventuali commenti.
Per favore, considerate che i commenti saranno moderati in base a quanto indicato nella nostra comment policy.


L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code

News & Opinion Magazine del Liceo "Sciascia Fermi"