domenica, 21 ottobre 2018
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La VAR: successo o flop?

L’introduzione della VAR in Serie A, campionato selezionato per testarla durante la stagione 2017/2018, sta generando molti dibattiti. Per i pochi che non lo sapessero, la VAR (Video Assistence Referee) è uno strumento tecnologico che permette di visionare azioni dubbie o poco chiare, come ad esempio un fallo da rigore, un fuorigioco e così via. La sua entrata nel campionato italiano di massima serie sta sicuramente contribuendo a migliorarlo, dal momento che mette a tacere qualunque indiscrezione attraverso la verifica.

Ma, scendendo nel concreto, la VAR ha apportato benefici al campionato? La risposta è sicuramente sì. Infatti, il suo utilizzo in situazioni anche piuttosto delicate, come rigori al 90′ o gol segnati in apparente fuorigioco, permette di stabilire, con margine di errore molto vicino allo zero, l’entità di tale dubbio. Così, le continue polemiche che, a partire dall’era Calciopoli, avevano afflitto sempre più la Serie A (basti fare riferimento alle cosiddette “partite vendute” o agli “arbitri corrotti”), che si generavano in seguito ad errori arbitrali, possono trovare, con l’introduzione della VAR, un punto di arrivo.

Comunque, come detto poc’anzi, le lamentele dei tifosi non mancano. Infatti, nel corso dei mesi sono stati in molti a criticarla, e non per una sola motivazione: chi per le perdite di tempo, chi per la non efficienza dello strumento, chi per il mancato intervento dell’arbitro, che talvolta, erroneamente convinto dei propri mezzi, interviene in situazioni più o meno importanti senza l’utilizzo dello strumento VAR, si lamenta di questa nuova introduzione. In fondo, è vero che, con la VAR, le partite subiscono interruzioni molto più lunghe, e vengono concessi parecchi minuti di recupero; è anche vero che talvolta le situazioni sono così difficilmente interpretabili che nemmeno l’utilizzo della VAR può risolvere del tutto il problema; infine, è vero anche che alcuni arbitri, forse per far valere la propria autorevolezza, forse per profonda convinzione, non hanno richiesto la VAR, nonostante fosse disponibile, prendendo decisioni sbagliate.

In realtà, questi problemi sono più o meno contestabili. In primis, perché è sicuramente meglio giocare 4-5 minuti di paritita in più senza dubbi che la condizionino anche oltre il 90′. Per il resto, la risposta alle altre domande è molto semplice: la VAR è stata introdotta come test, dunque il suo utilizzo, qualora fosse confermato per le prossime stagioni, sarà perfezionato, così come anche per gli arbitri che, nel corso del tempo, comprenderanno, attraverso gli errori compiuti in questa stagione, in quali casi intervenire personalmente e in quali lasciare l’interpretazione alla VAR.

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