La relazione tra vita quotidiana e talento ed estro – Lyceum
mercoledì, 15 agosto 2018
Home > Cultura > La relazione tra vita quotidiana e talento ed estro

La relazione tra vita quotidiana e talento ed estro

Fin dall’inizio dei tempi, l’essere umano ha lamentato le difficoltà e le fatiche della vita quotidiana, indipendentemente dai problemi personali, dalla classe sociale di appartenenza e dal modo di pensare. Sicuramente nella letteratura greca e romana sono presenti componimenti dedicati a questo tema, così come ai giorni nostri: è tutt’oggi cosa comune lamentarsi per la durezza della vita. In questo senso, un punto cardine per la riflessione su questa tematica è rappresentato da una barra presente in un brano del rapper Madman prodotto dal perspicace beatmaker The Night Skinny. Il verso recita:

Da una parte la vita, dall’altra il talento e l’estroMadman

La frase è inserita all’interno di un contesto che riguarda un argomento diventato un topos del rap italiano ed internazionale (al punto da diventare un paradosso in sè): le difficoltà ad emergere nel mondo del rap e le lamentale per la musica ritenuta “troppo commerciale”. Il rapper in particolare lamenta lo spreco di risorse che ha dovuto affrontare per affermarsi in tale realtà.

In merito alla relazione tra la vita quotidiana ed il binomio creativo talento-estro si distinguono essenzialmente tre posizioni:

— Separatismo (o splittismo): i separatisti ritengono che la vita quotidiana non lasci spazio all’espressione del talento e dell’estro, perché considerata come un fardello che soffoca la creatività. Si tratta di una concezione pessimistica e, a tratti, nichilistica; è sostenuta in particolare dalle persone che non hanno ancora conosciuto Dio. Questa posizione è quella sostenuta dallo stesso Madman.

— Conciliazionismo: i conciliazionisti sostengono che, sebbene la quotidianità, di per sè, non costituisca una dimensione in cui si manifestano il talento e l’estro, sia possibile ritagliare dei momenti che esulano dalla stessa lasciando spazio ad attività creative. È sostenuta in particolare da chi pretende di contaminare le cose di Dio con quelle del mondo, illudendosi che certi comportamenti non siano poi così gravi. La posizione quindi rappresenta la concretizzazione ideologica della promiscuità, riconducibile alla figura della meretrice presente nella trilogia diabolica della fine dei tempi: Tale figura è così chiamata perché cerca di accontentare tutti dicendo loro ciò che vogliono sentirsi dire e illudendosi di poter servire due signori (Dio e il diavolo).

— Identitarismo: i sostenitori di questa posizione ritengono che la vita quotidiana stessa rappresenti l’espressione del talento e dell’estro e anzi la loro assenza nella dimensione di ogni giorno rappresenti un preoccupante segnale di distanza da Dio. Quest’ultimo, infatti, concede quotidianamente nuovi sogni ed è dovere di chi ha fede in lui coltivarli. Si tratta dunque di un’idea abbracciata in particolare da coloro che hanno sviluppato una relazione personale con il Signore, lasciando fuori il determinismo e il materialismo imposto dall’ambiente esterno.

È importante comprendere che queste tre posizioni non rappresentano speculazioni filosofiche inconsistenti, ma tematiche che è necessario affrontare per evitare poi di trovarsi “a fare i conti con amore e psiche come Canova” (Salmo, Russel Crowe).

Purtroppo molte persone continuando ad essere (a volte anche credendo il contrario) separatiste stanno sprecando la propria vita in inutili crucci; in questo senso al modello capitalistico americano, per quanto perverso, va riconosciuto un merito: quello di aver spinto al superamento di ogni limite (anche se non sempre un atteggiamento di questo tipo porta al benessere). In ogni caso è preferibile all’idea che ci siano limiti insuperabili, perché quest’altra idea porta a stati depressivi. Se infatti è vero che anche l’inseguire delle ombre può portare a simili stati di malessere, è ancora più dannosa l’idea di trovarsi incatenati da un’ordine costituito, che è giusto modificare per fare la volontà di Dio, il quale non segue le stesse leggi del mondo (e dell’universo).

 

Lascia un commento

Siamo lieti che vogliate arricchire i contenuti di quest'articolo con eventuali commenti.
Per favore, considerate che i commenti saranno moderati in base a quanto indicato nella nostra comment policy.


L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code

News & Opinion Magazine del Liceo "Sciascia Fermi"