giovedì, 24 maggio 2018
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La rabbia, emozione da evitare?

La rabbia è una tra le emozioni che si manifestano più precocemente nell’uomo e, molto spesso, è causata dalla reazione a situazioni di frustrazione o costrizione (sia fisica che psicologica) che portano alla rimozione dei freni inibitori, che spesso stemperano i nostri comportamenti. In psicologia sono riconosciuti tre tipi di ira:

— La prima forma, denominata “rabbia frettolosa ed improvvisa”, da Joseph Butler, è collegata all’impulso di autoconservazione: condivisa da uomo ed animale si verifica quando il soggetto si ritiene tormentato o intrappolato;

— La seconda forma, chiamata “rabbia costante e deliberata”, è una reazione alla percezione deliberata di subire un trattamento ingiusto oppure un danno da altri soggetti. Anche questa forma è episodica;

— la terza forma è invece disposizionale, legata più a tratti caratteriali che ad istinto e cognizione. Irritabilità, villania e scontrosità sono spesso presenti in quest’accezione.

Secondo la moderna ricerca psico-sociologica la rabbia può essere indirizzata verso vari obbiettivi, quali: oggetti che provocano frustrazione; un oggetto diverso rispetto a quello da cui è provocata la frustrazione; se stessi (autolesionismo).

  

Al giorno d’oggi la rabbia risulta tra le emozioni più inibite, perché considerata incivile. Ma, spesso, il fatto di non esternarla causa effetti ancora più negativi della semplice inibizione, ad esempio: porta ad avere comportamenti passivo-aggressivi; autobiasimazione; distacco, cioè manifestare indifferenza o apparente contentezza in molte situazioni della giornata. Ma la conseguenza più grave della costante inibizione della rabbia è il rancore, sentimento che, a differenza dello scontro diretto, si protrae nel tempo.

Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro; sei tu quello che si scotta.Buddha

Apparentemente, quindi, quest’emozione sembrerebbe ritorcersi contro l’individuo sia che la si inibisca sia che la si lasci esplodere; ma non è così secondo molti studiosi moderni, i quali affermano che se si cercasse di vedere la rabbia da un’altra prospettiva, cioè come un’emozione capace di dare un’imput positivo alla risoluzione dei problemi di tutti i giorni, l’ira smetterebbe di essere uno stato negativo e ci permetterebbe anche di incanalare le nostre energie per facilitare la realizzazione dei nostri obiettivi, come anche di far valere i nostri diritti in una fase storica in cui questi ultimi vengono continuamente calpestati.

Di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente; si limitano a piangere sulla propria situazione; ma quando si arrabbiano allora si danno da fare per cambiare le cose.Malcolm X

 

 

 

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