lunedì, 16 Settembre 2019
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La parola tra λόγος e μανία.

La storia dell’uomo è sempre stata caratterizzata dalla contrapposizione tra razionalità e follia, ordine contro caos, metaforicamente lotta del bene contro il male.

La razionalità è un valore positivo che va sempre perseguito, in quanto l’intelletto è composto dalla conoscenza, da valori positivi, dall’equilibrio e dal buon senso.

Al contrario la follia è ignoranza, è disordine, è caos e non può che rappresentare il male.

La parola è lo strumento di espressione del proprio pensiero, sia essa in forma scritta o in forma orale.

La comunicazione, che avviene attraverso l’utilizzo della parola, è alla base dell’espressione umana nei rapporti interpersonali.

Oggi è evidente che tendiamo a sostituire la parola con dei veri e propri surrogati: gli emoticon (le faccine), i likes, che non solo mortificano l’importanza della parola in sè, ma ne danneggiano anche l’efficacia e la frequenza con cui essa viene utilizzata correttamente.

I mezzi di comunicazione odierni, primi fra tutti i social media, hanno contribuito a creare la crisi dei valori classici che caratterizza la società nella quale viviamo.

Quando la parola non serve come strumento per apprendere e per trasmettere il pensiero logico dell’uomo, essa genera disordine e follia.

Quando, invece, la parola è utilizzata correttamente, ossia come strumento di espressione e formazione dell’individuo, essa crea ordine e razionalità.

Ma chi sono stati i grandi intellettuali che hanno studiato e analizzato l’importanza della parola e le radici che essa possiede nel pensiero umano?

In molti si sono cimentati, ma il più grande filosofo della parola nella storia dell’uomo è stato Cicerone: il primo a considerare la parola come metodo di formazione dell’individuo nella società, e a schierarsi apertamente contro i sofisti, i cosiddetti “maestri della retorica”, che anteponevano, ieri come oggi, l’ottenimento del consenso del pubblico alla correttezza del messaggio veicolato dai propri pensieri e dalle proprie parole.

I valori dell’etica, fondamentali oggi più che mai, come la “pietas”, la “fides”, la “benevolentia”, l’ ”humanitas”, hanno le loro radici nel mondo classico.

Ma la conoscenza della parola e del pensiero, che passa attraverso gli studi classici, non va intesa come  sterile nozionismo, privo di un risvolto sociale, bensì come opportunità per favorire un ritorno ai valori nobili delle civiltà classiche e per credere in un mondo in cui il bene possa finalmente vincere sul male.

In conclusione, lo scopo della formazione di noi studenti deve essere proprio questo: vincere la follia e l’ignoranza del mondo attraverso la razionalità e la conoscenza.

 


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Salvatore Fabio
18 anni. Studente presso il liceo Sciascia Fermi, indirizzo linguistico. Instagram: @salvatorefabios

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