domenica, 25 febbraio 2018
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La moderna società dell’apparenza: risultato dell’esaltazione di modelli ed immagini irreali e dannose.

Le immagini hanno da sempre contraddistinto l’essere umano che, sin dall’antichità, ha cercato di riprodurre la propria figura ed il mondo circostante attraverso rupestri disegni: ciò testimonia la necessità di immagini, molto spesso intrinseche all’uomo stesso, che ne manifestano la maggiore capacità razionale: l’astrazione. L’uomo ha infatti bisogno di astrarre, nutrendosi di concetti ed idee che rispecchiano solo in parte la realtà da cui sono tratti.

Possiamo dunque affermare che vi sia un necessario dualismo tra immagine e concetto che , relativamente alle diverse epoche, ha visto prevalere l’uno o l’altro. Il Medioevo è per esempio l’epoca della supremazia del concetto sull’immagine, quest’ultima era infatti esclusivamente un tramite allegorico; successivamente il Rinascimento, attraverso la rivalorizzazione dei modelli classici, ha creato un nuovo equilibrio, rendendo parte attiva l’immagine e la perfetta forma, che rispecchiavano però concetti e ideali di bellezza. Il Barocco testimonia invece un nuovo squilibrio in cui parte predominante è l’immagine che rispecchia l’assenza di idee e contenuti( poichè diventa funzione di se stessa): la forma diventa quindi l’unico elemento artistico.

La nostra epoca è per molti aspetti assimilabile all’epoca seicentesca: possiamo infatti osservare come la società si stia confacendo a modelli omologati ed omologanti e dannosi, che, attraverso immagini false e surreali, trasmettono una pochezza di idee contenuti che scoraggia l’individuo al pensiero. A differenza del Barocco le immagini di oggi sono omologate e diffuse, e non elitarie, grazie alla globalizzazione e ai moderni mezzi di comunicazione: la televisione è forse il più distruttivo ed omologante in quanto, attraverso precisi modelli ed immagini, che appaiono giuste e perfette, essa causa la distruzione dell’individuo stesso in favore della logica consumistico-edonistica:

Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ida cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè come dicevo – i suoi modelli : che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un « uomo che consuma », ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo.

Le immagini che vengono trasmesse attraverso la televisione e i vari mezzi di comunicazione non sono però dannosi solo in quanto omologanti, ma anche irreali: i modelli sono infatti contraddistinti e permeati da una logica edonistica che tende all’esaltazione di ciò che, secondo la nuova cultura industrializzata , è necessario per raggiungere la felicità, e dei modelli stessi; questi vengono dunque amplificati ed estremizzati, rappresentando una realtà dalla quale essi stessi si distaccano. Ciò comporta la nascita di una continua insoddisfazione nell’individuo che aspira ai modelli definiti giusti, alle immagini rappresentate come perfette, ignorando che queste sono figura della massima imperfezione e ingiustizia.

I mezzi di comunicazione impongono dunque vere e proprie ideologie che non vengono però interfacciate e confrontate, ma poste come modelli assoluti ed assolutistici di cui massimo tramite è la televisione:

È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre…Pier Paolo Pasolini, Acculturazione ed acculturazione, Corriere della Sera

Il riflesso dei distorti modelli e delle irreali immagini causa nella società sì una distruzione degli individualismi a favore di un collettivismo forgiato dall’unione dei disuniti con se stessi, ma anche la nascita di profonde convinzioni che si radicano nel pensare comune: la forse più grande convinzione è rappresentata ed imposta dalla logica edonistico-industriale che pervade le nostre menti. L’innalzamento dei falsi modelli ci porta infatti a farci vedere ed a vederci felici e sereni, indipendentemente dalla verità dello stesso stato d’animo, generando e creando di fatto la società dell’apparenza, basata su una logica consumistica:

è ragionevole sostenere che negli ultimi 20 anni cifre impressionanti rispetto ai redditi sono finite in “futilità” o comunque in oggetti non necessari acquistati esclusivamente per apparire. Dunque l’apparenza è diventata un bisogno primario dell’uomo contemporaneo che vuole costruirsi una maschera pirandelliana per sembrare più adeguato o conforme e comunque meglio amalgamabile nella società dell’immagine.Francesco Rossolini, La supremazia dell'immagine nuova forma di dittatura di dittatura, 05 Maggio 2009

Gli individui cercano dunque di primeggiare nei modelli imposti, assimilandosi sempre più alle vuote ed illusorie immagini e spersonalizzandosi; il loro pensiero viene dunque plagiato ed influenzato dal consumismo, e dalla globalizzazione che ne amplifica gli effetti : si viene quindi a creare una società formata da individui omologhi che rispondono esclusivamente alla precedenti logiche e che tralasciano la cultura e l’introspezione per diventare “schiavi del ventre”(ventri oboedientes).

Possiamo quindi affermare come le moderne immagini non si limitino esclusivamente a prevalere sui concetti e sulle idee da esse stesse rappresentate, ma cerchino di scoraggiare un possibile discernimento o riflessione che ne svelerebbe la fredda e buia solitudine di cui esse stesse si fanno portatrici:

Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualistica che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricchezza malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata.Papa Francesco
.

Siamo infine in grado di osservare che il moderno modello stia incontrando ostacoli  rappresentati dalla nascita di tendenze indipendentisti e dalla rinascita della destra(che si pongono ostili alla globalizzazione ed ad un’unità dei valori progressisti definiti dalla società come sacri), ed è curioso pensare come, attraverso movimenti individualistici che generano gruppi separatisti, vengano ricreati i modelli collettivi, oggi profondamente distrutti dalla superficiale unità che cela la più profonda solitudine.

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