domenica, 25 febbraio 2018
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Jean Todt: “Difficilmente si tornerà ai motori V10/V12.”

In un intervento rilasciato poco dopo i test di Barcellona in vista dell’inizio della stagione di Formula Uno 2017, Jean Todt ha ribadito come sarà davvero difficile pensare di tornare ai motori V10 di circa dieci anni fa. Le ragioni di tale dichiarazione vanno ricercate in un contratto della FIA, firmato 2014, che stabilisce l’obbligo dell’utilizzo dei nuovi motori turbo V6 fino alla stagione 2020, tutto ciò collegato allo sviluppo della tecnologia moderna, che mira sempre più all’ecologia ed al risparmio.

Infatti, lo stesso Todt ha affermato che “Quando si vede porre tante volte l’accento sul rischio dei cambiamenti climatici o dell’inquinamento, si sente la responsabilità di partecipare alla ricerca della soluzione. Una gara di F1 fa meno danni di un areo che da Parigi va a New York. Ma dobbiamo comunque essere un esempio. Di conseguenza difficilmente si tornerà ai motori V10 o V12. Sarebbe una strada impossibile da accettare per la società. Anzi sono altresì convinto che se proponessi ai costruttori i propulsori di una decina di anni fa, minimo tre o quattro andrebbero via”. 

Da ciò si comprende come l’obiettivo da parte della FIA sia quello di coniugare la modernità delle monoposto di oggi al risparmio e alla preservazione, conducendo ad un dispendio intelligente che non concorra, almeno non in maniera netta ed evidente, alla penetrazione dei rischi di inquinamento o di cambiamenti del clima.

Tuttavia, in seguito al rilascio di questa dichiarazione, non sono mancati i rumors: infatti, molti appassionati di corse di Formula Uno, forse per nostalgia, ma non riescono ad adattarsi alle nuove power unit, che, nonostante permettano di demolire costantemente, anno dopo anno, i tempi sul giro, non trasmettono più i brividi di 15 o 20 anni fa, con un sound molto meno accattivante e penetrante, che invece contraddistingueva le monoposto dei tempi d’oro di Schumacher e le faceva entrare nel cuore del pubblico.

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