domenica, 21 ottobre 2018
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Irreversible: capolavoro o violenza gratuita?

Il film Irréversible (2002), scritto e diretto dal regista argentino Gaspar Noé e interpretato da Vincent Cassel e Monica Bellucci, è stato uno dei film più controversi del nuovo millennio.

Il film, costruito sul modello dei rape and revenge movie ripercorre la giornata di Alex (M. Bellucci) e Marcus (V. Cassel), coppia di fidanzati e di Pierre (Albert Dupontel); cronologicamente il film inizia mostrando la coppia in atteggiamenti intimi che aspetta l’amico Pierre, ex fidanzato di Alex, per recarsi insieme ad una festa. Segue un tragitto in metropolitana animato da una discussione abbastanza scottante, poi l’arrivo alla festa, dove Marcus fa uso di cocaina e si comporta in modo sconnesso. Alex, non gradendo l’atteggiamento del compagno, abbandona la festa, ma in un sottopassaggio subisce uno stupro brutale da parte di un omosessuale che gestisce il traffico di prostitute transessuali. Marcus vedendo le condizioni della compagna viene accecato dalla rabbia e, in preda ad un delirio causato anche dall’uso di droga si reca insieme all’amico Pierre in un locale gay, il Rectum, dove i due massacrano brutalmente il presunto colpevole. La vicenda si conclude con l’arrivo della polizia che arresta Pierre, mentre Marcus, ferito ad un braccio, viene portato in ospedale.

Ma la particolarità di questo film risiede nel fatto che la storia viene raccontata a partire dall’epilogo per arrivare alla situazione iniziale (il regista si è chiaramente ispirato al film Memento del regista fantasy Christopher Nolan). Tutto il film è infatti caratterizzato da un estremo stravolgimento del tempo, anche grazie ad atmosfere che danno allo spettatore la sensazione di trovarsi nell’eternità dell’inferno.

Il tema principale di questo film è il piacere. Infatti si apre con due personaggi esterni alla vicenda che dialogano. Il più vecchio racconta al più giovane di essere stato in carcere per aver violentato la figlia; questo replica tranquillizzando l’altro uomo e dicendogli che l’unico obiettivo da perseguire è la ricerca del piacere. Il piacere viene quindi descritto all’interno del film in modo distorto, poiché viene sempre associato alla violenza.

Si tratta di uno dei film più angoscianti che esistano, merito anche degli effetti audio che, insieme all’atmosfera lugubre, quasi infernale, mettono lo spettatore estremamente a disagio. Nella scena del massacro nel locale gay si crea un’atmosfera talmente insopportabile che, come fa notare lo youtuber ShivaProduzioni, lo spettatore desidera che la sequenza si concluda in qualunque modo anche se non sa ancora cosa sia successo precisamente, per il modo in cui è costruito l’intreccio.

Nell’audio, che dà la sensazione di “discesa negli inferi”, sono state inserite, inoltre, frequenze a 28Hz, simili a quelle che si producono durante i terremoti. Esse, quasi impercettibili all’orecchio umano, hanno un effetto estremamente subliminale e causano disagio, mal di testa e nausea,

Ma allora si tratta di un capolavoro? Assolutamente no.

Potremmo definirlo un film clickbait, per usare un termine proveniente dal gergo del web, che cerca solo di creare scandalo. Dalla propaganda che è stata fatta alla sua uscita (in cui si annunciava la scena di stupro di ben 9 minuti) si poteva benissimo capire come il film avesse l’obiettivo di far parlare di sè. Ed è riuscito benissimo in quest’intento “andando a nozze con i mass-media” (Mereghetti).

Inoltre si tratta di un film estremamente omofobo, dove i gay vengono descritti come depravati totali e masochisti. Il regista, come si può anche capire dal suo aspetto fisico, è una persona laida, che ha sfornato un prodotto che cerca di mascherare la vuotezza di contenuti con la rappresentazione esplicita della violenza.

Il regista inoltre fa un inutile “sfoggio di tecnica” (Mereghetti): il film è caratterizzato da continui pianisequenza, ottenuti attraverso un’abile montaggio, usati per accrescere nello spettatore il malessere fisico (si faccia riferimento alla scena della sanguinosa vendetta a colpi di estintore e quella dello stupro nel sottopassaggio). Inoltre Noè, volendo esagerare con movimenti di macchina assurdi, che causano vertigini e capogiri, finisce per non inquadrare niente.

Deprecabili le “citazioni cinefile cui abboccano solo i polli” (Mereghetti): nella stanza da letto della coppia compaiono i manifesti di 2001: Odissea nello spazio e Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, che niente ha da spartire con Gaspar Noè, così come deprecabile è il doppiaggio in italiano di Monica Bellucci, che sembra parlare una lingua est-europea e diventa accettabile solo quando le viene impedito a forza di parlare

Come detto prima nella seconda parte del film, quella che ripercorre la “quotidianità” della coppia non può non trasparire la mancanza di contenuti del film, caratterizzato da pochi personaggi per spostare l’attenzione dello spettatore sulla crudeltà delle azioni rappresentate.

Tuttavia, anche le cose peggiori spesso includono contenuti salvabili ed il merito di questo film è quello di smontare la mentalità diffusasi a partire dagli anni ’70 che legittima qualunque comportamento sessuale, e smonta l’idea, di derivazione orientale, che il piacere fisico possa essere un mezzo di elevazione spirituale mostrando come anche le forme di sessualità più delicate siano in realtà un atto di sottomissione che non può prescindere dalla violenza.

In conclusione un film da guardare una volta per provare l’effetto di shock della prima visione e per avere un esempio del livello di degenerazione a cui può arrivare il cinema.

 

 

One thought on “Irreversible: capolavoro o violenza gratuita?

  1. È un film che vuole apparire, che vuole far parlare di sé, nullaltro si può dire. Nasce nel nostro periodo moderno, che ricordo, è un periodo nichilista, di mancanza di valori e di assuefazione al sesso, alla violenza, alla stupidità ad ogni costo. Queste cose si cercano per anestetizzarsi per dimenticare il nulla da cui è pervasa la vita moderna. È questa la vera crisi, il resto sono solo fenomenologie. Ogni strumento che abbiamo viene stravolto nella sua essenza intrinseca ed utilizzato per ciò che non è, com’è avvenuto sin dall’inizio dei tempi quando il mondo è stato posto in essere in dimenticanza dell’essere.
    Certo potremmo parlare del film, dal punto di vista della tecnica cinematografica: dei continui pianisequenza, dell’abile montaggio, tutti usati per accrescere nello spettatore una sensazione di malessere fisico. I continui movimenti di macchina, al limite del parossismo, che causano capogiri, finisce per inquadrare il niente. Dal punto di vista concettuale esprime il nulla insito ormai nella nostra epoca, quindi perfettamente in accordo con i tempi un’era di generale dissoluzione.
    Non ci si poteva aspettare altro. La forma è il contenuto come diceva Mc Luhan aspettarsi altro sarebbe inutile, anche se le conseguenze sono tragiche.

    Comunque caro Tiziano, l’articolo è molto bello scritto con perizia linguistica e semantica, complimenti.

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