giovedì, 24 maggio 2018
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Il solitario di Providence e il suo folle universo

Il 20 Agosto 1890 nacque a Providence Howard Phillips Lovecraft,uno tra i più importanti scrittori del secolo scorso, nonché importante esponente, insieme ad Edgar Allan Poe, della letteratura horror (caratterizzata da una contaminazione della realtà quotidiana con elementi dark fantasy e fantascientifici). si può ritrovare un’accuratissima, nonché breve, descrizione dello scrittore nell’introduzione alla raccolta di tutti i racconti lovecraftiani fatta da Giuseppe Lippi:

ama il mondo greco-romano, non il presente industrioso; riverisce il Settecento coloniale, non l’indipendentismo di “queste colonie di rivoltosi”; è anglofilo, antiyankee, insofferente al modernismo.

Lovecraft, dopo un’infanzia ed un’adolescenza all’insegna di lutti, miseria e costanti esaurimenti nervosi, si immette altrettanto difficilmente nella maggiore età definendola un “inferno”, perché la gioia dell’infanzia non si riesce più ad agguantare. In questo periodo comincia a scrivere i suoi racconti maturi (in gioventù aveva scritto alcune poesie) e collabora con alcune riviste, tra le quali Weird Tales. Dopo che conobbe e sposò Sonia Haft Greene sembrò aprirsi  una parentesi, nella sua vita tormentata, di relativa tranquillità. Purtroppo questo periodo non durò a lungo a causa di una nuova ricaduta economica e dello scontro tra la sua indole antisemita e la realtà multiculturale di New York. Ritornato nella nativa Providence, comincia l’ultima parte della sua esperienza letteraria (composizione del Ciclo di Cthulhu) e della sua vita, che si concluderà, per un cancro all’intestino, il 15 marzo 1937.

L’esperienza letteraria del”solitario di Providence” è stata suddivisa dai critici in tre fasi: la fase delle storie macabre, periodo in cui fu influenzato dallo stile di Edgar Allan Poe, caratterizzato dalle atmosfere inquietanti e le paure latenti che evoca; la fase delle storie oniriche, periodo caratterizzato dall’influenza esercitata sull’autore dalle opere di Lord Dunsany con la loro schiera di dei viventi in un mondo immaginario; la fase del “Ciclo di Cthulhu”, sicuramente caratterizzato dall’influenza di  Arthur Machen e dei suoi racconti sulla sopravvivenza di un male antico in un’ambientazione moderna e realistica.

Cthulhu

I temi letterari che si ritrovano con più frequenza nelle opere lovecraftiane sono:

— La conoscenza proibita (secondo alcuni critici riflesso del disprezzo del mondo da parte dello scrittore), la ricerca di questo sapere guida le azioni di molti personaggi principali,tuttavia, per quanto la ricerca sia condotta in maniera eroica, alla fine la sanità mentale degli stessi ricercatori ne risente moltissimo, tant’è vero che man mano che si avvicinano al loro obiettivo e formulano il “quadro d’insieme” le possibilità di impazzire si moltiplicano;

— Il destino e il pessimismo cosmico, i personaggi di Lovecraft non possono sottrarsi al destino, ma se si presentano occasioni per sfuggirgli, delle entità sovrumane si oppongono affinché ciò non avvenga. È presente anche una forma particolare di pessimismo, definito cosmicismo,che consiste nel vedere gli umani come delle pedine insignificanti sovrastate da poteri infinitamente superiori;

— La civiltà, Lovecraft fu influenzato dai filosofi Oswald Spengler e Friedrich Nietzsche riguardo la lotta tra la civiltà e la barbarie, infatti molti dei suoi personaggi sono degli studiosi, intellettuali, che spesso vengono progressivamente maledetti da forze oscure;

— Il razzismo è anche un tema molto presente nei racconti lovecraftiani, lo scrittore esalta la “razza bianca” mentre disprezza le persone di colore o gli ebrei. Tuttavia secondo i critici la sua era una visione che si conformava al suo tempo, come dimostra il disprezzo dimostrato nei confronti delle azioni del regime nazista;

— Le donne, anche i membri del gentil sesso non vengono viste positivamente dall’autore, molto spesso, infatti, le donne sono antagoniste o, comunque, figure che non aiutano i vari protagonisti;

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— La religione, sebbene H.P. Lovecraft si dichiarasse ateo, nella sua narrativa emerge una sorta di misoteismo, infatti i suoi personaggi non credono in una forza superiore che li supporta e protegge. gli scenari creati dal solitario di Providence sono governati da diverse divinità che sono indifferenti, se non ostili, all’umanità;

— Ultimo importante tema è quello del sogno, che molto spesso costituisce il punto di partenza per i racconti di Lovecraft.

 

Da tutte le notizie qui raccolte si può notare come l’orizzonte che fa da sfondo all’uomo Lovecraft,e al suo mondo folle e perverso, sia un orizzonte sostanzialmente privo di senso. L’orizzonte tipico dell’uomo del Novecento che vede il declino inesorabile della modernità e abbraccia, con fredda consapevolezza, la nitzchiana morte di Dio e la secolarizzazione del mondo. Lo fa freddamente: questa è la salvezza dell’uomo Lovecraft, di fronte invece alla deriva personale del maestro Nietzche. Lovecraft riversa tutto il magma di follia nel suo immaginario, che è, di fatto, un immaginario malato e perverso. Ma lui rimane cinicamente integro fino alla fine dei suoi giorni.

In un universo senza scopo, tutto è uguale e nulla vale la pena di un serio pensiero. Non ci resta che cogliere ciò che preferiamo e sorridere, rendendoci conto che dove non esistono autentiche direzioni l’una vale l’altra. Ed è meglio non cadere nell’assurdo eccitandosi o dandosi alla violenza, alle aberrazioni e ai comportamenti antisociali a causa di qualche illusoria sciocchezza. Nulla è importante, ma forse è più confortevole mantenere la calma e non interferire con gli altri.H.P. Lovecraft

 

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