Il potere delle droghe (parte 1) – Lyceum
venerdì, 17 agosto 2018
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Il potere delle droghe (parte 1)

Le droghe sono state sempre utilizzate e venerate dall’uomo per i loro effetti psicotropi. Ogni sostanza ha degli effetti diversi sulla mente umana ma negli ultimi anni stanno nascendo droghe sintetiche sempre più disparate e raffinate che presentano maggiori effetti, a volte molto dannosi. Analizziamo dunque le più famose ed i loro effetti:

CANNABIS(THC):

Si hanno prove di coltivazione della cannabis sin dal Neolitico, veniva inoltre largamente coltivata nelle repubbliche marinare italiane, negli Stati Uniti, ed in molte zone del mondo per la sua grande versatilità tessile (veniva inoltre usata per produrre carta). Il principio attivo della Cannabis è il THC (Delta-9-tetraidrocannabinolo) che causa il rilascio di dopamina con un conseguente stato di euforia, rilassamento, percezione spazio-temporale alterata; alterazioni uditive, olfattive e visive, ansia, disorientamento, stanchezza, e stimolazione dell’appetito. La DL (Dose Letale) è di 225 grammi che dovrebbero essere assunti in un tempo molto breve per causare un’overdose da THC. Gli studiosi ancora non sono concordi sugli effetti a lungo termine della sostanza: alcuni infatti affermano che il THC causi la perdita di neuroni nella zona dell’ippocampo mentre altri ne affermano le proprietà antinfiammatorie.

COCAINA(benzoilmetilecgonina)

La cocaina è una sostanza stupefacente, vasocostrittrice ed anestetica, sviluppata a partire dalle foglie della coca (Erythroxylum coca), pianta originaria del Sud America. La coca era già largamente usata dai nativi americani nei rituali religiosi che prevedevano pratiche sacrificali come anestetico. Dopo la scoperta dell’ America nel 1492, gli europei si diedero subito al commercio della coca , viste le sue proprietà di anestetico e di inibitore della fame e della fatica, che venne tassato. Il principio attivo(benzoilmetilecgonina) venne però isolato solamente nel 1860 da uno studente tedesco. La cocaina agisce dunque sul nostro sistema nervoso centrale inibendo le proteine adibite al trasporto di monoammine generando così un aumento della concentrazione degli stessi. Aumenta così soprattutto la concentrazione di dopamina. La cocaina genere una forte dipendenza fisica e psicologica; il suo uso prolungato favorisce l’insorgere di arterosclerosi, trombosi da aumento dell’aggregabilità piastrinica, infarto miocardico, ipertensione arteriosa e deficit del sistema immunitario ed importanti disturbi psichici.

OPPIACEI (Oppio, Morfina, Eroina)

Oppio

L’oppio si ricava dal lattice dei semi immaturi del Papaver somniferum. Le proprietà stupefacenti del Papavero erano note sin dai Sumeri nel 5000 a.C.; venne poi introdotto nella società egizia. Tra i greci Ippocrate consigliava l’utilizzo dell’oppio mentre, nel mondo romano, venne introdotto da Andromaco che inventò la teriaca, un medicinale con una discreta quantità di oppio, di cui si serviva lo stesso Marco Aurelio. L’oppio è ricco di sostanze alcaloidi (morfina, codeina, tebaina, papaverina, noscapina, narceina) che hanno effetti analgesici e spasmotici. Essendo un sedativo rallenta i riflessi aumentando l’euforia e la resistenza al dolore fisico.Un uso prolungato può causare ascessi, collasso delle vene, malattie al fegato e in rari casi polmonite, oltre ad un indebolimento del sistema immunitario.

Morfina

Dall’oppio viene inoltre estratto il suo maggiore principio attivo alcaloide: la morfina. In medicina viene utilizzato come analgesico acuto e cronico; la sostanza causa forte tolleranza e assuefazione, instaurando una dipendenza psicologica. Venne scoperta ed isolata nel dicembre 1804 a Padeborn da Friedrich Sertürner. Gli effetti della morfina sono riconducibili agli effetti dell’oppio( essendone il suo maggiore principio attivo): euforia, bassa reattività psicofisica, rilassatezza ecc…

Eroina

L’eroina viene prodotta da una raffinazione della morfina ed è nota come Diamorfina. Viene ottenuta dalla reazione tra la morfina e l’anidride acetica. Fu sintetizzata per la prima volta dal ricercatore britannico C.R. Wright nel 1874. Inizialmente non si riteneva che l’eroina causasse dipendenza mentre il suo effetto è di gran lunga superiore al principio attivo da cui deriva. Venne così presto bandita dal mercato dei farmaci in cui la Bayer l’aveva introdotta. L’eroina si divide in tre varietà commerciali: eroina bianca, è questa la varietà più raffinata con una purezza che si aggira intorno al 90%; eroina base, è meno raffinata ( richiede 3 processi di raffinazione contro i 4 della bianca) e si presenta di colore marrone; non essendo un sale non è facilmente solubile ed ha una purezza che si aggira tra il 20% ed il 50%; black tar, di colore nero, ha origine più recenti(Messico 1980) ed è di qualità e purezza inferiore rispetto alle due varianti già espresse. L’eroina è una delle droghe che genera maggiore dipendenza e danni collaterali: può infatti causare gravi immunodeficienze , disturbi epatici, respiratori e cardiaci, collasso venoso, gravi ascessi cutanei, trombosi venosa, stipsi cronica, irregolarità mestruale e infertilità nelle donne, impotenza negli uomini, malsane abitudini alimentari, perdita di peso, forti disturbi emotivi e cognitivi. Crea inoltre una forte dipendenza fisica e mentale: dal punto di vista fisico si sviluppa grande tolleranza che fa svanire l’effetto euforico ma, nonostante ciò, il corpo si abitua così tanto alla presenza di tale sostanza da non poterne fare a meno; dal punto di vista mentale i pensieri dell’eroinomane sono completamente rivolti all’ottenimento dell’eroina. Ciò comporta una crisi d’astinenza in chi usa tale sostanza dopo già poche ore.

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