domenica, 25 febbraio 2018
Home > Cultura > Arte > Il lamento per Icaro, la visione tragica dei limiti umani

Il lamento per Icaro, la visione tragica dei limiti umani

Il lamento per Icaro è un dipinto di Herbert James Draper, pittore vittoriano. L’opera, espressione del decadentismo, venne realizzata nel 1898, i personaggi e il paesaggio riflettono la volontà dell’autore di dare vita a immagini inconsuete e a forme preziose. L’opera trae origine dal mito di Dedalo e Icaro, l’artista dopo aver colto le tematiche essenziali della vicenda, le rielaborò creando una visione ideale del giovane defunto. Icaro insieme al padre, tenta di liberarsi dal labirinto in cui Minosse lo ha rinchiuso, servendosi delle ali costruite da Dedalo. Durante la fuga, decide di avvicinarsi al sole, facendo scogliere la cera che tiene unite le piume, provocando la sua morte. E’ evidente come il ruolo del protagonista richiami alla mente i rischi in cui incorre l’uomo ambizioso: l’inestinguibile aspirazione di cui Icaro cade preda non è in tal caso il vuoto ed egocentrico desiderio di affermarsi e distinguersi, piuttosto il personaggi intende migliorare la propria condizione, segue il legittimo proposito di elevarsi, di accedere a un gradino di conoscenza fino ad adesso precluso.

Nell’attimo in cui è in procinto di superare i confini dell’essere umano e di entrare nella sfera mistica del divino, subentra il fallimento, il calore del sole disfa le ali e Icaro precipita, come punizione per aver tentato di  travalicare i limiti prestabiliti. Draper conferisce dignità alla figura di Icaro, il giovane è raffigurato disteso su uno scoglio, avvolto in un sudario e accolto dalle sirene. Nonostante la rovinosa caduta del personaggio, il suo corpo è intatto, come se, sorpreso da un improvviso cedimento delle forze fisiche, si fosse addormentato sullo scoglio.

Il corpo languido è l’impronta del malinconico sentimentalismo dell’autore, l’ostentato abbandona di Icaro è il segno che il progetto è fallito. Il paesaggio si colora di tinte scure, tonalità di porpora e ocra circondano l’accaduto, e accompagnano le sfumature delle piume, annerite per le bruciature. Il fisico bruno e incorrotto del giovane suggerisce come Draper abbia voluto risarcire l’ambizione di Icaro, concedendogli di mantenere le sue migliori sembianze. Le sirene intonano un lamento per il defunto, una di loro impugna una lira, le altre lo accerchiano e lo sostengono dalle braccia. La carnagione dei personaggi femminili è chiarissima in contrasto con la patina bronzea che distingue il protagonista.

Sullo sfondo i raggi del sole illuminano la scogliera; la striscia di luce rappresenta l’agente imperscrutabile che ha determinato la fine del giovane, esso racchiude in sé la presenza di una volontà sconosciuta e inviolabile. Le barriere da vincere si palesano insuperabili un istante prima della sconfitta; tentando di assecondare la propria curiosità, Icaro non fa altro che procedere vero l’emancipazione umana, liberandosi dalle incertezze e dai timori sterili dell’ignoranza; la costruzione delle ali è la tecnica che l’uomo padroneggia, il volo è il compimento del disegno originario, le iniziative non si esauriscono in se stesse ma trovano sfogo nel concreto del progetto, infine l’autore commette un errore e trova la morte. Quest’ultimo passo rappresenta la condanna di Icaro, istantaneamente provvisto di un arbitrio divino che inseguito ha provocato la sua fine.

Lascia un commento

Siamo lieti che vogliate arricchire i contenuti di quest'articolo con eventuali commenti.
Per favore, considerate che i commenti saranno moderati in base a quanto indicato nella nostra comment policy.


L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code

News & Opinion Magazine del Liceo "Sciascia Fermi"