martedì, 13 novembre 2018
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Il Giovane Holden, riflesso di una gioventù incerta

Prendete uno molto bello, o uno che si crede proprio un fenomeno, be’, sta sempre a chiedervi di fargli un grosso favore. Siccome si amano follemente, credono che li amiate follemente anche voi, e che moriate dalla voglia di fargli un favoreJerome David Salinger, Il Giovane Holden

Correva l’anno 1951 quando Jerome David Salinger, scrittore statunitense tra i più famosi ed influenti, dava alle stampe il suo romanzo più famoso: “Il Giovane Holden” (“The Catcher in the Rye”). Il Giovane Holden è l’esempio più famoso, assieme al “David Copperfield” di Dickens, di quel filone letterario definito come “romanzo di formazione”, di quei romanzi cioè che mettono l’accento sulla maturazione psicologica e/o fisica dei personaggi e dunque sul loro passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Il titolo originale dell’opera “The Catcher in the Rye” fa riferimento ad una canzone scozzese di Robert Burns al cui significato si fa varie volte riferimento nel romanzo

Gin a body meet a body
Coming thro’ the rye,
Gin a body kiss a body
Need a body cry?

Il titolo originale è infatti un evidente storpiatura del secondo verso applicata involontariamente dal protagonista nel momento in cui la sorella gli pone la fatidica e tanto temuta domanda: “Cosa vorresti fare da grande?” a cui Holden risponde “colui che salva i bambini, afferrandoli un attimo prima che cadano nel burrone, mentre giocano in un campo di segale”.  L’espressione inglese, per quanto strana, è formata da diversi termini che appartengono al lessico comune: “catcher” sta ad indicare il ruolo del ricevitore nel baseball mentre il termine “rye” si collega al rye whiskey, un alcolico che secondo le leggi statunitensi deve essere prodotto con almeno il 51 % di segale. Data la complessità dell’immagine, difficilmente traducibile in italiano, i traduttori hanno deciso di dare all’opera un titolo sicuramente molto diverso da quello originale ma che non storpiasse il significato generale dell’opera. Altra peculiarità “tecnica” dell’opera di Salinger risiede nella copertina del romanzo, volutamente bianca in ogni edizione in modo che il libro venisse scelto solo in base al contenuto e alla sua fama.

Io abito a New York, e pensavo al laghetto di Central Park, vicino a Central Park South. Chi sa se quando arrivavo a casa l’avrei trovato gelato, mi domandavo, e se era gelato, dove andavano le anitre? Chi sa dove andavano le anitre quando il laghetto era tutto gelato e col ghiaccio sopra. Chi sa se qualcuno andava a prenderle con un camion per portarle allo zoo o vattelappesca dove. O se volavano viaJerome David Salinger, Il Giovane Holden

Il romanzo segue la storia, nell’arco temporale di una settimana, del giovane Holden Caulfield espulso dalla scuola di preparazione al college a causa del suo rendimento pessimo e che decide, dopo una lite con un professore e con uno dei suoi compagni, di ritornare in anticipo a New York senza avvisare i suoi genitori. In cerca di un luogo in cui stare,che corrisponderà sempre a squallidi motel e ad altre sistemazioni fortuite, e di compagnia che ritroverà in un vecchio amico del college Holden trascorrerà la sua settimana girovagando per la Grande Mela, venendo truffato e riflettendo sul proprio passato e su quella maturazione che egli sente in corso. Le vicende, narrate in prima persona dal protagonista, si aprono in una cittadina della Pennsylvania dove ha sede la scuola di preparazione al college frequentata da Holden e fanno sicuramente riferimento ad una parte della biografia dell’autore che aveva in gioventù frequentato un’accademia militare a Wayne, nel medesimo stato. Gran parte della narrazione è ambientata poi a New York ed in particolar modo nel quartiere di Manhattan, dove Salinger nacque e visse gran parte della sua vita.

Il personaggio protagonista del romanzo, Holden Caulfield, è entrato sin dall’uscita del romanzo nella culturale di massa tanto da venir ad oggi riconosciuto come il simbolo dell’insofferenza e della ribellione giovanile, delle incertezze dell’adolescenza e di quel sentimento di forte disillusione e odio che è presente in molti giovani che non riescono ad adattarsi e a trovare il loro posto nella società. Holden viene descritto, o meglio si descrive, come un ragazzo di sedici anni, alto, magro e con uno spiccato senso critico che lo fa apparire più maturo dei suoi coetanei; per quanto riguarda l’ambiente a lui circostante (amici, parenti ecc.) Holden decide di non fornici nessuna descrizione poichè se l’avrebbe fatto sarebbe apparso a suo giudizio “troppo dickensiano e melenso” (con chiaro riferimento al romanzo “David Copperfield” dello scrittore inglese Charles Dickens).

I temi trattati da Salinger nel corso del romanzo sono molteplici e fanno tutti riferimento alla sfera dei sentimenti legati al cambiamento ed alla crescita: come la solitudine che scaturisce in Holden quando decide di abbandonare tutto e di girovagare come un vagabondo per New York e la rabbia tipica degli adolescenti che da il via al romanzo, mettendo le basi per il “viaggio” di Holden. Quello del viaggio è uno dei temi più importanti de “Il Giovane Holden”, viaggio che si configura sia nel suo significato più comune, andando ad indicare lo spostamento fisico che il ragazzo compie muovendosi dall’accademia e New York, ma anche in un significato più interiore e simbolico: il viaggio ideale, da uno stato della vita ad un altro. Trovandosi da solo Holden ha modo di riflettere sulla sua vita e su i cambiamenti che si stanno inevitabilmente verificando sulla sua persona; e anche quando è in compagnia di vecchi amici o della sorellina Holden viene messo davanti alla realtà da questi personaggi e non può che convincersi ad accettare il fatto di star crescendo, sviluppando una nuova maturità.

 

A chi precipita non è permesso di accorgersi né di sentirsi quando tocca il fondo. Continua soltanto a precipitare giú. Questa bella combinazione è destinata agli uomini che, in un momento o nell’altro della loro vita, hanno cercato qualcosa che il loro ambiente non poteva dargli. O che loro pensavano che il loro ambiente non potesse dargli. Sicché hanno smesso di cercare. Hanno smesso prima ancora di avere veramente cominciatoJerome David Salinger, Il Giovane Holden

Oltre che un romanzo sull’adolescenza e sul cambiamento “The Catcher in the Rye” può essere considerato anche un romanzo sulla disillusione, sulla sfiducia che nasce in un adolescente che si trova a fare i conti con il mondo degli adulti. Holden viene messo davanti alla nuova vita che dovrà scegliere, a quel mondo tanto distante e tanto spietato che è quello dei grandi e, in nome dell’incertezza che caratterizza ogni adolescente ne sfugge senza sapere neanche lui di starne sfuggendo. Egli infatti si rifugia continuamente lontano dai propri genitori dando l’impressione, da un punto di vista metaforico, di voler sfuggire da quel futuro che adesso sente avvicinarsi ed è ironico come verso la fine del romanzo sia una bambina di 10 anni a farlo tornare alla realtà e nessuno di quegli adulti tanto saggi che con le loro prediche non hanno fatto altro che alimentare sempre più la sua insofferenza.

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