Il crollo di casa Usher, capolavoro gotico – Lyceum
venerdì, 17 agosto 2018
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Il crollo di casa Usher, capolavoro gotico

Il crollo di casa Usher è un racconto di Edgar Allan Poe, venne pubblicato nel 1839 dapprima sul periodico Graham’s Lady and Gentlman’s Magazine  e in seguito nella raccolta I racconti dell’arabesco e del grottesco. La  storia, narrata in prima persona, presenta evidenti tratti gotici: un castello in rovina, un proprietario eccentrico e macabro, una fine spiacevole per i personaggi, allusioni a una nobiltà terriera e decaduta che rimanda alla civiltà medievale.

                                                        

Il racconto si apre con una richiesta di aiuto al protagonista e narratore, da parte di Roderico Usher. Il protagonista si reca nell’abitazione dell’amico di infanzia, arrivato di fronte a casa Usher, si apre una lunga digressione in cui vengono descritti  il castello e i suoi dintorni; dopo avere attraversato una tetra landa, gli appare l’edificio diroccato, singolarmente desolato, attorniato da sterpaglie e dauno stagno livido.

L’autore si sofferma in particolare sui dettagli del laghetto: acque malsane, sopra le quali aleggiavano strani vapori, una scarsa vegetazione attornia la riva, chiazze di muschio che brulicavano sui bordi. Alla vista del castello, il narratore prova una strana sensazione di malessere, che dapprima pensa sia provocata dai fumi provenienti dal lago o dalla nebbia densa che circonda il luogo. Superato lo stagno arriva di fronte alla casa, particolarmente malinconica e macchiata lungo le mure da striature bluastre. Accolto l’amico, Roderico spiega il motivo della sua convocazione: una rara malattia che rende i suoi sensi particolarmente acuti, la percezione dei suoni è esasperata, e avverte una parossistica sensazione di terrore per i rumori che riconosce provenire dall’esterno.

 

Anche la sorella è in cattive condizioni di salute, e dopo pochi tempo, ritenuta defunta, viene seppellita nei sotterranei. Il giorno seguente è innaturalmente cupo, durante la notte un temporale agita Roderico, per cui l’amico comincia a leggere quello che giudica il libro preferito del padrone di casa. Il protagonista più volte si  arresta, convinto di percepire gli stessi rumori descritti dal libro. Il romanzo risulta inefficace a calmare Roderico, che preso da un grande sconforto annuncia all’amico i suoi pensieri: i boati che misteriosamente provenivano dal libro, sono reali e causati dai disperati tentavi della sorella, ancora in vita, di liberarsi dalla tomba, adesso si trova dietro l’uscio della porta. Inorridito, il protagonista assiste all’avvento della sorella di Roderico, seppellita viva, e si mette in salvo, fuori dall’abitazione. La casa in rovina, crolla, il livido stagno che sembrava attirare le macerie, sommerge ciò che resta del castello.

                                                                              

Nel racconto Poe individua nei personaggi una sorta di stato depressivo spirituale, l’eccessiva coscienza dei fatti conduce a una condizione maniacale e ossessiva, in cui le impressioni sensibili e le congetture raggiungono un livello compulsivo e patologico. Lo stile dei racconti si inserisce nella letteratura gotica, questi riguardano i particolari più raccapriccianti di tematiche come la morte, il lutto, violenti omicidi, i processi di decomposizione dei cadaveri, sepolture non necessarie.

Il crollo di casa Usher racconta un singolo evento lasciato incompleto, l’effetto di una singolare malattia di cui non si conoscono le cause. L’autore non da alcuna informazione sul passato dei personaggi, che diventano figure vuote in cui il lettore può impersonarsi, o caratteri estremamente stravaganti privi di una collocazione temporale che ne riveli origine e sviluppi. La vicenda si concentra su digressioni descrittive e su pochi avvenimenti che si concludono nel giro di due giorni. Poe utilizza questa tecnica perché il lettore possa seguire il percorso di sensazioni dei personaggi e provare l’apprensione e la malinconia di Roderico.

L’eccentricità, l’alienazione mentale e l’estraniamento dei protagonisti si riflette sulle mura della casa, avvolta da vapori spettrali e da un clima insalubre. In più l’autore criticava l’uso dell’allegoria ma credeva che significati troppo ovvi scalfissero il valore artistico dell’opera; i racconti  devono mantenere il senso profondo della vicenda appena velato, così da indurre il lettore a un’introspezione psicologica e a un’indagine etica dei personaggi. Il crollo di casa Usher vuole rappresentare il desolante degrado di un uomo, che si trasmette simbolicamente e fisicamente all’ambiente circostante. Le maniere nevrotiche e singolari di Roderico infestano il castello, contaminano l’aria e avvelenano lo stagno.

 

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