martedì, 13 novembre 2018
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Il confucianesimo, la dottrina capace di curare uno stato

La cultura cinese, insieme a quella indiana ed ebraica, è fra le più antiche che si sono susseguite nel corso dei millenni, stabilendo determinate caratteristiche che le hanno mantenute originali. In Cina, ad esempio, non si è mai originato lo scontro tra il potere ecclesiastico e quello politico, come in Occidente, perché la religione, oltre ad essere subordinata allo stato, collaborava con il potere secolare nella formazione dei cittadini piuttosto che nello sviluppo di una dimensione individualistica; infatti le diverse religioni sviluppatesi in Cina miravano esclusivamente al miglioramento della società e dello stato senza occuparsi di quali delle tante divinità venivano venerate dai cittadini, di conseguenza non esisteva una contrapposizione tra il bene assoluto (Dio) e il male assoluto (Demonio). Ed è proprio in cina che nasce una delle dottrine filosofica-religiosa-politica più longeve della storia: il CONFUCIANESIMO.

Confucio

Il fondatore di questa dottrina fu Confucio. K’ung fu tzu o maestro Kung, come doveva chiamarsi realmente, ebbe la vocazione dell’insegnamento e,aperta una scuola tradizionale in cui si insegnavano le 6 arti, iniziò le sue riflessioni sui riti e i testi antichi che approfondì durante i tre anni di lutto in onore della madre. Dopo diverse peripezie, dovute al difficile periodo in cui visse, ottenne un incarico pubblico che portò a termine così brillantemente che la sua amministrazione fu paragonata a quella dei sovrani mitici. Il successo però gli valse l’inimicizia della corte e quindi fu costretto ad allontanarsene, dopo molti anni fu riammesso a corte senza  ricevere cariche pubbliche e lì poco dopo morì.

Dopo la morte del maestro, i discepoli di Confucio raccolsero tutti i suoi insegnamenti nei Quattro LibriI Dialoghi, Il Grande Studio, L’Invariabile Mezzo e il Libro di Mencio. Secondo il confucianesimo per sanare la società dalla decadenza in cui versava era necessario restaurare gli antichi valori morali e gli usi rituali tradizionali. Per attuare questo obbiettivo era necessario rivolgersi a coloro che detenevano il potere, cioè i principi, che  si dovevano comportare come i sovrani divini dell’antichità che avevano messo al primo posto il benessere dei propri sudditi. Da  qui l’ideale del chun-tzu, ovvero l’uomo saggio che non doveva essere, per forza, nobile ma virtuoso.

Dal Figlio del Cielo all’ultimo del popolo, per tutti la cosa principale è perfezionare la propria persona.Confucio

Il perfezionamento di sé conferisce all’uomo i sentimenti di umanità, giustizia e altruismo identificato da  da Confucio col termine jen: si tratta di una virtù unica e completa in se stessa, che riassume tutta la legge morale oggettiva, definendo un modo di essere (magnanimo,benevole, sincero, ecc…) e un modo di comportarsi.

Fuori di casa comportati come quando ricevi un ospite importante.Confucio

In più vi è il li (ordine, etichetta), che rappresenta una completa dottrina sociale e morale, che si fonda sul principio dell’armonia nei rapporti umani fondamentali (che sono cinque). Quindi secondo Confucio a governare lo stato non sono gli impiegati statali, ma sono i cittadini stessi che osservano i giusti rapporti sociali; sempre in questo senso dal “lì” emerge anche il valore del hsiao (pietà familiare), che consiste nel venerare e onorare i genitori perché origine della vita.

Il confucianesimo presenta, anche, una sorta di aspetto fatalista con il particolare concetto di T’ien (Cielo), per cui, nonostante i decreti celesti siano infallibili , l’uomo rimane responsabile delle sue azioni, e queste non riescono comunque a contrastare il corso degli eventi quale è disposto dal Cielo, ma dipendono dalla malizia del suo cuore, che cerca i guadagni piuttosto che la rettitudine. Infine è necessario dire che Confucio non si ritenne mai superiore a nessuno e non affermò mai di aver creato una dottrina, bensì affermò:

Io tramando, non creo.Confucio

 

 

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