Il cinema si impegna a ricordare: la shoah nella settima arte – Lyceum
venerdì, 17 agosto 2018
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Il cinema si impegna a ricordare: la shoah nella settima arte

La prima metà del ‘900 è stata un periodo disastroso per l’umanità. Guerre e persecuzioni si abbatterono sul territorio mondiale. Una delle persecuzioni più tragiche e violente della storia del mondo avvenne proprio in questo secolo e fu quella causata dalla tragica piaga del nazismo nei confronti degli Ebrei. Tale avvenimento disastroso deve essere ricordato, in modo tale da non accadere mai più. Proprio per questo numeroso furono le testimonianze, i libri scritti e anche i film.

Riguardo la settima arte, si può benissimo affermare che, per il ricordo di tale avvenimenti, fu in prima linea, producendo nel corso della seconda metà del 900’ fino ai giorni nostri una notevole varietà di film, sia romanzati che proprio attinenti alla storia.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha decretato nel 2005 che ogni  27 Gennaio debba essere dedicato alla memoria di tale crudeltà e all’educazione delle generazioni future a possedere un mentalità aperta e non razzista, in modo tale che non avvenga più una tragedia simile.

Allora il cinema si fa portavoce in tale giornata e porta avanti il suo progetto per la memoria con la sua vasta produzione:

Anche se non direttamente concentrato sul tema della Shoah il primo film che prende di mira il nazismo è Il grande dittatore di Charlie Chaplin nel 1940, dove la figura di Charlot diventa una parodia della figura di Adolf Hitler.

C’è poi quella parte di produzione cinematografica dedicata alle figure dei bambini, dove questi sono i protagonisti e dove, nella maggior parte dei casi, sono proprio loro a denunciare con i loro gesti la crudeltà dei campi di concentramento, facendo capire, anche agli adulti, l’importanza della pace e della tolleranza. Uno dei più famosi è Il bambino con Il pigiama a righe, film del 2008 diretto da Mark Herman, simbolo di un’amicizia che va oltre la distinzione di razza, in un perido in cui questa rappresentava l’elemento più importante da prendere in considerazione. Altri sono Corri Ragazzo Corri (2013), storia molto commovente che sottolinea il coraggio di un bambino di ribellarsi ai tedeshi o ancora La chiave di Sara(2010), l’incredibile storia di una povera ragazzina che fugge da un campo di concentramento per cercare una chiave speciale: la chiave di una porta segreta dentro la cui stanza il fratellino era stato chiuso per sfuggire alla minaccia nazista. Altra piccola protagonista della Shoah è Anna Frank, di cui il diario è diventato un’importante e commovente testimonianza. I suoi sentimenti di adolescente furono messi in scena in tantissimi film e serie tv: Il diario di Anna Frank (1959),Mi ricordo Anna Frank,  diretto dall’italiano Alberto Negrin nel 2010… Altro film particolarmente commovente è Storia di una ladra di libri, tratto dall’omonimo romanzo, in cui una ragazzina tedesca adottata, con una forte passione per la lettura, decide di “salvare” quei libri destinati ad essere distrutti dai nazisti perché ritenuti “scomodi” per la “cultura nazista”. Altro film nel quale i bambini sono i protagonisti, tratto da un romanzo, è Arrivederci ragazzi, del 1987, nel quale si mette in luce l’Olocausto visto da dei bambini dietro i banchi di scuola.

Una storia particolare, invece,è quella raccontata nel romanzo di Jonathan Safran Foer e nell’omonimo film Ogni cosa è illuminata, dove non solo la tristezza della persecuzione ma anche quella dell’emigrazione viene messa in luce. Jonathan allora ripercorrerà il viaggio del nonno, che emigrò dall’Ucraina in seguito alle leggi razziali, alla ricerca della donna di cui lo stesso nonno raccontava, proprio perché fu lei a salvargli la vita.

Szpilman: Che cosa leggi? Henryk: Se ci pungete non sanguiniamo, se ci fate il solletico non ridiamo, se ci avvelenate non moriamo e se ci fate un torto non cercheremo di vendicarci. Szpilman: Molto appropriato. Henryk: Per questo lo tengo con me.Lee Nak-yon

E’ un celebre passo del film Il pianista del 2002, diretto da Roman Polański. Forte è la passione del protagonista per la musica che lo aiuterà, in un modo o nell’altro, a superare la sua esperienza nei campi di concentramento ed a sopravvivere. Si evidenzia allora come la forza della musica è più forte di tutto, tanto da aiutare un uomo a distogliere lo sguardo e la mente anche da una così terribile situazione come quella della Shoah.

Numerosi sono anche i film che mettono in luce la figura femminile nel mondo nazista. Anita B., ad esempio è la storia di una sopravvissuta alla tragedia dei lager nazisti, che cerca di andare avanti, soprattutto aiutando gli altri. Woman in Gold, invece, racconta la storia di una donna ebrea che dopo tanto tempo cerca di riappropriarsi di una quadro che gli era stato sottratto dai nazisti, quadro che rappresenta il simbolo di una libertà, ottenuta dopo tanti sacrifici e numerosi morti. Altro film famoso è Black Book, storia di una cantante ebrea di nome Rachel Stein, la quale dopo aver assistito alla morte di tutta la sua famiglia, si unirà la resistenza, diventando una spia.

Particolarmente commoventi sono quei film che come tema centrale oltre a quello della Shoah, possiedono anche quello amoroso.  Uno di questi é The Exception che racconta la storia d’amore tra una spia inglese ebrea e un soldato nazista che si ribella alla politica nazista grazie alla forza dell’amore, che supera tutto e tutti.

 

 

Una delle storie d’amore più celebri del cinema italiano,invece, è quella rappresentata nel film La vita è bella di cui il premio oscar Roberto Benigni è il protagonista. La storia di una famiglia deportata, di un padre che cerca di convincere il figlioletto che quello che gli sta succedendo è solo un gioco. Un commovente racconto, divertente per certi versi, ma con un profondo messaggio da comunicare.

Per concludere, uno dei film più famosi è sicuramente Schindler’s list, diretto da Steven Spielberg nel 1993. In esso viene messa In luce la crudeltà dell’Olocausto in maniera molto realistica e si racconta di come Oscar Schindler, grazie al sul particolare ingegno e al suo buon senso, riuscì a salvare la vita di numerosi ebrei.

Sono ancora molti i film impegnati nell’argomento della Shoah. Adesso è anche stato prodotto un cartone incentrato sulla vera storia di due sorelle (Alessandra e Tatiana Bucci) nei lager nazisti.

 

Una storia che continuerà nel tempo a venire riprodotta, quella dell’Olocausto, per formare tutta l’umanità alla pace, al rispetto ed alla tolleranza.

 

 

 

 

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