venerdì, 20 aprile 2018
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Il caso Skripal aumenta le tensioni tra la Russia e il mondo

Dal 4 Marzo, giorno in cui è avvenuto il tentato omicidio dell’ex spia russa Sergej Skripal e della figlia, in tutto il mondo, ed in particolare in Europa, sono scoppiate aspre polemiche nei confronti della nazione indicata dal Regno Unito come la più probabile colpevole del tentato omicidio: la Russia. La vicenda si è consumata in un centro commerciale di Salisbury, nel Sud dell’Inghilterra e le due vittime, dopo essere state trovate in uno stato di incoscienza e portate all’ospedale, hanno denunciato un avvelenamento da gas nervino che  secondo le nuove indagini, sarebbe stato  contenuto in qualche oggetto all’interno della valigia della figlia dell’ex 007. Da subito l’Inghilterra ha considerato l’atto un attacco nei suoi confronti, sebbene non ci siano prove del coinvolgimento russo, tuttavia è altamente improbabile un errore di contenimento del gas. Le conseguenze di questo evento sono state l’immediata espulsione di circa 120 diplomatici da 27 paesi NATO ed, in particolare si è vista un’ Europa, in gran parte, coesa nell’azione anti-russa, compresa l’ Italia.

 

Ma è stata davvero una mossa lungimirante da parte dell’ Italia seguire a ruota tutte le altre grandi potenze europee ?

“Le tensioni con la Russia possono creare danni alle nostre aziende perché tutta l’economia italiana vive di export ed è evidente che ogni tensione con alcuni Paesi crea distonie economiche su cui dobbiamo stare attenti”.Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia

Da quanto si può capire dall’affermazione del Presidente Boccia, non è stata una decisione molto felice per un’ Italia che nel 2017 ha portato la sua percentuale di importazione dalla Russia al 26%. Come molto spesso accade in Italia l’economia nazionale è stata post-posta al suo ruolo di membro dell’ UE, fatto che potrebbe implicare un calo delle vendite delle aziende italiane sul suolo russo, così com’era già accaduto con le sanzioni del 2014, costate più di 10 miliardi di mancate vendite per aziende italiane del calibro di: Pirelli, Parmalt, Enel, Buzzi Unicem, Biesse, Cnh e molte altre anche fra quelle non quotate.

Fortunatamente da qualche giorno si è manifestata la possibilità di un’ intesa tra i due pilastri del continente, UE e Russia, nel tentativo di discutere un accordo di sicurezza e cooperazione che ha un pò il sapore retrò, ricorda, infatti, gli accordi di Helsinki  con l’URSS. Ma la speranza maggiore è che questo tentativo riesca ad abbassare la tensione che, se peggiorasse, potrebbe portare a gravi conseguenze.

 

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