martedì, 13 novembre 2018
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Il cambiamento del mercato musicale con l’avvento di YouTube

La musica ha sempre caratterizzato la vita dell’uomo e ha subito un cambiamento nelle varie epoche storiche. Il cambiamento più importante si è avuto nel 1877 con l’invenzione del fonografo da parte di Thomas Edison. Con questo speciale apparecchio si potevano registrare e riprodurre i suoni  rendendo la musica accessibile in qualsiasi momento senza dover assistere alla performance. In seguito appare nello sfondo domestico il grammofono che segna l’inizio del regno dei dischi in vinile, ritornati in auge da poco presso i collezionisti.

Nel 1980 avviene la “rivoluzione del formato .mp3”, i brani in formato computerizzato cambiano a partire da quegli anni la musica in modo radicale e senza possibilità di poter tornare indietro. Dagli anni Ottanta a ora tutte le uscite discografiche sono state su CD, nel tempo è riuscito ad ottenere una vasta fama per comodità pratica e alla capacità di limitare i problemi dati da graffi e impronte.

Al giorno d’oggi il mercato musicale non si occupa solo della vendita di album o della gestione di un canale ma si occupa soprattutto di rendere i vari brani disponibili nell’immediato. È con l’affermarsi di tali servizi online che nel 2014 è avvenuto il definitivo sorpasso dei proventi derivanti dalla dimensione digitale sui ricavi provenienti dalla vendita di supporti fisici a livello globale.

Un modo per rendere immediati tali contenuti è rappresentato dalla piattaforma web fondata nel 2005, YouTube. Il servizio, di proprietà di Google, viene usato quotidianamente dall’82% dei suoi visitatore per la visualizzazione di contenuti musicali. Questa percentuale è data dal fatto che non bisogna pagare per poter ascoltare della musica e si è liberi di poter navigare e vedere ciò che desideriamo. Se da un lato si presenta come un modo per non pagare per ascoltare le nostre canzoni preferite, dall’altro però la maggior parte degli utenti tende a consumare musica già conosciuta e non ha né stimoli né interessa a scoprire nuovi autori o generi, ciò va ad appiattire l’offerta, concentrandola sui grandi nomi e riducendo gli spazi per giovani artisti, generi particolari e nicchie di ascolto.

Prima dell’avvento di YouTube per ascoltare l’ultimo album del nostro cantante preferito dovevamo comprarlo prima che potesse essere esaurito in tutti i negozi, adesso invece possiamo tranquillamente scaricarlo da casa stando comodamente seduti sul nostro divano con programmi e applicazioni.

La musica ha subito una notevole evoluzione dalla sua nascita ad oggi. Da un’arte che necessitava di essere vista e sentita di persona è diventata un’arte digitale e tecnologica dove basta premere INVIO per ascoltare e scaricare ogni brano diventando qualcosa di passivo. L’elemento cruciale e sempre più evidente di questo percorso è la ricerca di un equilibrio tra l’esigenza di generare ricavi per finanziare il settore e quella di incentivare la fruizione del servizio, oggi fornito da società sempre più distanti dalla dimensione tangibile e dalle etichette discografiche che lo alimentano.

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