martedì, 13 novembre 2018
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Il bullismo e il cyberbullismo

Il termine bullismo indica un’azione violenta , esercitata da un gruppo, su una o più persone. E’ un fenomeno che si presenta in maniera precoce e che, generalmente, raggiunge il culmine tra la fine delle medie e l’inizio del liceo. Questo periodo, in cui i ragazzi attraversano l’adolescenza, è molto difficile, infatti l’accettazione da parte dei  coetanei è molto più importante di quella degli adulti. Per parlare di bullismo, però, devono essere presenti alcune condizioni: la prima è che ci deve essere uno squilibrio tra le parti coinvolte, la seconda è che questi attacchi devono essere ripetuti, non occasionali.

Le vittime del bullismo, nella maggior parte dei casi, sono persone deboli e timide, che vengono prese di mira proprio perché non hanno il coraggio di raccontare ciò che subiscono ad un docente o ad un genitore; Infatti, proprio per l’ incapacità di chiedere aiuto, molte volte, le vittime di bullismo cominciano a diventare più introverse, non parlare più con gli amici, rimanere chiusi in casa e, nelle ipotesi peggiori, togliersi la vita.

I bulli che vengono presi in considerazione, la maggior parte delle volte, sono quelli che agiscono attivamente, quindi coloro che maltrattano la vittima e la prendono in giro davanti agli altri; ma vi sono altri tipi di bulli, che sono definiti “passivi”. Questi non tendono ad attaccare direttamente la vittima e  preferiscono agire alle spalle, diffondendo, per esempio, false dicerie. Un’altra importante distinzione, che si necessita fare, è quella tra bullismo diretto, alla quale appartengono i bulli “attivi”, e indiretto, alla quale appartengono i bulli passivi. Il primo riguarda gli insulti verbali e i maltrattamenti da parte del bullo, il secondo, invece, riguarda l’ esclusione da un determinato gruppo di amici e la diffusone di pettegolezzi.

Il bullismo, però, è proprio nel 2000 che trova la totale diffusione, grazie al cyberbullismo. Per cyberbullismo si intende un attacco continuo nei confronti di un ragazzo/a tramite internet. Evolvendosi la tecnologia, il cyberbullismo è rimasto al passo con i tempi, infatti, grazie ai numerosi social network, sono stati inventati svariati modi per deridere un ragazzo (come il pubblicare le sue foto su facebook o prenderlo in giro in modo totalmente anonimo). Ci sono molte differenze tra il bullismo e il cyberbullismo: la prima riguarda l’anonimato del molestatore, anche se può essere rintracciato facilmente con qualche aiuto, la seconda, invece, riguarda l’ assenza di limiti spazio- temporali, infatti, mentre il bullismo avviene in un determinato ambiente, il cyberbullismo può verificarsi in maniera continua e senza alcuna interruzione.

In questi anni, molte persone si sono interessate a questo fenomeno, come lo scrittore  Daniel Pennac. Egli, infatti, afferma che:

A tutti coloro che oggi imputano la formazione di bande al solo fenomeno delle banlieues, io dico: certo, avete ragione, la disoccupazione, certo, l’emarginazione, certo, i raggruppamenti etnici, certo, la dittatura delle marche, certo, la famiglia monoparentale, certo, lo sviluppo di un’economia parallela e di traffici di ogni genere, certo, certo… Ma guardiamoci bene dal sottovalutare l’unica cosa sulla quale possiamo agire personalmente e che risale alla notte dei tempi pedagogici: la solitudine e il senso di vergogna del ragazzo che non capisce, perso in un mondo in cui gli altri capisconoDaniel Pennac, Diario di scuola, 2007

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