domenica, 21 ottobre 2018
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I Simpson: tra comicità con morale terenziana e predizioni

Nel 1987, dalla matita del fumettista Matt Groening, venne creata la famigerata famiglia Simpson che con gli anni, è entrata a far parte di uno dei programmi più seguiti al mondo. La loro prima apparizione avvenne 19 aprile come corti animati di un minuto, mandati in onda durante gli intermezzi pubblicitari del talk show Tracey Ullman Show. I Simpson ottennero un buon successo di pubblico. La serie debuttò in prima serata, sotto forma di episodi di mezz’ora, il 17 dicembre 1989, diventando subito uno show di punta della Fox. Dal 1989 a ora, I Simpson hanno avuto diversi cambiamenti: dal loro linguaggio volgare alla ripulitura dei loro modelli. La loro comicità non annoia mai e le loro fantasiose storie tengono incollati alla televisione per i 22 minuti, durata dell’episodio odierno.

Il contenuto degli episodi, rispetto ad altri cartoni animati, non è prettamente umoristico, ma punta anche alla sensibilizzazione dello spettatore verso varie tematiche sia menzionate che trascurate. Questa loro caratteristica si avvicina molto al modello di umorismo del commediografo latino Terenzio che cercava di conferire alle sue trame, oltre al riso, una funzione moralistica. I Simpson hanno vinto dozzine di premi dal debutto della serie televisiva, tra cui 23 Emmy Awards. Il 14 gennaio del 2000, la fama de I Simpson è stata premiata con una stella nella Hollywood Walk of Fame.

Uno dei”marchi di fabbrica” de I Simpson è la sigla iniziale, in cui compaiono tutti i protagonisti, accompagnata dal tema musicale d’apertura composto da Danny Elfman. La sequenza termina con la famiglia che si raduna davanti al televisore sul divano del soggiorno. Il finale della sigla cambia per ogni puntata(con poche eccezioni). La sigla è ispirata in parte alla sequenza iniziale dei Flintstones, i quali, in una delle molte varianti della Gag del divano, sostituiscono la famiglia Simpson. Il concetto della sigla è stato ripreso in Futurama, dove ogni episodio è introdotto da un sottotitolo differente e dove la navicella impatta contro un grande monitor, che ogni volta mostra un differente cartone degli anni trenta. Lo stesso vale per American Dad!, dove nell’auto del protagonista, Stan Smith, spunta un alieno, Roger con un travestimento diverso ogni volta. Anche nella serie italiana Rat-man, vi è un finale diverso nella sigla per ogni episodio.

La serie, a causa dei temi trattati, è incorsa più volte nella censura da parte dei governi dei paesi esteri. La Fox non ha mai adottato politiche di censura sul cartone, anche se i produttori hanno chiesto a Matt Groening dei tagli prima della messa in onda dell’episodio. Lo show ha subito censure anche in Gran Bretagna, in Argentina ed è stato bandito in Russia e in Cina (in quest’ultima nazione è stato mandato in streaming a partire dal 2014). Nell’isola nipponica, l’ultimo episodio della decima stagione, intitolato Da Tokyo con orrore non è mai stato trasmesso, a causa del ritratto comico di alcune icone e figure sacre, come l’Imperatore Akihito e. In Italia, invece, a differenza di quanto accaduto ad altre serie animate americane, come South Park, I Griffin e molti anime,  la serie non ha subito censure di rilievo, anche se sono stati alleggeriti più dialoghi.

I Simpson hanno avuto una grande influenza in tutti gli ambiti portando a cambiamenti rivoluzionari. Una delle più importanti modifiche è stata nel pensiero adottato negli anni ottanta, riguardo alla destinazione dei cartoni animati pensati esclusivamente a un pubblico di bambini. Sono stati coniati molti neologismi ne I Simpson, divenuti particolarmente popolari. La più famosa è l’esclamazione di Homer, D’Oh!, tanto popolare da essere stata inserita nell’Oxford English Dictionary; seguono l’Eccellente pronunciata da Montgomery Burns, il trionfante Woohoo! di Homer, il derisorio Ha-ha! di Nelson e ciucciati il calzino di Bart. La sbeffeggiante definizione per i francesi detta dal giardiniere Willie, arrendevoli scimmie mangia-formaggio, che è stata usata dal National Review quando, nel 2003, la Francia si oppose alla guerra di Iraq. “I Simpson e la filosofia” – The Simpsons and Philosophy: The D’oh! of Homer, una raccolta di saggi curata da William Irwin, Mark T. Conard and Aeon J. Skoble – ha avuto un buon successo sia di critica che di pubblico, vendendo più di 203.000 copie (libro più venduto della serie) ed è stato adottato come libro di testo in alcune università americane.

Per famiglia più famosa d’America vi furono molte critiche sia positive che negative. Nel 1990, a rivista statunitense Entertainment Weekly lodò I Simpson definendoli come “la rappresentazione della famiglia americana più complessa, disegnata come semplice cartone animato. È questo fantastico paradosso a portare via milioni di telespettatori dai tre principali network per concentrarsi sui Simpson”. Nello stesso anno la rivista People intervistò la first lady Barbara Bush nella quale disapprovava il cartone. Gli autori decisero così di mandarle una lettera formale a nome di Marge che, a sua volta, ricevette subito una risposta dimostrando un senso di buon umorismo da parte della Bush.

La loro celebrità è data anche dalle loro “misteriose predizioni” avveratesi negli anni diventate da fantasia a realtà. Nell’episodio 546 “Non sei tenuto a vivere come un arbitro“, andato in onda negli USA il 30 marzo del 2014, viene trattato l’arresto di un ufficiale FIFA per corruzione(nel 2015 è venuto a crearsi lo scandalo FIFA nel quale vennero arrestati ben 14 ufficiali dal FBI, tutt’ora il caso è aperto)e la vittoria della Germania ai Mondiali di Calcio, avvenuta 3 mesi dopo.

Nella puntata 508 “Lisa diventa Gaga“, pubblicata nel 2012, vediamo Lady Gaga interpretata da se stessa che con il treno passa attraverso la città di Springfield per andare al suo concerto. La cantante pop nel corso della storia cerca di aiutare Lisa, depressa per la sua poca popolarità a scuola, a riconquistare la sua fama e nel frattempo tutta la città assiste con entusiasmo ai suoi spettacoli: in uno di questi Gaga mentre canta è appesa a un gancio. Questa esibizione è molto simile a quella che si è effettuata quest’anno per il Super Bowl.

Ne “La Città di New York contro Homer” del 1997, Lisa consiglia alla famiglia di andare a fare un viaggio economico a New York, indicando sulla rivista, che contiene l’offerta, il prezzo di 9$ con sfondo le Torri Gemelle. Molti hanno pensato che questa scena fosse una macabra predizione dell’attacco dell’11 settembre alle Torri Gemelle, infatti, il 9 può simbolizzare il mese, cioè settembre, e i due grattaceli che rappresentano il numero 11.

Questa serie ha accompagnato e formato molte generazioni che ancora rimangono legati al capolavoro del fumettista che continuerà a farlo perché, come ha detto lo stesso Matt Groening: “Onestamente non vedo una fine in vista”.

 

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