domenica, 25 febbraio 2018
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I giovani e la politica, binomio inconciliabile?

Nel periodo del boom economico italiano per i giovani partecipare alla vita politica era fondamentale e molto importante ed era normale che si interessassero perché rappresentava l’unico modo di intervenire in maniera diretta nella vita del Paese. Erano soliti infatti frequentare i vari partiti e riunirsi per discutere e confrontare le loro opinioni.

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Adesso invece i giovani sono completamente disinteressati e disinformati su questa materia, preferiscono dedicare il loro tempo occupandosi di reality, sport, e del divertimento del sabato sera. Sono pochi i giovani che attualmente si interessano di politica, definiti mosche bianche in una società dominata da valori preconfezionati.

I giovani hanno verso la politica un atteggiamento di menefreghismo che parte dall’educazione scolastica: quando ci sono le elezioni per i rappresentanti d’istituto o per la consulta provinciale non sempre vengono eletti persone capaci di adempire perfettamente al loro ruolo ma spesso vengono eletti  i candidati più conosciuti o che si fanno notare maggiormente rispetto altri.

I giovani mostrano sempre atteggiamenti di sfiducia verso questa istituzione deducibile dalle frasi che spesso pronunciano come “I politici sono tutti bugiardi” o “La politica non fa per me”. Ciò è anche dovuto ad un distacco tra le nuove generazioni e i partiti, quest’ultimi non sempre coinvolgono i giovani nelle loro attività e vengono considerati come luoghi noiosi, incapaci di stimolare interesse o passione perché ritenuti lenti nel recepire gli stimoli delle nuove generazioni .

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Un modo per risolvere questa crisi potrebbe essere l’uso dei social network come mezzo per unire la politica ai giovani. Ciò è accaduto in America con la campagna elettorale di Barack Obama, da questo momento in poi nessun politico è riuscito ad evitare il confronto e il dibattito nella dimensione online. Tuttavia se da un lato questo metodo potrebbe avvicinare i giovani alla politica c’è chi ne mette in luce gli aspetti negativi, una democrazia digitale potrebbe diventare una forma di ideologia a buon mercato.

Qualunque siano i mezzi usati l’interesse della politica deve provenire da ognuno di noi. Questo è il nostro Paese e solo noi possiamo migliorare la situazione e farlo ritornare allo splendore di un tempo. Partecipare e intervenire nella politica significa organizzare la nostra vita e il futuro delle prossime generazioni, mentre disprezzarla è come disprezzare se stessi. Non rendiamo i giovani e la politica un binomio inconciliabile ma come qualcosa di unico per migliorare il presente. Abbiamo la possibilità di esporre la nostra opinione su tutte le problematiche e di decidere su alcune questioni tramite il voto, diritto che ci è costato fatica e lacrime e non sempre viene usato nel modo migliore. Il voto rimane l’unico mezzo per ottenere un miglioramento ed è fondamentale e necessario agire in prima persona.

Noi, giovani che crediamo ancora in valori sani, nella politica pulita, vera, nella politica che ascolta la gente e i loro problemi, non possiamo farcela senza il vostro aiuto. E’ di fondamentale importanza adoperarci tutti per il bene della società, basta lamentarci di una politica che si occupa poco di noi, occupiamoci noi di Lei. Lamentarsi non darà nessun risultato, impegnarsi e seguire da vicino la politica rappresenta invece il vero cambiamento. Infatti, solo vivendo a pieno il presente, noi giovani , possiamo sperare in un futuro migliore”

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