giovedì, 24 maggio 2018
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Genitori nell’adolescenza: amici o figure autoritarie?

Con l’arrivo dell’adolescenza arrivano anche i primi problemi per i genitori su come rapportarsi con i figli. Questa fase della vita è intesa come desiderio di libertà e si è stanchi di vivere sotto l’ala protettiva di mamma e papà, si ha il desiderio di scoprire il mondo da soli, senza che nessuno li guidi. I genitori però non sempre concedono ai figli lo spazio che questa fase richiede e da ciò spesso sono causati scontri. Nell’adolescenza si modifica il rapporto tra le due generazioni, si viene a formare il carattere del ragazzo e il ruolo del genitore viene a modificarsi sotto la spinta d’autonomia del figlio.

Tutti i genitori si chiedono se sia necessario essere più permissivi e comportarsi come degli amici o se sia  opportuno essere delle figure autoritarie e permettere poco e niente ai figli. Questi due modelli educativi potrebbero essere entrambi validi: il primo si presenta come la possibilità per i figli di avere l’esperienze di quell’età e in futuro di imparare dai propri sbagli, il secondo invece tende a proteggerli da alcuni aspetti e situazioni tipiche come l’avvicinarsi ad amicizie sbagliate che possono portare il figlio all’uso di alcol o altre dipendenze.

Alcuni  decidono di avere un atteggiamento di amicizia verso i loro figli nel tentativo di ritornare ad essere dei punti di riferimento come lo erano durante l’infanzia. La fondazione Exodus di Don Mazzi ha svolto delle ricerche per verificare se questo metodo educativo fosse o meno apprezzato e l’esito è stato, in un certo senso, sorprendente: è stato dimostrato che i ragazzi vedono violata la loro privacy e non accettano che i genitori siano ostinati nell’essere loro amici dimenticandosi del loro reale ruolo, l’unica cosa che i ragazzi apprezzano è la libertà concessa.

Un’altra indagine è stata svolta per verificare la validità del secondo metodo educativo. La fondazione di Don Mazzi ha dichiarato genitori troppo autoritari posso causare un distacco con i figli. Questi ultimi si vedono privare della loro libertà non potendo fare sempre ciò che vorrebbero e le cose peggiorano quando i loro amici riescono ad andare nei locali o riescono ad ottenere ciò che vogliono mentre loro trascorrono il loro tempo nelle proibizioni. In questo caso i genitori agiscono per il bene dei figli ma ciò non viene subito compreso.

Una piccola parte di genitori mette da parte questi due metodi per adottare quello del “bastone e della carota”. Metodo educativo della generazione dei nostri nonni, si presenta come via di mezzo dei due metodi educativi sopra citati. Consiste nel concedere ai figli ciò che si deve concedere, di essere severi in caso di disobbedienza e di premiarli in caso di obbedienza. In questo modo il figlio costruisce la sua strada e il suo percorso da solo e con la presenza dei genitori senza che questi risultino troppo presenti.

 Ogni metodo ha i suoi aspetti positivi e negativi. È sbagliato pensare che uno sia corretto mentre l’altro sbagliato ma tutti si devono considerare in ogni aspetto e come qualcosa che è sempre in  fase di miglioramento. Non ci sono dei manuali, delle regole per l’educazione dei figli ma tutto deriva dalla propria esperienza e da che tipo di genitore si vuole essere e soprattutto bisogna agire sempre per il bene dei figli.

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