domenica, 21 ottobre 2018
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Gamestop distrugge l’economia dei videogiochi

In queste ultime settimane è venuto a crearsi in tutti i negozi Gamestop, lo scandalo del Circle of life il quale rappresenta un ostacolo enorme per il mercato videoludico, rendendo così i guadagni dei publisher e delle software house meno proficue. La dirigenza di GameStop ha provato a minimizzare i fatti, affermando che la procedura serve a garantire i clienti stessi, ma gli ex – lavoratori hanno negato tutto parlando, addirittura, di licenziamenti in caso di sforamento eccessivo delle quote. Il Circle of life è un programma che spingerebbe i dipendenti a mentire riguardo alla disponibilità di videogiochi o console per spingere i compratori all’acquisto dell’usato che, in certi casi, può essere più costoso di comprare il prodotto nuovo. In casi più estremi, invece, gli consigliano di andare in altri negozi. Il programma dà a ogni negozio quote percentuali differenti per i pre-ordini, la sottoscrizione di tessere premio, le vendite di giochi usati e il trade-in dei giochi; quindi, se ad esempio un cliente acquistasse un gioco nuovo, altererebbe tutte le percentuali. Sui social online alcuni dipendenti in forma anonima affermano:

Rispondiamo ai clienti che non abbiamo copie dei nuovi giochi in commercio: ad esempio, Watch Dogs 2 costa ora 29,99 dollari nuovo e 54,99 dollari usato. Semplicemente diciamo loro che non l’abbiamo disponibile nuovo e li mandiamo fuori dal negozio.

 Ai vertici della società non giungono conferme in merito a questo scalpore. La dichiarazione riportata sulle pagine di Kotaku e attribuita ad un manager che non costituisce però, nemmeno una smentita delle voci di corridoio.

I programmi interni di GameStop sono pensati per offrire ai nostri clienti il miglior valore possibile in tutti gli acquisti di videogiochi. Ognuno porta nuove opportunità, permettendoci di continuare a migliorare, perfezionando la preparazione dello staff nei nostri store in modo da garantire un’esperienza ottimale alla clientela.

Una situazione di crisi da parte dei dipendenti della grande catena, per restare nelle percentuali prestabilite, la hanno nei primi giorni, quando debuttano i giochi tripla A (una classificazione formale usata per i videogiochi con il budget di più alto sviluppo e un altissimo livello di promozione). Lo sviluppo dei giochi AAA è associato a un grande rischio economico, poiché per ottenere un proficuo guadagno devono, rispetto ai loro avversari, vendere molte copie anche se, frequentemente, il gioco proposto non soddisfa le aspettative del pubblico e della critica)come è successo per l’acclamato capolavoro della Capcom, Resident Evil 7, e della Square Enix, Kingdom Hearts 2.8. I subordinati, in questi, casi hanno dovuto insistere molto di più sulla vendita dell’usato o sul pre-ordine dei giochi.

Non è solo un fenomeno verificatosi in USA, ma anche negli altri store in tutto il mondo. I dipendenti dei GameStop italiani per esempio, hanno voluto fornire le loro testimonianze:

Non ho mai sentito parlare di Circle of Life. Però è vero, danno percentuali assurde di usato rispetto al nuovo. Ti fanno capire che vendere nuovo è dannoso e rompono assai le palle su queste percentuali. Fanno anche pressioni della serie ‘ti chiudo il negozio’, ‘ti trasferisco’, eccetera. È capitato che clienti arrivassero da noi dicendo di non aver trovato PlayStation 4 in un punto vendita quando avevano il magazzino pieno. Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento esagerato nella mentalità. Per farti un esempio di cosa intendo. Una volta una buona media di protezione su disco era il 33%. Ora siamo passati alla media catena del 110%. Cosa significa? Se vendi un gioco senza protezione ti sei rovinato la performance giornaliera. Non c’è da difendere o attaccare, sto cercando di dirti solo le cose come stanno E in effetti quell’articolo non riporta cose false.

Da notare che le modalità con cui vengono esercitate le pressioni cambiano da nazione in nazione. In Italia non c’è licenziamento diretto, ma in caso non si raggiungano le quote, non si ottiene il rinnovo del contratto (o non si ricevono più voucher). Tutto legale, sia chiaro, viste le norme sul lavoro italiano (come del resto sono legali i licenziamenti avvenuti negli Stati Uniti), ma è giusto sottolineare la cosa. Per arginare questo disagio, bisognerebbe arginare la problematica denunciando la catena texana e tenendo d’occhio tutti i rivenditori dei videogiochi perché si rischia di consumare e definitivamente, cancellare uno dei più grandi mercati internazionali.

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