lunedì, 23 aprile 2018
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Le fotocamere degli smartphone raggiungeranno mai la qualità delle reflex?

La velocissima evoluzione della tecnologia a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, ed in particolare della tecnologia degli smartphone, ha ovviamente coinvolto anche le fotocamere di questi dispositivi. E così siamo passati dalle fotocamere da 0.3 megapixel della fine dello scorso decennio a fotocamere che promettono miracoli. Si sentono possessori di top di gamma della telefonia vantarsi delle loro fotografie, scattate in modalità manuale. Sia in rete che nella vita reale si stanno diffondendo dibattiti sull’utilità delle fotocamere professionali al giorno d’oggi.

Ed in effetti alcuni terminali, come il Samsung Galaxy s7, il Microsoft Lumia 950 ed il fratello maggiore 950 XL, l’LG G5 ed il Lenovo Moto Z sembrano scattare fotografie grandiose… finché sono scattate in condizioni di luce perfette o esaminate da un occhio inesperto.

Infatti è bene disilludere fin da subito tutti coloro che credono di poter sostituire una Canon EOS 5D Mark III con un Samsung Galaxy s7 Edge, per citare due top di gamma delle rispettive categorie.

Infatti il successo degli smartphone è dovuto anche all’abile campagna messa in atto dai colossi della telefonia, che ha spostato l’attenzione degli utenti finali verso il numero di megapixel delle fotocamere dei propri dispositivi; nel 2013 è stato addirittura presentato uno smartphone, il Nokia Lumia 1020 che “ha conquistato la folla” con i suoi 41 megapixel di fotocamera. Tuttavia è bene ricordare che nella fotografia NON CONTANO SOLO I MEGAPIXEL, ma anche altri importanti parametri, tra i quali il tipo di sensore montato ed il tipo di obiettivo usato.

Ed in questo senso, neanche uno smartphone proveniente dal futuro, con “900 trilioni” di MP, potrà scattare le foto che è in grado di acquisire una reflex professionale con un sensore full frame. Un sensore di 5,4 x 4,0 mm (1/2.7″) avrà ovviamente pixel molto più piccoli di un sensore di 36 x 24 mm (full frame), ma anche di uno da 23.7 x 15.7 mm (APS-C), pertanto catturerà molta meno luce, le foto saranno meno dettagliate e più rumorose.

Si pensi che a parità di sensore, un obiettivo zoom, non riuscirà a scattare foto della stessa qualità di quelle scattate da un obiettivo a focale fissa. Perciò come come si potrebbe pretendere che ci riesca uno smartphone con una lente di dimensioni estremamente ridotte?

Per avere un’idea pratica di cosa voglia dire quanto detto sopra, si faccia riferimento alle foto seguenti, estratte da un video confronto dello youtuber Harris Craycraft tra una reflex di fascia medio-bassa, la Canon EOS 60D e lo smartphone più potente al mondo in questo momento, il Samsung Galaxy S7.

Si può subito notare come l’immagine della reflex, in termini di resa cromatica, ma soprattutto in termini di profondità di campo, stracci quella dello smartphone. Uno smartphone non potrà mai riprodurre l’effetto sfocato che è possibile ottenere con una reflex in modalità priorità di diaframma:

(Queste due immagini, tratte dal sito www.arstechnica.com e scattate rispettivamente con un iphone 6s plus ed una Canon EOS 5D Mark III, reflex di fascia altissima, rendono ancora meglio l’idea di quanto detto sopra).

Tornando a parlare di zoom, si parla di un parametro nel quale gli smartphone saranno sempre inferiori alle reflex: lo zoom digitale dei primi, che è solo un “ritaglio” dell’immagine, porta ad una grande perdita di qualità e nitidezza, che non si verifica invece nello zoom ottico degli obiettivi delle reflex.

Le fotografie qui sotto, tratte dal sito web ufficiale Canon (www.canon.it), mostrano chiaramente la differenza tra l’immagine acquisita da un iphone 6s (a sinistra) e quella acquisita invece da una Canon PowerShot G3 X (a destra), che pur non essendo una reflex ha lo zoom ottico:

Ma il tramonto dell’illusione secondo la quale gli smartphone siano equiparabili alle reflex avviene in condizioni di scarsa luminosità (per restare in tema di tramonto):

In queste immagini, tratte sempre dallo stesso sito delle precedenti, viene inflitto il colpo di grazia agli smartphone. La prima, scattata con la fotocamera posteriore di un iphone 7 plus, è estremamente sottoesposta e rumorosa, sebbene la sensibilità ISO sia stata impostata solo a 1600. La seconda invece, scattata con una sony STL-A99V, è eccellente e nitida nonostante la scarsissima luce esterna: con la modalità priorità tempi è stato possibile impostare un tempo di scatto estremamente elevato (30 s), mantenendo molto bassa la sensibilità ISO (100).

Inutile poi parlare di video, dove le differenze rispetto alle cineprese professionali, ben più costose rispetto alle macchine fotografiche professionali, ma anche rispetto alle stesse reflex sono enormi. E in ogni caso l’uso di cineprese professionali richiede competenze che difficilmente un amatore possiede.

In conclusione: uno smartphone non raggiunge e probabilmente non raggiungerà mai neanche la qualità di una reflex di fascia media usata in modalità manuale o priorità. Pertanto anche un fotografo non professionista si sentirà limitato dalle possibilità degli smartphone.

Comunque, non è il caso di demonizzare gli smartphone (di fascia alta, ovviamente), che sono utili a scattare foto da condividere sui social, sono più facili da trasportare e immediati nell’uso e rappresentano quindi un buon compromesso tra qualità ed usabilità quotidiana.

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