giovedì, 19 luglio 2018
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L’evoluzione del web dagli anni ’90 ad oggi

Attenzione! La storia qui raccontata potrebbe indurre stati nostalgici!

Se la storia di internet inizia negli anni ’60 con la creazione da parte del ministero della difesa statunitense del progetto ARPANET, che nel 1969 permise di collegare tra di loro 4 computer, la rete è rimasta appannaggio di governi ed organismi statali fino agli anni ’90, quando divenne accessibile anche agli utenti comuni. Pochi anni dopo, a partire dal 2000, iniziò la diffusione domestica su larga scala di internet. E dai 10 milioni di computer connessi nel 1996 si è arrivati ai 3,3 miliardi del 2015.

Ovviamente lungo quest’arco temporale il web ha subito un’evoluzione notevole.

Il web che si è sviluppato a partire dalla sua diffusione domestica (1994) fino al 2004 viene definito web 1.0; il web 1.0 era caratterizzato da semplici pagine statiche scritte in html che non permettevano interazioni con l’utente. Si potrebbe paragonare questo tipo di web ad un’enciclopedia, dove è possibile consultare pagine riguardanti diversi argomenti, ma non inviare feebdack o comunicare direttamente con gli autori del testo. Il commercio era limitato e le aziende non erano pronte ad ascoltare le esigenze e le opinioni degli utenti, ma si limitavano a presentare il loro catalogo virtuale.

Nel primo decennio degli anni 2000 invece si verificò una rivoluzione grazie all’avvento dei social network (Facebook, LinkedIn, Myspace) che consentirono agli utenti di entrare in comunicazione tra loro e di condividere contenuti vari. Iniziarono così a formarsi le prime reti sociali, ovvero gruppi di utenti accomunati dalla provenienza geografica o da interessi comuni.

Inoltre l’evoluzione di linguaggi lato server come il PHP e lo sviluppo di applicativi per la gestione di database, come MySQL ha permesso la nascita dei forum, delle vere e propri comunità con una precisa gerarchia sociale, dove gli utenti potevano aprire discussioni e parteciparvi intorno ad un tema centrale.

Il web 2.0 aveva quindi abbandonato quella staticità e quella freddezza tipiche della rete degli anni precedenti, permettendo un confronto diretto tra gli utenti, ma costituiva comunque una dimensione in cui i confini tra reale e virtuale sono ben definiti.

In seguito l’evoluzione dei linguaggi di programmazione per il web, l’enorme incremento della capacità e della velocità di trasferimento dei dati (dai 56K delle connessioni DIAL-UP alle migliaia di MB che si raggiungono in alcuni paesi del mondo come il Giappone) e lo sviluppo di portali dove gli utenti creano la propria realtà virtuale hanno portato allo sviluppo del web 3.0 che, sebbene sia iniziato nel decennio scorso, è ancora in atto; le caratteristiche di questo nuovo tipo di web, quindi, sono in continuo cambiamento.

Il web 3.0 mira a trasformare internet in un grande database. Inoltre vengono introdotti nuovi concetti, come quelli di web semantico e web potenziato.  Con web semantico si intende un web “intelligente”, in cui i contenuti sono collegati tra loro in base ad associazioni di metadati, secondo un meccanismo simile a quello della mente umana. Questo, ovviamente, richiede un grande e rivoluzionario sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il termine web potenziato, introdotto nel 2011, si riferisce invece invece alla capacità del web di influenzare la realtà più di ogni altro mezzo di comunicazione. Infatti grazie al web è stato possibile lanciare petizioni, organizzare proteste, influenzare la dimensione politica e governativa degli stati…

Ecco che il web 3.0 diventa una vera e propria dimensione virtuale completa sotto tutti i punti di vista, che si affianca a quella reale; pertanto riguarda non più solo l’informatica, ma anche la psicologia e la sociologia. Negli ultimi anni sono infatti cresciuti gli studi che hanno per oggetto il comportamento degli utenti nella rete. Alcuni fenomeni peculiari, come il trolling  e lo spamming hanno assunto caratteristiche diverse, sebbene esistano fin dagli anni ’80. La netiquette, ovvero l’insieme di regole di comportamento che gli utenti del web sono tenuti a seguire nelle varie dimensioni del web (forum, social network, newsgroup, p2p sharing), ha assunto un’importanza minore, perché il web è diventato più ordinato grazie ad altri strumenti di controllo. Infine molte community come Yahoo! Answers, purtroppo, hanno perso le caratteristiche originarie di forum avviandosi verso il socialing.

Tutto questo ha reso il web un grande strumento accessibile a tutti, organizzato, sicuro, ricco di contenuti, poliedrico, ma lo anche condotto verso una standardizzazione che, analogamente alla globalizzazione che caratterizza l’epoca moderna, ha portato alla perdita delle dimensioni locali caratteristiche e dell’aura di mistero che aveva quando non era ancora un “luogo” per tutti e non era accessibile da dispositivi come smartphone, tablet, smart TV, ecc.

Ed in futuro dove arriveremo?

Sebbene ci troviamo nel pieno dello sviluppo del web 3.0, già si prevedono le caratteristiche del nuovo web, il web 4.0. Si tratta del web della virtual reality, analogamente a quanto sta avvenendo con le console della generazione appena nata, la nona. E così il web 4.0 si configura come il web dalla realtà aumentata, grazie a tecnologie ancora in via di sviluppo, che si integreranno con la realtà ad un livello sempre più profondo. Inoltre si parla di “alter ego virtuale“, ovvero di un’identità personale virtuale non meno caratterizzata di quella reale. Probabilmente diminuirà sensibilmente l’uso dei computer desktop, almeno a livello dell’utente medio, in favore di dispositivi nuovi. Questo web sarà poi fortemente orientato alla domotica, con il possibile sviluppo di elettrodomestici interconnessi in rete. Infine, è probabile che il web diventi l’unico canale di comunicazione di portata mondiale. Ecco che forse il web del futuro avrà in comune con quello del passato poco più che il nome.

Per concludere: il web, come e più delle altre tecnologie e, in generale, di tutti gli elementi del creato, è destinato a subire un’evoluzione sempre più veloce. La cosa migliore è quindi essere pronti alle tecnologie del futuro senza però dimenticare cosa è stato e cosa ha rappresentato il web, a partire dalle sue origini.

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