Emergenza rifiuti: che fare? – Lyceum
domenica, 19 agosto 2018
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Emergenza rifiuti: che fare?

Ormai da tempo, una parte della nostra penisola, da Roma fino alla Sicilia, è soggetta a costanti e ripetute emergenze rifiuti. La situazione è tragica e i nostri governanti non riescono a comprendere che bisogna risolvere la situazione alla radice. I rifiuti danneggiano l’ambiente, la contaminazione che ne deriva si ripercuote sulla salute. L’Italia ha sostituito l’immagine delle sue opere d’arte, ammirate in tutto il mondo, con quelle riguardanti le montagne di rifiuti abbandonati sulle strade cittadine. Molto spesso vengono pubblicate, sui social o sui mezzi di comunicazione di massa, foto di topi, ratti… o di maiali che scorrazzano tra l’immondizia (vedi Roma). Ad aggravare questo stato di cose si aggiungono le ecomafie che hanno interrato rifiuti tossici nelle campagne campane, lucane e calabresi e affondato navi cariche di scorie radioattive e tossiche nei nostri mari. L’ambiente ne paga le conseguenze e soprattutto l’uomo; anzi il malcapitato che, ignaro di questi traffici loschi, diventa spesso vittima inconsapevole.

Occorre una matura sensibilità politica e sociale; occorrono leggi chiare, serie e non facilmente aggirabili, pesanti sanzioni e volontà ferrea da parte di tutti per evitare quella che sta diventando una tragedia che tanti fingono di non vedere. Occorre effettuare una seria differenziazione dei rifiuti, tanti sono quelli recuperabili e riciclabili evitando così di saturare le discariche. Plastica, vetro, carta, cartoni, lattine, prodotti elettronici, gomme degli autoveicoli, scarti di cucina, scarti verdi fanno parte, quasi interamente, dei rifiuti urbani. Ebbene, tutti sono recuperabili e, con essi, è possibile produrre energia. I rifiuti organici (vegetali e animali) provenienti dalla cucina, dai lavori di giardinaggio possono diventare concime in impianti di compostaggio. Le bottiglie di plastica, ad esempio, possono diventare maglie in pile; le lattine vuote possono diventare telai di bici. E’ di pochi giorni addietro la notizia che proprio un italiano (guarda caso costretto ad andare a lavorare all’estero!) dopo aver brevettato un sistema che permette di trasformare le gomme delle auto in traverse per i binari dei treni, ha creato una fabbrica che li produce ed ottenuto parecchie commesse. L’olio esausto delle macchine anziché finire ad inquinare i mari può essere riciclato. Tutto questo creerebbe economia, posti di lavoro e renderebbe il mondo più pulito e l’ambiente più salubre. Basta poco, solo un po’ di buona volontà per trasformare in moneta le cose che, invece, buttiamo ai margini delle strade delle nostre città. Altre nazioni lo fanno. Perché l’Italia, in particolare, la mezza Italia che va da Roma in giù si rifiuta di farlo? Salvando l’ambiente, salviamo noi stessi e guadagniamo sotto tutti i punti di vista.

Facciamo tutti uno sforzo nell’interesse comune, differenziamo, ricicliamo, trasformiamo e guadagniamo!

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