giovedì, 24 maggio 2018
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Ecco la nuova idea di Trump

Ormai, dopo un anno da quando si è insediato alla Casa Bianca, sappiamo come Donald Trump agisce ma, non possiamo dire che le promesse che ha fatto in campagna elettorale non le ha mantenute. L’idea del muro tra il Messico e la sua amata America è sempre nei suoi pensieri e, con il passare del tempo da fantasia sta diventando sempre di più una realtà. Nel giorno del suo intervento al Forum globale di Davos, gli è venuta l’idea di stipulare una specie di trattato con i democratici per regolarizzare quasi 1.800.000 di “dreamers”, gli immigrati minorenni che sono arrivati negli USA quando erano dei bambini e crescendo lavoreranno nel paese abusivamente, che dà a questi la possibilità di ottenere la cittadinanza americana nell’arco di dieci o dodici anni. Accettando questo ultimatum da parte del presidente, i democratici dovranno stanziare un fondo, la quale somma complessiva, ammonterebbe a ben 25 miliardi di dollari che verranno usati per erigere proprio questa famosa barriera per la quale Donald verrà sicuramente ricordato; oltre a questo verrà accolta la richiesta di cancellazione del programma di immigrazione che consente l’ingresso ai familiari – la cosiddetta chain migration – e la sparizione della lotteria che assegna visti ai paesi meno rappresentati nei flussi migratori verso gli USA e una drastica stretta nell’espulsione di altri migranti illegali, a cominciare da chi possiede i visti scaduti. La cifra dei clandestini citata da Trump comprende i 700.000 che si erano iscritti al programma di legalizzazione, Daca, varato da Barack Obama e verrà cancellato da Trump a inizio marzo. È questo il succo dell’offerta che la Casa Bianca si prepara a mettere sul tavolo già lunedì, secondo quanto rivelato ai membri repubblicani del Congresso dal consigliere del presidente, Stephen Miller, il quale dice:

È un grande sforzo di compromesso per i repubblicaniStephen Miller

definendo la proposta “molto generosa” e indicando che le condizioni non sono negoziabili. Il piano di Trump, come era prevedibile, è stato respinto all’istante dai democratici e anche da influenti leader repubblicani, che al Senato stanno lavorando per cercare una soluzione. Tale proposta – come quella di spostare l’ambasciata a Gerusalemme – può non passare: al Senato, infatti, servirebbero al minimo 9 voti dalla parte dei liberali per raggiungere la maggioranza qualificata di 60, ma casomai andasse in porto la legge potrebbe ancora trovare un ostacolo nella Camera dei rappresentanti ed essere respinta.

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