domenica, 25 febbraio 2018
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È giusto introdurre le vaccinazioni obbligatorie?

Da quando è stata approvata una legge che impone le vaccinazioni obbligatorie, i dibattiti sull’argomento sono al centro dell’attenzione mediatica, anche se da ben prima (since way back) sono nati comitati, come il COMILVA, allo scopo di supportare le famiglie che non hanno intenzione di vaccinare i propri figli. L’argomento, data la sua portata, è stato anche inserito nella campagne elettorali dai vari partiti politici, con posizioni contrastanti. Questa legge, infatti, non consente neanche l’iscrizione agli asili ed alle scuole dell’obbligo per i bambini non vaccinati e, addirittura, impone sanzioni ai genitori che non sottopongono i figli alle vaccinazioni.

Si sono aperti dibattiti sul ruolo dei vaccini nella storia, sulla loro importantanza, sulla loro sicurrezza e, dall’attra parte, sui danni degli eccipienti contenuti, sugli effetti negativi sul sistema immunitario a causa del funzionamento particolare dei linfociti T, and so on.

In effetti è stata messa in atto un’astuta quanto maligna strategia della confusione: creando confusione sotto il cielo attraverso lo spostamento del problema, è possibile tenere impegnate le parti a discutere di argomenti inconsistenti ed ottenere i risultati voluti, comandando il tutto da una stanza dei bottoni. Il dibattito sull’utilità o sulla necessità dei vaccini, infatti, è un argomento totalmente inutile ed irrilevante. Ciò che bisogna considerare è invece il fatto che l’ordinamento di uno stato liberale e democratico come il nostro, vieta assolutamente l’ingerenza delle istituzioni nelle questioni individuali, anche in quelle che riguardano gli aspetti sanitari e della salute pubblica.

Infatti uno stato sovrano non avrebbe bisogno di giustificare le proprie scelte in nome del bene pubblico e della pubblica utilità. Tuttavia il processo di delegittimazione degli stati nazionali, attuato attraverso l’intromissione di altre macro-potenze ed organismi sovranazionali, porta a dover trovare metodi creativi (in senso negativo) per giustificare le proprie posizioni. Bisogna dunque capire che fintantochè si cercano prove a favore della propria tesi in studi e ricerche o in pubblicazioni di carattere scientifico, qualunque sia la parte sostenuta, si rimane in una posizione di debolezza e ripiego, che si allontana dal vero problema.

Diverse testate giornalistiche, purtroppo, hanno ceduto alle provocazioni di chi vuole offuscare le menti, pubblicando articoli di difesa netta delle vaccinazioni (o di avversione) con titoli provocatori, in nome del dio scienza e del dio politica, ottenendo però soltanto l’effetto di apparire come liti infantili per il possesso delle caramelle e facendo perdere credibilità all’intera redazione.

Tutto ciò è la conseguenza di un più grande progetto (con questo non si vuole ricadere nel complottismo) che ha lo scopo di appianare la caratterizzazione dell’individuo e dello stato, in modo subdolo e aposiopetico, distraendo tutti così da inglobare le singole entità (individuali, statali, territoriali) all’interno di un macrogruppo gestibile da una sala di controllo (vedi sopra): di questa strategia fa parte lo spostamento dell’attenzione su temi quali l’omosessualità, l’immigrazione, il biotestamento, che, di per sè, non sarebbe necessario trattare, perchè tradizionalmente e ontologicamente non rilevanti ai fini delle dinamiche statali, ma se esasperate con modalità impressionistiche, cioè basate sull’apparenza, al punto da arrivare a non avere più confini, portano alla promiscuità più totale, e di conseguenza al caos, funzionale al modello descritto:

Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevoleMao Tse-tung

Ecco dunque quanto è importante mantenere l’ordine per evitare poi di ritrovarsi seduti su una nuvola, cioè di precipitare nel vuoto.

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