venerdì, 20 luglio 2018
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Dimenticatevi Monet, arriva Banksy!

Fino a poco tempo fa “l’arte” potevamo osservarla solo nei musei, ora ci circonda in ogni sua sfaccettatura suscitandoci delle emozioni mai provate, indipendentemente dall’età. Questo nuovo tipo di arte lo troviamo in ogni angolo delle città, infatti viene chiamata arte urbanistica o all’inglese, Street art. La Street art è un movimento artistico che all’inizio veniva giudicato come atto di vandalismo. Intorno al 2000 si è avuta un’esplosione di questo fenomeno in tutta Europa. Ogni artista o writer ha le proprie motivazioni personali per disegnare sui muri delle strade e degli edifici; lo fanno come forma di critica, come contestazione contro la società o contro la politica, altri più semplicemente vedono le città come una grande tela per esporre i loro capolavori. Con queste opere la città si anima di colori distruggendo l’opacità degli edifici e rendendo anche le zone meno curate dei veri paradisi terrestri. Questa corrente non scolastica è riuscita a essere considerata allo stesso livello dell’arte su tela, ciò che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile. Le città si mobilitano sempre di più per introdurre la tecnica della Street art infatti, ogni anno si svolgono dei Festival Internazionali di Street Art e Azioni Urbane a Taormina, Londra e Berlino, tre delle città più influenti nel panorama artistico. Ultimamente questa nuova forma d’arte è entrata nelle carceri italiane per offrire ai detenuti la possibilità di esprimersi, poiché chiunque può manifestare la sua libertà.

Uno dei più grandi esponenti della guerrilla art è Banksy che con le sue opere documenta la povertà della condizione umana. Con un taglio ironico e satirico trattano tematiche quali le assurdità della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento, lo sfruttamento minorile, la brutalità della repressione poliziesca e il maltrattamento degli animali. Per veicolare questo messaggio, viene fatto ricorso a un’ampia gamma di soggetti, quali scimmie e i suoi celebri rats. Uno dei suoi più grandi dipinti è Show me the Monet (foto in basso) dove l’artista propone un paesaggio tipico del maestro francese che è invaso da due carrelli della spesa e un cono stradale. L’arte è vita e si è spostata dai quadri alle strade.

 “L’arte che guardiamo è fatta da solo pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell’Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo. Quando vai in una galleria d’arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari” (Banksy)

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